Nelle sale cinematografiche è sbarcato "Acab", film che trova ispirazione da un anonimo libro. Come spesso accade, le proiezioni sullo schermo non rendono giustizia al libro, e la stessa cosa accade questa volta. Esiste però, una differenza: il libro non viene a contatto con tanta gente, mentre il cinema è una sirena molto più forte e seduttiva. Abbiamo visto "Acab" sabato sera e in tutta onestà sarebbe stato meglio destinare i soldi di produzione ad altro scopo. Siamo davanti ad un pessimo prodotto, che per ottenere qualche spettatore in più rende della Polizia e in particolare di quella antisommossa, un quadro negativo. I poliziotti del film, lavorano di fatto, senza ordini e senza disciplina sono una specie di banda armata che si fa giustizia da sola, che manganella e randella a destra e manca. Conosciamo e stimiamo la Polizia di Stato e siamo certi che non è la cosa che il film descrive, anzi. Bisogna sempre essere grati alle Forze dell'Ordine che alcune ...
Apprendiamo che la Rai ha risolto il tormentone Celentano, del quale, francamente agli italiani messi come stanno, importava poco o nulla. Sta di fatto, tuttavia, che il cantante ormai contestatore a tromba del sistema, ha agito esattamente come il sistema comanda. Punta i piedi, scalpita, dice non vengo e spunta un contratto da 300.000 euro a comparsata. Insomma, Celentano vale, per le serate di Sanremo, come un pezzettino di Finanziaria. Non discutiamo il valore del cantante e sappiamo già l'obiezione: fa elevare gli ascolti. Intanto col Celentano di oggi abbiamo molti dubbi che si abbia un aumento considerevole di ascolti. In secondo luogo, il suo recente lavoro, autentico polpettone immangiabile, da Sanremo avrà non richiesta pubblicità. Celentano, come del resto accade per Baudo, non vuole rassegnarsi all'idea che il tempo vola, che non è quello di un tempo e che sarebbe più dignitoso tirare i remi in barca e lasciare spazio ai giovani. E' alla frutta ...
La7, nel suo programma dedicato agli "Intoccabili", di Nuzzi, ha proposto e mostrato, una lettera redatta dall'ex segretario del Governatorato Vaticano, monsignor Viganò, e diretta al Papa, nella quale il Prelato rivolgeva pesanti accuse alla Santa Sede su presunti maneggi poco chiari negli appalti. Lo stesso Prelato, nella corrispondenza, affermava di essere stato rimosso dall'incarico perché dava fastidio a chi voleva continuare con la storia degli appalti pilotati. La trasmissione si svolgeva in un clima di continua accusa alla Santa Sede, tanto che, giustamente, il portavoce Vaticano padre Lombardi, doveva minacciare persino azioni legali. Questo, in sintesi, il fatto. Diciamo subito che Nuzzi, piaccia o non piaccia, ha fatto il suo lavoro di giornalista. Ha avuto una notizia certa e la ha pubblicata. Non sta scritto da nessuna parte che il giornalista debba essere cattolico o affezionato al Papa. Il vero problema è un altro. Quella lettera era sullo scrittoio del Papa ...
La lunga mano dei gay e dei trans arriva sino alla Rai e questa è una non notizia visto il potere che questa gente riesce ad avere. Ma che la Rai, in fascia protetta, assegni una trasmissione (brutta), ma popolare a Luxuria è quasi scandaloso. Considerate che il pessimo programma è visto da tanta gente, inclusi bambini e giovanissimi, facilmente condizionabili nella psiche. Ora che messaggio costoro riceveranno? Che cosa ricaveranno vedendo un presentatore il cui sesso francamente chiaro non è? Non si sa se dare della lei o del lui a costui o costei. Insomma, la Rai peggiore scelta, moralmente squalificante, non poteva fare. Eppure vi era tanta gente valida in giro, ma le mire sono cadute sul trans. E ' il caso di dire che la Rai ormai predilige scelte contro natura, opzioni immorali e odiose a chi crede in Cristo, e sono la maggioranza degli italiani. Siamo caduti in basso con Luxuria e dovremmo dire che l'isola ora ha cambiato ...
Gli episodi di cattofobia in Italia sembrano non aver sosta. Dopo lo spettacolo blasfemo e volgare di Castellucci, ecco un nuovo esempio di come insultare la religione cattolica e protagonista è ancora una volta lui, Crozza. Non contento della scorsa bravata, ha deciso di imitare il Papa. Lo ha fatto con un'ulteriore carica di insulto e blasfemia, ironizzando sulle presunte e inesistenti evasioni fiscali della Chiesa . Una domanda: come mai in Italia è permesso dileggiare senza conseguenze, la religione che è della stragrande maggioranza del popolo? Perché un simbolo religioso (piaccia o no, sia simpatico o meno) come il Papa, Vicario di Cristo sulla terra, è sempre oggetto di volgari e dozzinali imitazioni? La risposta la troviamo oltre che nell'intolleranza di chi non crede, anche nel fatto che la tutela penale verso questi obiettivi è risibile. Buona parte di colpa, sia detto, lo ha la stessa Chiesa, che in piena frenesia dopo le paturnie conciliari, ha deciso di aprirsi al ...
La Curia di Milano ha emesso un comunicato in relazione al controverso spettacolo di Romeo Castellucci, decisamente blasfemo e fonte di proteste sia all'estero che in Italia. Intanto, stupisce che la Curia abbia voluto rispondere ad una istanza dello stesso Castellucci, col quale un cattolico nulla deve a avere a che fare; dice San Giovanni "non salutateli nemmeno", insegnando la parola di Cristo e parlando degli infedeli. Se è vero che nel comunicato si rimproverano le istituzioni pubbliche e lo stesso teatro ad essere maggiormente responsabili nella scelta degli spettacoli (affinché questi non urtino il sentimento religioso), nella coda troviamo una frase che suona di censura proprio ai cattolici: "non può accompagnarsi ad eccessi anche solo verbali". La Curia si riferisce alla protesta avverso lo spettacolo. Insomma, ci troviamo nel tradizionale stile "cerchiobottista" della Curia meneghina (ci auguravamo che Sua Eminenza Scola fosse diverso dall' "imam" ...
L'intenso e stimolante dibattito, sviluppatosi in queste settimane, a proposito dello spettacolo blasfemo del regista Romeo Castellucci sta evidenziando, dopo decenni di sonno, una nuova ed incoraggiante capacità di mobilitazione del mondo cattolico italiano. Una sana e, per certi versi, sorprendente reazione, nata dal basso ovvero da quel "popolo di Dio" che molti pastori non cessano di invocare, ad ogni piè sospinto, a patto però che si muova esclusivamente e pedissequamente nella direzione progressista. Questa volta però il discorso sembra essere diverso e quindi il disagio e un malinteso senso di prudenza, attanaglia ancora buona parte della Gerarchia poco disposta a dispiacere al mondo, ai suoi media, ai suoi "maitres a penser", ai suoi principi relativisti e nichilisti. Ciò premesso non si può tuttavia negare che siano emerse, negli ultimi giorni, perplessità e posizioni critiche sulla mobilitazione che appaiono sicuramente in buona fede e quindi ...
Amici in Cristo, di seguito la scena (scandalosa) in cui vedo bambini (che Gesù cita come modello di innocenza ... prima che qualche disgraziato li faccia deragliare!) che oltraggiano il Santo Volto di Gesù:
C’è davvero poco di artistico nell’opera intitolata Sul concetto di Volto nel figlio di Dio del regista e sceneggiatore Romeo Castellucci, che si terrà al Teatro Parenti di Milano dal 24 al 28 gennaio prossimo. Disgustosa la scenografia, ma ancor più disgustoso il contenuto blasfemo della rappresentazione. La scena si svolge in una stanza bianca e immacolata in cui un anziano incontinente guarda la televisione ad alto volume. Ad accudire quel vecchio ci pensa un altro personaggio, il figlio, il cui compito si traduce in una sorta di fatica di Sisifo. Infatti, ogni volta che si concludono le operazioni di pulizia del corpo del padre, una nuova scarica di dissenteria vanifica i gesti compiuti dal figlio, costringendolo a ricominciare da capo. Si tratta di un’opera iperrealista destinata a colpire i sensi dello spettatore, non solo la vista e l’udito, ma anche l’olfatto, poiché ogni volta che l’anziano padre evacua, si spande per la sala un odore acre e fastidioso. Su tutta ...
Scrivo questo articolo con profonda delusione. Delusione perche' i bambini non sono piu' considerati il bene piu' prezioso della societa', non solo perche' sono il nostro futuro, ma anche perche' sono il nostro presente e passato. Rappresentano le mille attivita' che la famiglia compie per il loro sostentamento, la loro educazione. Sono il frutto di un progetto di amore, il coronamento di un sogno, di un desiderio innato e naturale e quindi Divino . Rappresentano gli enormi investimenti sia in senso materiale che spirituale che vengono sostenuti affinche nascano ed esistano. Rappresentano il passato perche' ci permettono di accumulare nella nostra memoria i momenti della loro crescita , momenti che confrontiamo con il loro presente. Se Dio ha deciso di incarnarsi , essere embrione, feto , neonato , bambino, adolescente e poi adulto ripercorrendo lo stesso cammino delle sue creature allora capiamo che c'e' un motivo ben preciso . Il bambino ...
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