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La storia dell presunta legge ad aziendam della Mondadori si stra trasformando da cosa seria, in barzelletta. Ora il miliardario massone ed ebreo Augias insorge e lo fa sulla scia del compare Mancuso. I due hanno sempre manifestato in tandem idee per lo meno stravaganti ed oggi fanno la stessa cosa. Non si comprende quale sia il tormento che li agita. Lavorare per un editore serve a pubblicare libri e poco importa la situazione giudiziaria dello stesso. La sensazione é che i due cerchino, in buona compagnia, pretesti per svincolarsi e cercare altri lidi, magari più compiacenti alle loro idee strampalate. Inoltre ai due si chiede se non altro, un minimo di coerenza, Mancuso é ormai un caso patologico. Si dice cattolico ed opera come fosse protestante, sacramenta contro la Chiesa e non lascia occasione per bersagliare in modi soft il Papa. Che se ne vada ed anche in fretta. Certi teologi ( ma lo é?) turbano solo le manti dei fedeli semplici e ...
... corretti. Ma sia ad Augias che a Mancusao, manca la coerenza. Se credono di aver lavorato per un datore di lavoro poco limpido, non corretto, che gode di aziendae leggi ad personam, dove vivevano prima, sulla luna?. Dunque, che vandano via di corsa e in confezione regalo. Pensiamo che alla fine la Mondadori dalla loro assenza, ci guadagnerà in immagine. Ma abbiano la decenza, se rispettano l' etica, di restituire o dare in beneficienza, i lauti guadagni percepiti da un editore che opera, secondo loro, in modo imabarazzante. I veri imbarazzanti sono loro.
Bruno Volpe
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