|
Da Lazampa.it, la sezione online di Lastampa.it dedicata agli animali, una storia che fa sorridere: Walter Patassini voleva volare da Fiumicino a Lamezia Terme con Rocco, il suo maialino. Ma la compagnia aerea non ha voluto accontentarlo (a Rocco era stato destinato un posto in stiva) e Walter ha ben pensato di non decollare e partire in auto, con il maialino accanto a sé. Racconta a Lazampa.it: “Telefonicamente - riferisce l’uomo - mi era stato detto che pagando 30 euro avrei potuto far viaggiare con me il maialino. In aeroporto mi è stato invece fatto presente che Rocco non poteva essere considerato un animale domestico come un cane o un gatto e che quindi potevo eventualmente stivarlo pagando 110 euro”. Poi chiede: “Ma come, ho replicato, George Clooney viaggia spesso in compagnia del suo maialino e io non posso farlo? Non c’è stato nulla da fare”. E dunque via in ...
... auto.Ora, in un mondo globalizzato, non si può capire per un calabrese che cosa significhi il maiale. Che di esso non si butti via niente, è ben noto: nella terra di salumi e insaccati ancora di più. Ma qui non c’è l’affetto “mirato” per il maialino inteso come fonte di salami, ‘nduja e frittole natalizie: c’è un affetto vero. E incredibile ma vero, il maiale riesce ad adattarsi al padrone quasi come un cane. Non ci credete, voi che viaggiate muniti di trasportino e micio d’ordinanza? Una ventina d’anni fa un mio parente aveva un maiale tenuto all’ingrasso. Si chiamava Basilio, Vasileju in calabrese. Bene, ci crediate o no, tra Vasileju e un cane l’unica differenza era nella mole (il maiale pesava 150 kg): quando questo mio parente arrivava nella sua casa in campagna, al grido “Vasileju, sugnu ‘cca!” (Basiluccio, sono qui!), il maiale lo riconosceva dalla voce e grugniva soddisfatto. Non solo: pur stando nel suo stalletto si faceva accarezzare senza problemi e se “sentiva” qualcosa di strano, iniziava ad agitarsi. Meglio di un cane da guardia. Altro che Clooney… Antonino D’Anna
|
Commenti