| SPORT E CRISTIANITA’ - RICARDO KAKA’ |
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... e gli occhi rivolti verso l'alto. All’inizio di questo 2009, un’offerta faraonica del Manchester City (100 milioni di Euro alla società, 15 milioni di Euro annui al giocatore) ha terremotato il mercato, ma lui ha deciso di restare al Milan. Il Manchester City si è stancato di essere la sorella “più bruttina” del Manchester United. Lo sceicco Mansour Bin Zayed, proprietario del club dallo scorso settembre, ha un patrimonio personale stimato in 500 miliardi di Euro. E’ evidente che chi gode di una fortuna del genere può togliersi qualche “sfizio”. Perché il Manchester City cessi di essere la Cenerentola della città occorre un vero “Principe Azzurro”. Occorre chi, in campo, sia in grado di trasformare in oro ogni pallone toccato, e, in questo momento storico del calcio, Mansour Bin Zayed ha ritenuto si trattasse di Kakà, il “gioiello” brasiliano del Milan. L’offerta è stata da far girare la testa a chiunque, diretto interessato e società di appartenenza. Al Milan 100 milioni di Euro, e al talento sudamericano un ingaggio di 15 milioni di Euro l’anno. Il Milan poteva rifondare la squadra, vecchiotta, e Kakà sistemare famiglia ed eredi nei secoli dei secoli. Amen. Cosa è successo? Il giocatore ha dichiarato che “vuole invecchiare nel Milan”, ha vacillato, ma poi ha deciso di rimanere. Berlusconi se l’è cavata con uno “spero che Kakà sia incedibile”, come dire, se la sbrighi Galliani, perché io non vedo, non sento e non parlo. Alla fine, però, è stato felice di pronunciare il “no”. Credo che non esista un modo solo per giudicare, da credenti, la notizia. Se scrivi che sono cifre scandalose, rischi di passare per maestro di demagogia. Se scrivi che sono le leggi del business, rischi di passare per docente di materialismo. L’equilibrio, probabilmente, è nel mezzo, ma quale mezzo? Kakà, 8 anni fa, si fratturò una vertebra, cadendo in piscina, sbattendo la testa, e rischiando di rimanere paralizzato. Da quel momento, è convinto di dovere tutto a Dio, ed è diventato un “atleta di Cristo”. Penso, perciò, che nel suo rapporto con il denaro siano entrati, da tempo, Gesù e la Parola.
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Ricardo Izecson dos Santos Leite, meglio conosciuto come Kakà, è nato a Brasilia il 22 aprile 1982. E’ un calciatore del Milan e della Nazionale brasiliana, e nel 2007 ha vinto il Pallone d'oro. Con il Milan ha conquistato uno scudetto, due Supercoppe europee, una Supercoppa italiana, una Champions League e una Coppa del Mondo per club, mentre con la Nazionale brasiliana ha vinto i Mondiali 2002 e la Confederations Cup 2005. Figlio di un ingegnere civile, Bosco Leite, e di un'insegnante di matematica, Kaká ha iniziato a giocare nel settore giovanile del San Paolo. Nell'ottobre 2000 è stato vittima di un incidente: ha sbattuto violentemente la testa sul fondo di una piscina, e l'urto ha causato la frattura della sesta vertebra. Solo per una circostanza fortunata è scampato alla paralisi. Kakà crede fermamente di essere stato graziato da Dio, e per questo è nata la sua esultanza con le braccia tese al cielo, ...

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