| Terra Santa – Una democrazia razzista e antisemita (contro i semiti arabi) |
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... madrepatria è in pericolo. Abbiamo mandato i nostri carri armati sul suolo straniero.” Qualche ebreo russo organizzò una dimostrazione sulla Piazza Rossa contro l’invasione e i partecipanti furono bastonati dalla polizia. Noi protestammo contro i carri armati a Budapest, Praga e Kabul come cittadini russi che davano più importanza all’onore che alla fedeltà, all’umanità più che ai legami di sangue. Nello stesso momento, ragazzi ebrei americani dimostravano contro l’intervento del loro paese in Vietnam, ragazzi e ragazze ebree in Europa dimostravano contro il razzismo. Anni e anni sono passati, e ora i nostri carri armati ebraici sono sul territorio straniero. Il nostro esercito ebraico uccide civili, demolisce case, mette alla fame milioni di persone, impone l’assedio ai villaggi palestinesi. I nostri crimini sono più grandi di quelli commessi dai russi in Cecenia e in Afghanistan, dei crimini americani in Vietna. Sicuramente, gli intellettuali israeliani dimostrano in massa, , nelle nostre vie e piazze corrispondenti a Pennsylvania Avenue o a Trafalgar Square, gli ebrei americani alzano la voce contro gli assassini armati dall’America, gli ebrei russi si levano in difesa dei diritti umani dei Gentili intrappolati in Terrasanta? Non vi preoccupate. I nostri letterati esaltano, invece, il coraggio dei soldati ebrei, venerano la mano sicura dei nostri cecchini e glorificano la grande umanità del popolo ebraico che potrebbe polverizzare tutti i Gentili della Palestina, mentre, con gentilezza, si limita a provocare qualche centinaio di feriti o di massacrati al giorno. Mio nonno, nella zona di Residenza assegnata dall’Impero russo agli ebrei, si lamentava contro le restrizioni al libero movimento, mentre, per la nostra generazione, Anatoly Sharansky (2) è diventato il simbolo delle lotte per i diritti umani. Nel nostro paese, i Gentili sono rinchiusi in vere e proprie riserve e in campi di concentramento di fronte ai quali la Zona zarista impallidisce. Un palestinese non può recarsi nel villaggio vicino senza il lasciapassare delle autorità ebraiche, e posti di blocco dei nostri checkisti sono infiniti (3). Un palestinese può soltanto sognarsi il mare che lambisce le coste della terra dei suoi antenati, perché non permettiamo che i palestinesi inquinino la purezza ebraica delle nostre spiagge. Ostrovsky (4) riferiva che, durante la presidenza di Jimmy Carter, uomini del Mossad avevano installato microfoni nella casa di un diplomatico mediorientale per mettere in imbarazzo l’ambasciatore USA presso la Nazioni Unite, Andrew Young, dopo che questi aveva cercato di stabilire rapporti informali con il rappresentante dell’OLP. Quando Young si incontrò “accidentalmente” con Zehdi Labib Terzi, un rappresentante non ufficiale dell’OLP presso le Nazioni Unite, in casa di un diplomatico amico ambasciatore del Kuwait, Abdallah Yaqub Bishara, tramite i microfoni installati illegalmente, senza che ne sapesse nulla nemmeno Terzi, gli uomini del Mossad registrarono ogni parola della conversazione dei diplomatici. L’avvenimento fini subito in prima pagina, sull’organo più importante della propaganda sionista, The New York Times e il presidente Carter cedette alle pressioni dell’opinione pubblica e chiese le dimissioni di Young. Così, quando, il 23 settembre 1979, Young rassegnò le sue dimissioni, lo sforzo di stabilire rapporti tra il governo degli USA e l’OLP divenne una specie di nota a piè di pagina della storia. Young era un afro-americano che da allora in poi non è mai più stato chiamato agli alti livelli governativi. Per anni, gli ebrei hanno protestato per la discriminazione sul luogo di lavoro e nelle istituzioni scolastiche. Nel nostro Stato abbiamo creato un sistema di completa discriminazione nazionale. Nella nostra compagnia elettrica statale, su 13.000 dipendenti, i Gentili sono soltanto sei, lo 0,0004%. I Gentili sono il 40% della popolazione tra il Giordano ed il Mediterraneo, ma soltanto uno di loro su quattro ha diritto di voto. Non ci sono Gentili nella Corte suprema (5), nel governo, nell’aviazione, nei servizi segreti. Non c’è nemmeno un Gentile nel consiglio d’amministrazione del principale quotidiano liberale d’Israele, Ha’aretz. Ecco perché le lamentele degli ebrei della Diaspora meritano di essere riscritte, alla luce degli eventi attuali. Noi non combattevamo per i diritti umani, ma per i diritti degli ebrei. Eravamo favorevoli alla libertà di movimento e alla libertà di scelta? Si, ma soltanto per gli ebrei. Parlavamo il linguaggio del suffragio universale, che voleva dire diritto di voto per gli ebrei. Non ci preoccupiamo dell’occupazione militare e dell’invasione, finché siamo noi ad occupare ed invadere. La vista di un bambino che alza le mani davanti ad una canaglia armata di fucile mitragliatore ci fa piangere soltanto se si tratta di un bambino ebreo. Ad un bambino Gentile si può sparare liberamente. Quando Bialik (6) scrisse: “il diavolo non ha inventato una pena adatta per chi uccide un bambino”, naturalmente intendeva riferirsi ad un bambino ebreo. Quando provava orrore davanti alle scene dei pogrom, lo provava perché la violenza era rivolta contro gli ebrei. Altrimenti non c’è niente di male nel pogrom in sé. Gli ebrei della Nazareth alta (costruita in posizione dominante rispetto alla Nazareth araba, N.d.T.) hanno fatto un pogrom di Gentili a Nazareth, ma nessuno di loro è mai finito in tribunale. La polizia li ha aiutati ad ammazzare alcune vittime delle loro scorrerie. Ancora peggiori sono stati i pogrom di Ramallah e di Beit Jalla, perpetrati con elicotteri da combattimento e carri armati. La Russia zarista, “la terra dei pogrom” , era assai odiata dai nostri nonni e poi alla fine fu distrutta proprio da loro. Eppure, centinaia di anni di pogrom contro gli ebrei, provocarono perdite molto minori di quelle che noi provochiamo in una sola settimana. Nel più terribile pogrom, quello di Kishinev, ci furono 45 morti e 600 feriti. Nelle ultime settimane in Israele, i morti sono stati 300 e molte migliaia i feriti. Nella Russia zarista, dopo quel pogrom, tutti gli scrittori e gli intellettuali condannarono i responsabili. Nello Stato ebraico, soltanto poche dozzine di persone hanno dimostrato a Tel Aviv, mentre il Sindacato degli Scrittori Ebrei ha appoggiato il pogrom contro i Gentili. Nel 1991, la maggioranza degli ebrei russi prese posizione contro il comunismo e a favore della proprietà privata. Quella che avevano in mente era la proprietà privata degli ebrei, dal momento che confiscavano la proprietà dei Gentili con grandissima facilità. Andate nelle migliori zone di Gerusalemme, Talbieh e il vecchio Qatamon, le colonie greche e tedesche, e vedrete bellissimi palazzi. Quelli appartenevano ai Gentili – tedeschi, armeni, greci, inglesi, russi, palestinesi (cristiani e musulmani). Tutti quei palazzi sono stati confiscati e assegnati agli ebrei. Nelle ultime settimane, centinaia di acri di proprietà dei Gentili sono stati confiscati e centinaia delle loro case sono state confiscate o demolite. Prima del suo arresto, il più ricco dei boss ebrei russi dei media, Gusinsky (7), venne in Israele per esprimere il suo completo appoggio al paese. Allo stesso tempo, chiese al mondo di aiutarlo nella lotta con le autorità russe che cercavano di salvare la televisione dai suoi artigli. Il suo sostegno ad Israele dimostra che il signor Gusinsky approva la confisca prepotente su base etnica. L’unica cosa che non vuole è la confisca di proprietà ebraiche. E’ contrario al fatto che gli ebrei possano essere arrestati ? I Gentili marciscano in prigione per sempre, come avviene nello stato ebraico. Abbiamo fatto presto a spazzare via le grandi realizzazioni degli ebrei nella lotta per i diritti umani, la democrazia e l’eguaglianza. Cos’è che non ci piaceva dei nazisti tedeschi? Il loro razzismo. Il nostro razzismo non è meno diffuso né meno velenoso. Il giornale in lingua russa Discorso Diretto che si pubblica a Gerusalemme, ha interrogato centinaia di ebrei russi riguardo ai sentimenti nei confronti dei palestinesi. Risposte tipiche come queste: “io gli arabi li ammazzerei tutti”, “tutti gli arabi devono essere eliminati”, “dobbiamo espellere tutti gli arabi”, “un arabo è un arabo. Devono essere eliminati” . Io non sono sicuro se, nel 1938 in Germania, si sarebbero ottenuti risultati migliori di questi. Fino al 1941, persino i nazisti non intendevano uccidere i loro nemici ebrei. Dobbiamo chiamare le cose per nome. Noi ebrei abbiamo combattuto il razzismo finché si trattava di razzismo praticato da qualcun altro. Eravamo contrari agli squadroni della morte e ai Sonderkommando finché erano contro di noi. Invece i nostri assassini, i nostri Sonderkommando ebrei sono oggetto della nostra più entusiastica ammirazione. Lo Stato ebraico è l’unico posto al mondo che ha ufficialmente squadroni della morte, che perseguono una politica di assassinio e la pratica della tortura medioevale. Non c’è da allarmarsi, cari lettori ebrei, noi torturiamo ed assassiniamo soltanto Gentili. Noi eravamo contro il ghetto, quando eravamo noi ad essere chiusi nel ghetto. Ora, il progetto ebraico più liberale caldeggia la creazione di alcuni ghetti per i Gentili, circondati da filo spinato e carri armati ebraici e, aldilà del recinto, ci sono fabbriche di proprietà degli ebrei in cui Arbeit macht Frei (il lavoro rende liberi) i Gentili. Daremo al ghetto piena indipendenza dopo che avremo tolto loro tutte le fonti di reddito e di sostentamento. Così come l’angelo ha scritto le sue sdegnate parole, così come i profeti hanno esortato il popolo a pentirsi, siamo di fronte ad una scelta. Possiamo scegliere la strada di Ninive (8), pentirci, restituire la proprietà rubata, riconoscere ai Gentili completa eguaglianza, porre termine alla discriminazione e agli assassini e sperare di essere perdonati da Dio se non per noi, almeno per i nostri gatti ed i nostri cani. Possiamo viceversa continuare a comportarci in questo modo criminale, come il popolo di Sodoma, e aspettare che dai cieli irati della Palestina venga il diluvio di fuoco e di zolfo. (1) Secondo la Bibbia, queste parole comparvero scritte sul muro durante una festa indetta da Belsazar, re di Babilonia; chiamato a profetizzare, Daniele vi vide il segno della fine del regno. Tratto dal libro di Israel Shamir Carri armati e ulivi della Palestina. Il Fragore del silenzio. Edizioni CRT, Pistoia 2002. Editrice CRT, via San Pietro 36, 5100 Pistoia. Tel.: 0573 976124 – Fax: 0573 366725. editricecrt.it Bocciato alla prova finale, di Israel Shamir
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Per ricordare il dramma della Terra Santa, dove si sta consumando il genocidio del popolo palestinese e la cancellazione del cattolicesimo, pubblichiamo un articolo – del 2002 ma sempre d’attualità - dell’ebreo Israel Shamir. - Tra i pittoreschi giocolieri di Allenby street, negli affollati ristoranti delle allegre notti di Tel Aviv, ebbi una visione. Mi trovavo davanti ad un angelo con l’armatura che, con il gesso, scriveva sul muro: Mene, Tekel, Ufarsin (1). Il mio dizionario on line Angelo–Inglese ha subito pronta la traduzione: siete stati bocciati alla prova finale. Questi sono i giorni più bui per il popolo d’Israele, bui come erano genuini i lamenti e le proteste nostre e dei nostri padri. Nel 1968, quando ero un ragazzo ebreo russo, scrivevo sul muro della mia città nativa, “Giù le mani dalla Cecoslovacchia” . Ancora oggi mi risuona nelle orecchie la bella e profonda voce del poeta russo ebreo, Aleksandr Galitch: “Cittadini, la nostra ...

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