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Mercoledì 10 Marzo 2010 00:00 |
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Il confort e il contesto culturale e sociale nei quali viviamo, sono sicuramente alcune delle ragioni per le quali abbiamo smarrito la capacità di soffrire ed anche la tolleranza al dolore. Ci siamo,insomma, abituati, specialmente quelli delle nuove generazioni, ad avere tutto quello che rende la vita confortevole, acqua calda, riscaldamento, aria condizionata. Anche nel campo della sanità abbiamo in casa ogni sorta di medicine per i dolori. Certamente tutto questo non è affatto un male,anzi. Dio vuole che abbiamo una vita piena e meravigliosa. Tuttavia non possiamo negare che il dolore sia una esperienza umana e che la sofferenza trovi le sue radici profonde in una natura debole. Per altro lato, l’aver creato una intolleranza al dolore, fa in modo che la gente, quando si presenta un problema relativo alla sofferenza, si deprima facilmente,arrivando anche a rinnegare Dio. Insomma, la sofferenza crea,specie nei ...
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Martedì 09 Marzo 2010 00:00 |
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La inadeguata evangelizzazione che abbiamo avuto nel corso dei secoli, ha fatto in modo che con frequenza si esalti ,tanto nel mondo cattolico che in quello laico, la mancanza di coerenza tra fede e vita. In vero, si è creato un autentico abisso. La fede spesso si è trasformata in una serie di riti con i quali ci sentiamo uniti alla divinità,ma che nella maggior parte dei casi non sono espressione di quello in cui crediamo. Questo fa sì che spesso si viva alla luce dei criteri del mondo e che le nostre passioni dominino la vita ordinaria. E’ dunque necessario chiedere che il Signore trasformi il nostro cuore e che il Vangelo sia il reale motore della nostra vita. I nostri pensieri,le azioni,le parole e le azioni siano ispirati al Vangelo. Solo quando il Vangelo si integra realmente nella vita ordinaria allora possiamo dire di vivere cristianamente, cosa che finalmente ci da una reale coerenza tra la vita e le celebrazioni che ..
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Venerdì 05 Marzo 2010 00:00 |
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Un sacramento che ancora non abbiamo sufficientemente apprezzato e valorizzato, è la Confessione. In genere, chi viene a confessarsi, lo fa solo per elencare un certo numero di manchevolezze, ma senza un sincero e reale pentimento. Questo porta a considerare che, sebbene siamo stati creati dall’amore e nell’amore di Dio, la maggioranza lo conosce poco e ritiene questo sacramento solo un lasciapassare per fare la comunione e non per rientrare nella piena amicizia con Dio. E’ dunque necessario ed urgente che cerchiamo,con ogni sforzo, di stabilire una relazione di sincera amicizia con Dio soltanto dalla quale può nascere il sincero pentimento e capire che il peccato ci ha sottratto la sua intimità. In sintesi, per una buona e sana confessione bisogna provare il “ dolore del peccato”,senza di ciò riesce molto difficile che il sacramento possa realmente sanare il cuore dell’uomo. Approfittiamo, ...
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