| Chiederanno mai perdono per il Vaticano II? |
|
|
... più i suoi viscidi e ripugnanti zoccoli. Della demolizione già parlava Amerio il 2 maggio 1995: “La autodemolizione della Chiesa deprecata da Paolo VI nel famoso discorso al Seminario Lombardo dell’11 settembre 1974 diviene ogni giorno più palese. Già nel Concilio il cardinale Heenan (Primate d’Inghilterra) lamentava che i vescovi avessero cessato di esercitare l’officio del Magistero, ma si confortava osservando che tale ufficio si era conservato pienamente nel Pontificato Romano. L’osservazione era ed è falsa. Oggi il Magistero episcopale è cessato e quello papale anche. Oggi il Magistero è esercitato dai teologi che hanno ormai improntato tutte le opinioni del popolo cristiano e squalificato il dogma della fede. Ne ho avuto una dimostrazione impressionante ascoltando ieri sera il teologo di Radio Maria. Egli negava impavidamente e tranquillissimamente articoli di fede. Insegnava [...] che i Pagani, cui non è annunciato il Vangelo, se seguono il dettame della giustizia naturale e si studiano di cercare Dio con sincerità, vanno alla visione beatifica. Questa dottrina dei moderni è antichissima nella Chiesa ma fu sempre condannata come errore. Ma i teologi antichi, mentre tenevano fermo il dogma di fede, sentivano però tutta la difficoltà che il dogma incontra e si studiavano di vincerla con escogitazioni profonde. I teologi moderni invece non avvertono le difficoltà intrinseche del dogma, ma corrono diritti alla ‘lectio facilior’ mettendo in soffitta tutti i decreti dottrinali del Magistero. E non si accorgono di negare così il valore del battesimo e tutto l’ordine soprannaturale, cioè tutta la nostra religione. Anche in altri punti il rifiuto del Magistero è diffuso. L’inferno, l’immortalità dell’anima, la risurrezione dei corpi, l’immutabilità di Dio, la storicità di Cristo, la reità della sodomia, il carattere sacro e indissolubile del matrimonio, la legge naturale, il primato del divino sono altrettanti argomenti in cui il Magistero dei teologi ha eliminato il Magistero della Chiesa. Questa arroganza dei teologi è il fenomeno più manifesto dell’autodemolizione”. Spiega Magister: “Da questa sua analisi fortemente critica, che egli applicava anche al Concilio Vaticano II, Amerio ricavava quello che Enrico Maria Radaelli, suo fedele discepolo e curatore della pubblicazione delle opere del maestro, chiama il “gran dilemma giacente al fondo della cristianità d’oggi”. Il dilemma se tra il magistero della Chiesa prima e dopo il Vaticano II via sia continuità o rottura. Nel caso della rottura, se questa fosse tale da far “perdere la verità” anche nella Chiesa, che andrebbe perduta! Fin qui le visioni e i limiti di chi, parlando di “dilemmi”, “variazioni”, “obbedienza”, si sente impedito di sostenere l’intera verità della Chiesa e anche d’interpretare bene le promesse di nostro Signore: ‘Le porte dell’inferno non prevarranno contro di lei’ (Matteo 16, 18) e ‘Sarò con voi tutti i giorni fino alla fine dei secoli’ (Matteo 28, 20)”. Infatti, era convinzione di Amerio – e Radaelli vuole spiegarlo nella sua ampia postfazione a “Zibaldone” – che tale riparo assicurato da Cristo alla sua Chiesa vale solo per le definizioni dogmatiche “ex cathedra” del magistero, non per gli insegnamenti incerti, sfuggenti, opinabili, “pastorali” del Vaticano II dei decenni successivi. A loro giudizio, questa è la causa della crisi della Chiesa conciliare e postconciliare, una crisi che l’ha portata vicinissima alla sua “impossibile ma anche quasi avvenuta perdizione: l’aver voluto rinunciare a un magistero imperativo, alle definizioni dogmatiche – inequivoche nel linguaggio, certe nel contenuto, obbliganti nella forma, come ci si aspetta siano almeno gli insegnamenti di un Concilio”. Quindi, la Chiesa conciliare, con le sue «variazioni», in verità inversioni e «avarie», etc., sarebbe arrivata vicinissima alla perdizione propria e dei suoi fedeli. Possibile? Queste promesse di nostro Signore non sembrano aggiustarsi con i «quasi» o i «vicinissimi», tanto meno perché tale nuova chiesa continua imperterrita nella sua strada di perdizione liberista, ecumenista e ora anche apertamente illuminista e mondialista. Dunque, questa chiesa conciliare variata è, alla luce della Fede e della logica, un’altra entità pseudo cattolica intrinsecamente incapace di rappresentare la Fede del Signore e di pronunciare il sicuro magistero della Chiesa, col quale è in nefando contrasto. Il suo ambiguo nuovo linguaggio pastorale è frutto del nuovo vangelo contrario alla verità e alle conversioni. Sarebbe possibile porre rimedio a questa mutazione? La proposta del buon Radaelli “va oltre quella fatta di recente – a partire da giudizi critici altrettanto duri – da un altro stimato cultore della tradizione cattolica, il teologo tomista Brunero Gherardini, 85 anni, canonico della basilica di San Pietro, professore emerito della Pontificia Università Lateranense e direttore della rivista “Divinitas”. Il Monsignor ha avanzato la sua proposta nel libro uscito a Roma lo scorso anno dal titolo: “Concilio Ecumenico Vaticano II. Un discorso da fare” che conclude con una “Supplica al Santo Padre”: sottoporre a riesame i documenti del Concilio, per chiarire una volta per tutte “se, in che senso e fino a che punto” il Vaticano II sia o no in continuità con il precedente magistero della Chiesa. Ad esso aderirono due vescovi: Albert Malcolm Ranjith, arcivescovo di Colombo ed ex segretario della congregazione vaticana per il culto divino, e l’altra di Mario Olivieri, vescovo di Savona. Quest’ultimo scrive di unirsi “toto corde” alla supplica al Santo Padre. Nella sua postfazione al “Zibaldone” di Romano Amerio, il professor Radaelli accoglie la proposta di monsignor Gherardini, ma “solo come un utile primo gradino per ripulire l’aia da molti, da troppi fraintendimenti”. E ha quasi ragione. Chiarire il senso dei documenti conciliari non basta, se tale chiarimento viene poi anch’esso offerto alla Chiesa con il medesimo, inefficace stile d’insegnamento “pastorale conciliare”, propositivo invece che impositivo. Infatti, se l’abbandono del principio di autorità e il “discussionismo” sono la malattia della Chiesa conciliare, per uscirne è necessario agire all’opposto. “La somma gerarchia della Chiesa deve chiudere la discussione con un pronunciamento dogmatico “ex cathedra”, infallibile e obbligante. Deve colpire con l’anatema chi non obbedisce e benedire chi obbedisce.” Bravissimo. Ma il problema sta nell’impossibilità che questa nuova chiesa conciliare decreti il contrario di quanto promuove. Ciò riguarda, almeno seguendo il pensiero di Amerio, tre casi di “abissale rottura di continuità” tra il Vaticano II e il precedente magistero: là dove il Concilio afferma che la Chiesa di Cristo “sussiste nella” Chiesa cattolica invece di dire che “è” la Chiesa cattolica; là dove asserisce che “i cristiani adorano lo stesso Dio adorato da ebrei ed islamici”; e nella dichiarazione “Dignitatis humanæ” sulla libertà religiosa. Come potrebbe però Benedetto XVI, anche se travestito da papa amico di Gherardini, Radaelli e compagnia, esaudire i voti di rinuncia all’apertura all’illuminismo modernista che implementa da una vita? No, continuerà affermando che “il Concilio Ecumenico Vaticano II né ha voluto cambiare né di fatto ha cambiato la precedente dottrina sulla Chiesa, ma ha voluto solo svilupparla, approfondirla ed esporla più ampiamente”. E basta! Lui è vincolato solo al “patrimonio più profondo della sua Chiesa” (noachita?); si è dimostrato per la “riforma nella continuità” anche dell’Antica Alleanza! Non potrà, quindi, mai convincere i cattolici onesti. Ma si deve assicurare il più importante per lui: che restino suoi figli “obbedientissimi in Cristo”. Ecco il vero dilemma, insolubile conciliarmente, ma non cattolicamente, perché anche a questo livello, il Signore offre ancora l’opportunità della soluzione. Eccola. Che si presentino questi e altri punti inaccettabili del Vaticano II, perché in rottura con la Chiesa di Dio, e che si riprenda quanto testimoniato in passato dai vescovi fedeli all’occasione del prossimo conclave conciliare: Come cattolici, abbiamo il diritto e il dovere di credere che quanti continuano la promozione di dottrine eretiche (del Vaticano II) hanno rotto con la Fede e non sono più cattolici. Perciò avendo disertato la Fede, non sono più nella Chiesa di Cristo e non possono essere sue autorità. Così è nella sua legge divina, che vincola ogni fedele alla fede, speranza e carità cattoliche, della cui testimonianza, chi ha capito che il Vaticano II porta alla non conversione e perciò alla perdizione di popoli interi, non può continuare a tacerlo. Chiederanno mai perdono per il Vaticano II? Non sembra. Eppure, non vi è altra soluzione. Tanto meno la falsa scusa di un obbedientissimo silenzio. Di fronte a tanta offesa, pur un povero di pio comprendonio dovrà rispondere al Signore se tace. Figuriamoci prelati e professori di cotanti luci. Arai Daniele
|
Ultime Pubblicazioni Editoriale - Il fatto
- ENNESIMO SCHIAFFO DELLA CASTA POLITICA ALLA GENTE COMUNE. SCHIFANI BLOCCA LA GUARDIA DI FINANZA
- LO STATO SFRUTTA E INCORAGGIA IL GIOCO D'AZZARDO. FAMIGLIE IN ROVINA
- LA DISCUTIBILE SCELTA DELLA FRATERNITA' SAN PIO X
- LADRI DI STATO, SENZA PUDORE E SENZA CUORE. IL RICORSO DI LUSI
- BIMBO LANCIATO NEL TEVERE. ASSASSINATO COME QUELLI ABORTITI
- CADE LA NEVE, VOLANO GLI STRACCI. POLITICI E LITI DA BALLATOIO
- GOVERNO DI IRRESPONSABILI E PROVOCATORI. ANCORA SUL LAVORO FISSO. CANCELLIERI: CI FAI O CI SEI?
- MONTI E IL BUONISMO DI UNA CLASSE POLITICA DA CACCIARE, SUBITO
- NECESSARIA UNA CHIARA E NETTA DIFESA DELLA VITA, OGGI PIU' CHE MAI
- CLASSE POLITICA DA ROTTAMARE IN BLOCCO!
- E SE SCHETTINO CHIEDESSE DI TORNARE IN CARCERE? DOPO LA STORIA MOLDAVA, LA CASA SARA' UN INFERNO
- IL MINISTRO RISPETTI IL PARLAMENTO. ANCHE I MAGISTRATI RISPONDANO DEI DANNI
- CLASSE POLITICA DA SCANDALO, GOVERNO DELLE BANCHE. A QUANDO LA RIVOLTA MORALE?
- CULTURA GAY NEGLI ASILI MILANESI? INTERVENGA IL MINISTRO CONTRO "PICCOLO UOVO"
- LA STORIACCIA DI LUSI E LA PRESSIONE FISCALE. IL TOPO, IL FORMAGGIO E IL SALUMIERE
- MONTI, MAGARI CI FOSSERO I POSTI FISSI. ORA BASTA
- MONTI CHIEDA SCUSA O SI DIMETTA. LA STRANA STORIA DELLE ACQUE MIRACOLOSE
- ANCHE IL FATTO QUOTIDIANO PUBBLICA DOCUMENTO VATICANO RISERVATO ... FUGA DI NOTIZIE CENTELLINATE IN STILE MASSONICO
- LE CONTESTAZIONI A NAPOLITANO, E LA REALTA' ITALIANA. ORMAI IL PRESIDENTE E' IL "BUTTAFUORI DI MONTI"
- MINISTRO PENSI AL LAVORO, NON AI TRANS E AI GAY. VERGOGNA
- CHIESA ATTACCATA DAI NEMICI, MA SIA CREDIBILE. PRETI FUNZIONARI, VIENE PRIMA DIO E POI CESARE
- LA MORTE DI OSCAR LUIGI SCALFARO: CATTOLICO PER LA PENA DI MORTE
- "VADO IN RITIRO", MA DON MASSIMO DONGHI ERA SULLA CONCORDIA
- PISAPIA REGALA DENARO ANCHE ALLE COPPIE GAY
- MONSIGNOR VIGANO' FACCIA CHIAREZZA: LA CHIESA E' SCONCERTATA DALLA LETTERA DI LA7
- BERLUSCONI ED IL PDL, DELUSIONE PER I LORO ELETTORI
- LE LACRIME DI NAPOLITANO ED IL TERREMOTO AL NORD. LA7 "RICETTATORI"
- GIORNATA DELLA MEMORIA: NON DIMENTICARE TUTTE LE VITTIME DELL'INTOLLERANZA. QUELLE DI HITLER E QUELLE DI STALIN
- ITALIA, STATO AUTORITARIO E MANESCO. DEFICIT DEMOCRATICO
- GLI AUTOTRASPORTATORI HANNO RAGIONE: MONTI LI ASCOLTI






Il vaticanista Sandro Magister dà notizia di una nuova iniziativa in difesa della Fede: “Supplicano il papa di condannare “ex cathedra” gli errori del Concilio Vaticano II”. Un nuovo libro di Romano Amerio ridà forza alla richiesta. Ma, Benedetto XVI non è d’accordo! Et pour cause! L’occasione è il libro «Zibaldone» che da qualche giorno è nelle librerie italiane. Le edizioni Lindau stanno pubblicando il nuovo volume di Romano Amerio, il terzo dell’”opera omnia” di questo autore, uno dei grandi intellettuali cristiani del Novecento, divenuto noto nel mondo per il suo saggio uscito nel 1985: “Iota unum. Studio delle variazioni della Chiesa cattolica nel secolo XX”. Questo saggio, per le tesi sostenute, procurò ad Amerio l’ostracismo del mondo cattolico contaminato dal Luterano II. Ma l’ostracismo comincia a scemare nella stessa misura in cui la verità cattolica riaffiora per far traballare il colosso conciliare che svela sempre ...

Commenti