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A volte siamo soliti pensare che i santi della Chiesa sono tutti di epoche anteriori. Dagli inizi della Chiesa,da quando i romani perseguitavano i cristiani. Ebbene no, la Chiesa ha dato santi in tutta la sua feconda vita. E nel secolo ventesimo due martiri chiamano l'attenzione per il sacrificio nel campo di concentramento di Aushwitz: Santa Edith Stein, carmelitana e dottora della Chiesa e san Massimiliano Kolbe, francescano e molto devoto alla santissima Vergine Maria. Questi due testimoni, che non sono gli unici, sarebbero da soli sufficienti per eliminare la leggenda nera ,secondo la quale Papa Pio XII e la Chiesa romana non aiutarono a sufficienza gli ebrei e che alcuni settori della stessa chiesa cattolica negarono persino l'olocausto. San Massimiliano non solo non nega l'olocausto,ma lo soffrì sulla propria persona. Padre Kolbe, che in Polonia e in Giappone svolse un importante lavoro editoriale, era un ...
... sacerdote preparato. Fu dotttore in teologia e filosofia. Sin dalla sua ordinazione sacerdotale, nel 1918, fece solo del bene. I nazisti lo imprigionarono e lo portarono nel campo di concentramento. Quando venne sorteggiato un prigioniero che doveva morire di fame nel carcere e aveva famiglia, padre Kolbe si offrì come vittima al suo posto. Così morì il 14 agosto del 1941, beatificato prima da Papa Paolo VI, e canonizzato dal suo connazionale Giovanni Paolo II. Professor Josè Mendirichaga docente alla Università Cattolica di Monterrey
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