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| L’importanza della confessione sacramentale |
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| Giovedì 12 Novembre 2009 00:00 | |||
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... quelli gravi La terza idea sbagliata: prima faccio la comunione e poi mi confesso. Chi lo fa incorre in un gravissimo peccato anche di superbia.. Dunque sia ben chiaro. Lo stato abituale della nostra esistenza è quello di vivere nella grazia di Dio. Vivendo in grazie di Dio e quindi in libertà, potrai avvicinarti serenamente al Santissimo Sacramento e sicuramente vedrai anche nella tua vita di ogni giorno cambi belli e meravigliosi. di Padre Ernesto Maria Caro Commenti (0)
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Il Codice del Diritto Canonico afferma che: “ogni fedele arrivato all’età della ragione deve confessare almeno una volta all’anno, i peccati gravi che ha nella sua coscienza”. Obbedisce così al dettato della Sacra Scrittura e in particolare di San Paolo secondo cui chi “ mangia e poi beve il corpo di Cristo indegnamente firma la sua stessa condanna”. Spiacevolmente anche tra gli stessi fedeli cattolici oggi girano varie idee sbagliate sulla confessione e che, per nostra comodità, riassumiamo in tre: l’atto penitenziale che si recita all’inizio, o quasi , della Santa Messa sarebbe da solo sufficiente a cancellare i peccati. Non è così: questa preghiera vale solo per i peccati veniali e mai per quelli mortali. Poi: vi è anche una idea assolutamente stravagante secondo la quale direttamente Dio può cancellare i peccati. Non è vera. Vescovi e sacerdoti, in virtù del Sacramento dell’Ordine hanno ogni potere di rimettere i peccati anche ...









