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Si desidera la vita nella sofferenza - 32° Giornata per la vita Stampa E-mail
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Si desidera la vita nella sofferenza - 32° Giornata per la vitaGrandi scalpori suscitano nella gente quando episodi violenti, procurati da menti psichicamente instabili, avvengono quasi quotidianamente nelle n/s città e nei n/s paesi. Il cittadino si chiede a quante morti bisogna assistere in Italia per indurre le Istituzioni a non volgere altrove lo sguardo, come avviene, mentre pervade la solitudine e l’isolamento delle famiglie per la scarsità di progettualità previsionale di cure e strutture residenziali terapeutiche attese da ben 32 anni! I cittadini non vogliono subire queste infauste conseguenze perché è in gioco, in questa “civiltà dell’esteriorità”, anche la sicurezza, in quanto il pericolo si annida non solo nella persona, ma nella malattia che in Italia è coperta da troppi silenzi, mentre in molti Stati Europei ogni 3/5 anni viene rivista la legge sull’assistenza psichiatrica. La pubblica opinione è sdegnata,sgomenta, disorientata e mentre richiede misure serie che dimostrino ...

... il grado di civiltà di questo Paese che rispetta la dignità umana, non può che sottolineare una maggiore attenzione verso chi è debole ed indifeso, fondamentale esigenza di autentica umanità.
Occorre che i mass media non siano “amplificatori” di coloro che “urlano” più forte nelle vie e nelle piazze, ma “estensori” e “difensori” delle necessità prioritarie del mondo della sofferenza e del dolore.
Ora dobbiamo constatare l’ultima “novità”, nella “32°Giornata per la vita”, che avviene in questa n/s società, dove la sanità è in completa trasformazione e dove, secondo notizie dei mass media, le persone già entrate nei pronto soccorso dei n/s ospedali vengono dimesse ed a volte senza ulteriori accertamenti, in quanto il costo economico non consente ulteriori cure ed ogni nosocomio deve tenere una condotta rigida e senza sprechi.
Però a rischiare la vita è il malcapitato, che vuole vita.! (come docet l’ ultimo caso Crisafulli !)
Ma prende consistenza etica molto elevata, quando si tende ad abbandonare al loro destino, e questo ci turba moltissimo, ammalati cronici senza una adeguata protezione alternativa e diventa“gravissimo” quando queste persone sono in età avanzata, disabili od in fase terminale.
Vale a dire sei vecchio e disabilitato e pertanto devi morire. Ma dove è scritto!
Per conoscere la verità su questa “forma economica” che investe, pare, anche i cittadini che non possono difendersi, abbiamo inoltrato al Parlamento italiano una Petizione ai sensi dell’art.50 della Costituzione che, in risposta, si trincera, come da quanto ci hanno fatto conoscere, con una strana motivazione “ in base alle norme regolamentari che disciplinano l’istituto delle petizioni, alle Commissione non corre alcun obbligo di pronunciarsi sulle medesime”. Mah!
Come dire il fuoco non deve essere spento dai pompieri, ma dal buon Dio con la pioggia !.
Quelle “affermazioni” non permettono di esercitare il principio della sovranità popolare.
E’ obbligo delle Istituzioni accertare che il diritto alla salute ed alla sua tutela sia garantito ed ha una sua priorità, come sancisce l’art.32 della Costituzione “ nel rispetto della persona umana”.
 Il “budget del ricoverato” è una “forma economica”, se è vera e questo lo deve accertare il Parlamento, un meccanismo incivile, anticristiana, una eutanasia, una omissione di soccorso.
Coloro che sono lontani dalla vita quotidiana ed indotti ad un ridotto concetto della vita, sono poco in grado di dare risposte concrete ai temi della vita e della morte nella “32° Giornata per la vita”.
Questa riflessione, che riteniamo uno stata di emergenza latente, è rivolta a tutti i responsabili della società civile ed a quanti sono per tutelare la salute pubblica perché difendano il naturale principio e diritto all’accesso ed al rispetto della dignità dell’uomo-malato e non per “seminare”, con l’eutanasia mascherata, la morte !... Chi ha orecchi da intender, intenda!

Previte - http://digilander.libero.it/cristianiperservire


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