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| Il medico della Roma dice "un calcio più cristiano" |
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| Lunedì 08 Settembre 2008 01:00 | |||
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Ci vuole parità, ma poi penso anche ai giovani e alle loro problematiche”. Ne parli.. “Un recente studio ha rivelato che tra gli adolescenti il 62 per cento fa uso di droghe e che certi medici a cuor leggero anche a dodicenni prescrivono per alleviare le fatiche inutili energetizzanti, ovvio che ai trenta anni faranno uso di cocaina”. Lei ha fondato un Centro di educazione etica allo sport.. “Esattamente, a Tor Vergata. Si tratta del primo centro in Italia, un osservatorio che coinvolge genitori, Magistrati, medici, psicologi e saremmo grati del contributo della Chiesa. La Chiesa è un’enorme serbatoio e maestra dei valori umani e della difesa della vita”. Che cosa vi proponete? “Sintetizzeremo le nostre esperienze in un decalogo dello sport etico, che metta alla base prima di tutti i valori etici e poi quelli del successo ad ogni costo”. Perchè ha deciso di dedicare le sue energie a questo progetto? “Intanto perchè da cattolico credo nel valore sacro della vita che va sempre difesa. Approfitto del fatto che Papa Benedetto XVI nel suo pontificato ha messo al centro la vita e l’uomo. Poi ho un grande debito con nostro Signore e devo restituire con gli interessi quello che ho ricevuto, insomma devo dare agli altri un poco della mia fortuna..”. Sarebbe a dire? “Ho vissuto un’esperienza terribile, superata solo grazie alla fede e alla preghiera e al Magistero del Papa. Mia figlia Valeria, un fior di ragazza, si è ammalata di anoressia, per inseguire i falsi idoli della bellezza a tutti i costi. La davano quasi per spacciata. Fortunatamente si è ripresa ed oggi scrive su un giornale. Sento il bisogno di restituire agli altri meno fortunati di me, che sono un uomo di successo ed anche benestante qualche sorriso. Perciò penso che lo sport possa aiutare molto, a togliere ragazzi dalle strade. Ma anche lo sport sia onesto, leale e limpido cominciare dalla medicina sportiva.”. Che manda a dire al Pontefice? “Solo un grazie per il grande impegno con il quale segue i giovani e difende la vita umana dall’inizio sino alla fine naturale. Ma oggi occorre rivalutare lo sport proprio in funzione della vita e cioè uno sport per la vita e non la vita persa per lo sport. Trovo scandalose certe morti nei campi cosiddetti minori,una grave ingiustizia. I medici di quei settori facciano controlli più seri ed adeguati”. Veniamo ad una frivolezza: Totti? “Sta molto meglio, l’intervento è riuscito perfettamente presto tornerà sui campi come e meglio di prima”. Dica la verità, oltre che per il suo nobile progetto, chiederebbe una intercessione papale per Totti? “Non voglio cadere nel blasfemo. Però il Pontefice è un amante del bello. E Totti un gran campione. Certo, una sua benedizione farebbe piacere. È troppo chiederla al Papa Benedetto XVI? Spero che mi dica di sì e ci spera anche il ragazzo”. di Bruno Volpe Commenti (0)
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Il medico sociale della Roma, dottor Mario Brozzi chiede aiuto al Papa Benedetto XVI e al Segretario di Stato cardinale Tarcisio Bertone. “Sport per la vita e non la vita per lo sport” è il progetto inviato alla Santa Sede dal noto professionista, il dottore che tiene in cura le preziose gambe del Pupone Francesco Totti. A Bruno Volpe, in esclusiva, il medico illustra il suo progetto di etica nello sport. Dunque,dottore: Lo sport per la vita e non la vita per lo sport che cosa significa? “Le premetto che ho già inviato tutto l’incartamento al Papa e al Segretario di Stato e spero realmente di coinvolgere la Chiesa. Del resto Papa Benedetto XVI è il paladino del nuovo umanesimo e sono certo che accoglierà benignamente il progetto. Dunque, da troppo tempo capitano morti nei settori del dilettantismo, segno evidente che i controlli medici sono insufficienti rispetto al mondo professionistico del calcio e non sta bene.









