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Droga che non fa prigionieri

pontifex roma dice no alla droga by ad web lab di antonio daddatoUna ragazzina s’è sentita male a scuola, una canna di troppo l’ha obbligata in orizzontale, è finita sull’ambulanza e poi in ospedale.

Una minorenne ha comprato la sua dose dietro quell’angolo mai troppo celato, come accade ultimamente vicino alle scuole, dentro le scuole, fin dentro la classe.

Una giovanissimane ha fatto uso, badate bene, non ho detto abuso, ne ha preso qualche tiro la mattina, ma come qualcuno ostinatamente persiste a ripetere, è importante farlo responsabilmente, consapevolmente, tant’è finita su un lettino del pronto soccorso.

Una adolescente che sentenza della Consulta o meno, non sarà mai autorizzata a comprarla legalmente, neppure in tempo di spaccio statuale.

Di fronte a questo scempio di dignità calpestata, di libertà prese a calci in bocca, c’è chi pervicacemente porta avanti la tesi di un uso responsabile della roba, come a dire: fumatela bene, fatelo con giudizio, sarete al sicuro, non potrà accadere niente di spiacevole, c’è addirittura chi propende per fare svolgere un’ora di ricreazione scolastica per formare al consumo responsabile della canapa.

A questo punto non ha più alcuna importanza se qualcuno per fare del ribellismo spicciolo, userà l’insulto per arginare la propria disonestà intellettuale, non me ne può fregare di meno beccarmi del proibizionista, del rigorista, del moralista.

Quel che mi interessa è mettere al bando le chiacchiere, le bugie, le mistificazioni, i sofismi che vorrebbero coniare nuove argomentazioni filosofiche a supporto di una droga buona, di una droga normale, insalutare quanto un bicchiere di vino, un pacchetto di sigarette.

Come diavolo è possibile sostenere che lo spinello non crea danni, non mette nei guai chi già è nei guai di un’età respingente. Come non dare conto ai tanti e troppi sì, a discapito dei pochi e vituperati no, come non sbatterci il muso in quel tempo da dedicare agli altri che non c’è mai, quel tempo che invece occorre trovare necessariamente per non dovere correre in ospedale a sincerarsi delle condizioni dei propri figli.

Con quale correttezza interiore è dapprima sottaciuta, poi licenziata sbrigativamente la risposta scientifica che indica la cannabis come droga che fa male, che crea dipendenza, contamina il sistema nervoso, con il rischio di diventare malattia se già non lo è.

Quella ragazzina, quegli altri giovanissimi, sono ritornati a casa, rincoglioniti e spaventati, fortunatamente vivi, quelli che hanno venduto la dose sono stati presi,  la nuova pratica degli adolescenti che comprano, vendono, guadagnano, poi ricomprano per uso proprio e per spacciarla, ha esteso radici profonde, in questo modo a casa non spariranno più ori e danari, non si chiederanno più troppi soldi, evitando sospetti e tensioni.

Qualcuno vada a dirlo ai genitori di quella ragazzina, che vietare, proibire, equivale a moltiplicare trasgressioni e devianze, fatturoni e Peter Pan di periferia, vadano a dirlo a loro che non è niente di più e niente di meno di una bevuta di buon vino.

Ripetano a quegli adulti che quanto accaduto alla loro bambina è semplicemente un “evento critico”, ma questo/i sacrifici consentiranno di battere le mafie, faranno diminuire i tossicodipendenti, risolveranno il sovraffollamento quale problema endemico dell’Amministrazione Penitenziaria.

Vadano a dirlo a loro, confidando sulla buona sorte che ha risparmiato una vita, perché fosse andata diversamente, a quella porta nessuno avrebbe fatto sosta né passaggio, unicamente ammenda.

 

Amico Vincenzo

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6 Responses to " Droga che non fa prigionieri "

  1. cristiano scrive:

    Chissà che cavolo si è fumata… magari le hanno dato stricnina.
    E’ smettiamola di dire che gli alcolici non fanno male, mai visto qualcuno in coma etilico?

    • Zorba scrive:

      Io direi ai genitori di quella ragazzina (e soprattutto all’autore dell’articolo) di studiarsi, per nominarne uno, il caso del Portogallo.

      Il proibizionismo fa più’ danni che altro, guardate i numeri e le statistiche dell’esempio del Portogallo. Guardate cosa sta succedendo in Italia mantenendo la linea dura, soddisfatti?

      Cambiare tattica non e’ segno di debolezza. Cambiare tattica per risolvere i problemi significa imparare dai propri errori. Essere intelligenti significa anche ammettere di aver sbagliato e provare un altro approccio.

      La storia del proibizionismo (mi riferisco ad alcool, marjuana, oppio etc.) la si trova ovunque. Portatemi un caso che abbia funzionato e riconsidererò’ il mio punto di vista.

    • Giorgio scrive:

      Scusi, perchè il vino e le sigarette fanno bene? Lo sa quante persone muoiono ogni anno a causa dell’alcol e del tabacco?!

  2. Mai letta tanta ipocrisia in una volta sola! Fate una buona campagna contro il fumo, monopolio di stato, però non vi conviene vero?

  3. Roberto. scrive:

    Qual’è la fonte di questa notizia? Inoltre l’alcool e il tabacco sono più dannosi dell’hascish

  4. Arnoldo scrive:

    La canapa ai minorenni fa malissimo, il cervello non è ancora sviluppato e quello che per un adulto è un effetto passeggero: le famose “paranoie” in un adolescente diventa irreversibile, con una sola canna.
    Morire di canapa è praticamente impossibile la LD50 ovvero la dose che darebbe la metà delle probabilità di morire, è misurata in chilogrammi da fumarsi tutti in una volta sola, impossibile ed infatti non è mai morto nessuno di canapa.
    Altro discorso è la “cera” che è un concentrato al 98% di THC la “genialata” arriva dagli USA dove probabilmente le “suicidal tendency” sono alte, per ora non risulta ci siano stati decessi.
    Non ho mai sentito di gente, che vada a rubare per il bisogno impellente di una canna, ne di alcuno in preda a crisi d’astinenza da thc.
    Secondo me chiunque dovrebbe essere libero di coltivare le piante che vuole e di mangiarsele o fumarsele, altro discorso sono gli adolescenti che espongono il loro cervello a dei danni certi.
    L’alcool da dipendenza e uccide eppure è legale, coltivare cicuta, piantare un oleando, o andare a cercare amanite falloidi, non è proibito, eppure sono piante mortali.
    La legalizzazione della canapa è sponsorizzata da Soros, la cosa già per questo mi inquieta, come mi inquieta la propaganda circa l’innoquità di questa droga, che è vero che in un ADULTO è relativamente innoqua, ma in un adolescente è molto dannosa.
    Detto ciò, qui in Italia verrà fatta una legge scritta sotto dettatura americana, noi siamo solo una colonia, dunque è irrilevante che ci dividiamo tra proibizionisti, antiproibizionisti e dubbiosi, sono solo posizioni, discorsi, accademici, noi italiani non contiamo più niente, a decidere per noi ci pensano gli USA.

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