| Film di Virzì: La prima cosa bella - La crisi della famiglia, rapporto conflittuale madre figlio |
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... Tutto comincia nell’estate del 1971, quando assistendo alla tradizionale elezione delle Miss dello stabilimento balneare più popolare di Livorno, Anna viene inaspettatamente chiamata sul palco ed incoronata “la mamma più bella”. Da allora, nella famiglia Michelucci, arriva lo scompiglio e per Anna, per Bruno e per la sorella Valeria, inizia un’avventura che si concluderà solo ai giorni nostri, con un inattesa struggente riconciliazione. Da quel momento cominciano per la donna ed i suoi due figli molte difficoltà. Nel presente tocca soprattutto a Bruno, primogenito di Anna, fare i conti con il rapporto a dir poco conflittuale che ha sviluppato negli anni con la madre. Questo scompiglio ha provocato la crisi della coppia, lo scricchiolamento della millenaria autorità maschile, di colui che un tempo era il pater familias. Soprattutto ne è nato un disorientamento, principalmente nell'uomo, che si è intimorito, una confusione di ruoli e ansiogena, la difficoltà a rimodellare la propria identità in risposta ai mutamenti culturali e il gestire il rapporto con i propri figli. L’educare i propri figli non è un compito facile, soprattutto al giorno d’oggi e il rapporto tra adulti e figli diventa ogni giorno che passa sempre più difficile; gli adulti non riescono più a seguire i propri figli perché la vita corre troppo e non tutti sono pronti ad affrontarla, nemmeno noi adulti. Le prime fasi della vita e non solo dei bambini sono momenti critici per la formazione del senso di sicurezza che li accompagnerà nella loro esistenza. La conflittualità tra madre e figlio si riflette nei bisogni di autonomia e di protezione dell'adolescente e Bruno primogenito di Anna ne subisce le conseguenze per la mancanza di modelli di riferimento e valori di una vera famiglia. Con l’adolescenza, come tutti ben sappiamo,che è il periodo fondamentale della vita i conflitti aumentano, così come succede per Bruno. Purtroppo, molto spesso, capita di ascoltare alcuni adulti definire in modo superficiale l’adolescenza facendola passare come l’età migliore, la più spensierata, quella che per tutta la vita si ricorderà con notevole rimpianto. Sta di fatto che è un periodo in cui i ragazzi sono pieni di aspettative per il loro futuro, ma non sempre riusciranno a realizzare tutti i loro sogni. E’ in questa visione che deve subentrare la figura del genitore che deve riportare i propri figli nella realtà quotidiana senza ostacolare la loro fantasia ma aiutarli a concretizzare le loro attitudini, comprenderli e dargli il giusto sostentamento. Da un altro lato, tuttavia, ci sono anche adulti che mostrano la loro indifferenza a riconoscere le difficoltà dei propri figli, sminuendo o addirittura ignorando quelli che sono le loro angosce. I rapporti familiari sono quelli più difficili da gestire, è anche vero che solo affrontando tali problemi si possono superare con più tranquillità e sicurezza le difficoltà che il mondo esterno cela. ma Bruno figlio della bellissima protagonista Anna interpretata da Micaela Ramazzotti ha tanti disagi, ferite interne e dolorose. Il rapporto tra madre e figlio è un legame speciale e da la possibilità all’individuo di acquisire le competenze e i requisiti necessari per assumere le responsabilità di adulto. Si è, quindi, alla continua ricerca di valori saldi e stabili, ma soprattutto di modelli di vita a cui ispirarsi, che ogni adolescente tende ad imitare e a perseguire nei diversi contesti. Un luogo dove i teenagers trovano comprensione e amicizia, è il gruppo degli amici. In questo periodo, cresce sempre più l’importanza di far parte ad una comitiva, con la quale condividere gioie, emozioni e talvolta delusioni. In contrapposizione alla comitiva, al gruppo vi è la famiglia, che rappresenta un evidente contrasto con quella che è la realtà quotidiana del gruppo; di conseguenza il rapporto con la famiglia si fa sempre più ostile e conflittuale: ci si trova di colpo a desiderare sempre più l’indipendenza ma, allo stesso tempo, si è incapaci di ottenerla. Ciò, è causato dal disordine familiare e nel caso di Bruno nell’incapacità di gestire i propri spazi .Il compito dei genitori è decisamente arduo, ossia di comprenderci, di starci vicino soprattutto nei momenti difficili L'acquisizione, anche parziale, di autonomia permette di intraprendere nuove attività e di adottare stili di condotta diversi, collegati a nuove modalità di mettersi in rapporto con gli altri. La famiglia come prima istituzione sociale dovrebbe creare dei modelli di valore che quotidianamente interagiscono con l’ambiente ma quando questo non avviene si crea un clima di angoscia, di inquietudine e grandi disagi. I genitori portatori di modelli con il loro compito di educatori devono trasmettere ai propri figli quei valori di onestà, fiducia, fedeltà, giustizia, necessari per intraprendere relazioni costruttive. Spesso nella nostra società questi valori mancano, non sono visibili, non vengono trasmessi e si perde il giusto metro nel gestire una relazione, anche quella di coppia con conseguenze disastrose ormai davanti agli occhi di tutti. Mamma e papà,in caso di malaugurate crisi della coppia, devono continuare a comunicare per il bene dei figli, devono in costante accordo trasmettere quei valori utili per crescere i propri figli in un ambiente familiare sereno e sano, anche se non corrisponde ai “classici modelli di famiglia”. La mancanza di ciò provoca nel figlio un conflitto difficile da gestire, in quanto deve costantemente relazionarsi con due figure di riferimento fondamentali come lo sono mamma e papà. Maddalena Cassano
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La famiglia, un tempo ritenuta il nucleo della società, oggi viene considerata un'istituzione superata, da più parti contestata e respinta. I motivi sono sono molteplici e legati intimamente fra loro: fine della società contadina e sgretolamento della famiglia patriarcale, contestazioni femministe, sviluppo di un'educazione consumista, insubordinazione dei figli, disinteresse dello stato. Così La prima cosa bella di Virzì sviluppa la tesi della crisi della famiglia e del rapporto conflittuale madre figlio e questa volta centra il bersaglio con un'opera di impatto emotivo, tanto che sembra addirittura il suo lavoro più riuscito. Cosa vuol dire avere una mamma bellissima, vitale, frivola, imbarazzante? E’ il cruccio che ha accompagnato tutta la vita di Bruno, primogenito di Anna, fin da quando aveva otto anni Il filo principale della trama del film è incentrato sulla figura della giovane Anna Nigiotti in Michelucci, madre ingenua e bellissima . ...

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