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I domenica di Quaresima - LA LOTTA DI GESU’ CONTRO SATANA Stampa E-mail
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I domenica di Quaresima - LA  LOTTA  DI GESU’ CONTRO  SATANAGli evangelisti, Matteo, Marco e Luca riportano il racconto delle tentazioni. Proprio all’inizio della sua vita pubblica, Gesù fu condotto nel deserto dallo Spirito e ivi fu tentato da satana. I racconti non si fermano sui particolari, ma vogliono dimostrare la fermezza di Gesù, la sua disponibilità totale a seguire un messianismo conforme alla volontà di Dio, di senso totalmente opposto alle prospettive umane. Matteo (4,1-11), come anche Luca (4,1-13), descrivono il contenuto delle tentazioni. Satana si avvicina a Cristo chiamandolo “Figlio di Dio”, il nome che ha ricevuto nel battesimo, mettendo in crisi propriamente la sua condizione filiale: “Se sei Figlio di Dio…”. Insinua così il dubbio e perciò fa balenare l’esigenza che Gesù lo dimostri in modo strepitoso, contrario al piano proposto dal Padre. La tentazione tende ad allontanare Gesù da Dio, proponendo un modo di realizzare l’opera salvifica in contrapposizione ...

... alla prospettiva divina. Sono dunque tentazioni messianiche perché riguardano la salvezza e il modo di attuarla: quello proposto dal Padre, che addita la strada segnata dal servo sofferente, o quello prospettato dagli uomini, fondato sulla strategia della potenza. Gesù deve scegliere: o rimanere in sintonia con la volontà divina o puntare sull’autoesaltazione, con la conseguenza di vanificare il disegno salvifico.
Ad un primo acchito i suggerimenti di satana appaiono suggestivi e accettabili, addirittura benefici. Il nemico gli prospetta di cambiare la pietra in pane, in vista di un legittimo sostentamento del corpo dopo quaranta giorni di digiuno; in fondo non occorre accentuare la mortificazione, a discapito del benessere non solo fisico, ma di tutto l’uomo. Di fatto pretende di mettere al primo posto il godimento corporale, la soddisfazione dei bisogni materiali. Nella seconda proposta, sul pinnacolo del tempio, viene progettata un’azione che, tutto considerato, non sembra contraria al bene proprio e altrui, anzi pare che favorisca il riconoscimento messianico a gloria di Dio e a vantaggio del popolo. Concretamente, invece, intende porre la potenza divina a servizio della vanità umana. Infine con la terza suggestione, offrendo la visione dei regni della terra, il diavolo presenta apparentemente la possibilità di un sano impiego del potere sociale, per influire efficacemente sull’andamento dei popoli. Al contrario, vuole suscitare la sete di dominio, per ottenere l’asservimento degli uomini.
Pur sperimentando la durezza umana delle tentazioni e il loro negativo influsso, la fermezza di Gesù mette in evidenza le esigenze della fede, legate alla trascendenza di Dio e ai suoi piani sempre misteriosi, che domandano docilità e abbandono totale. Ora il messianismo che si incarna nella figura del giusto e del servo obbediente è difficilmente accettabile dalla logica umana, così aliena dalla sofferenza e dalla mortificazione, poiché presenta l’umiltà al posto della potenza, il sacrifico al posto del benessere, il silenzio al posto della gloria. Tuttavia venir meno alla certezza di una tale prospettiva messianica, voluta da Dio, significa non fidarsi di lui e mettere in dubbio il suo disegno salvifico. A questo punto si richiede una forza di volontà non comune, per superare il disorientamento, per ricuperare la limpidezza di mente e la disponibilità d’animo, che si fondano unicamente in Dio, senza pretese né conferme esteriori.
Di fronte alle proposte di Satana, veramente suadenti e suggestive, Gesù sceglie con intendimento e con saldezza il disegno sapiente del Padre, confidando nella sua fedeltà e nel suo amore, anteponendo i modi di pensare e di agire di Dio a quelli degli uomini.
Luca conclude dicendo che “il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato”, volendo indicare che la lotta definitiva contro Satana e la vittoria di Cristo si attua nella morte in croce e nella risurrezione della Pasqua.

Don Renzo Lavatori


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