| La legge italiana protegge il bene della vita. Inspiegabile la scarcerazione dei tifosi |
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Il papà della ragazza afferma che la sua, quella di Eluana, non è vita.. “Umanamente lo comprendo. Ma la legge è legge e quindi va rispettata. In ogni caso, da cattolico, mi permetto di ricordare che spesso nel passato, è accaduto che persone in coma da oltre venti anni si risvegliassero. Insomma consentendo l’eutanasia si direbbe no all’ipotesi del miracolo. Poi mi stupisce che si dica sì all’eutanasia e no alla pena di morte. Un credente dovrebbe essere contrario alle due cose”. Nel caso dell’Anglaro si afferma che vi sia il consenso dell’avente diritto.. “Errore. Intanto il codice penale contempla come reato, proprio per sottolineare la centralità del bene vita, che neppure il consenso dell’avente diritto scrimina l’omicidio. Guardi, io parlo con la logica del Pubblico Ministero, dell’accusa. Poi magari trova un Tribunale che la pensa diversamente. Ma per me staccare cibo ed alimenti alla povera Eluana è reato, omicidio, ripeto, omicidio. Non è possibile privare nessuno della vita, nemmeno con il suo consenso. Poi nel caso dell’Anglaro non vi è neppure il consenso dell’interessata. Lo afferma il padre che non ha formale legittimazione”. Il padre della ragazza vuole eseguire comunque la sentenza… “Guardi, per principio generale una impugnazione sospende l’esecuzione del provvedimento, che allo stato non è eseguibile. Insomma si eviti un omicidio”. Le cronache hanno anche evidenziato domenica scorsa nuovi episodi di violenza tra tifosi. In particolare quelli causati da ultras del Napoli sia alla stazione ferroviaria partenopea, sia a quella Termini di Roma, lei che ne pensa? “Intanto che certi episodi con lo sport non hanno nulla a che vedere. Da quanto ho appreso ai notiziari pare che siano contestati reti associativi con la camorra. Non conosco gli atti e dunque non mi azzardo ad esprimere giudizi, ma la scarcerazione di quei facinorosi mi sembra inspiegabile. Lo ripeto, magari gli inquirenti lo sanno meglio di me, ma credo che sia poco comprensibile per il cittadino che vede rimessi in libertà degli esagitati, i quali potrebbero aver commesso anche reati gravi come la violenza privata, il danneggiamento e così via. Mi chiedo e vi chiedo: che messaggio si lancia ai cittadini? Lo trovo assolutamente inspiegabile, eppure si parla di rigore”. L’ultima parola sembra una beffa del destino: rigore, ma neppure per un rigore si sono azzuffati. di Bruno Volpe
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Torna alla ribalta il caso di Eluana Anglaro e si riparla del tema eutanasia. Questa volta ha dato… fuoco alle polveri la regione Lombardia con il suo secco e giusto no all’interruzione della vita della ragazza. Ma il padre non si rassegna. Della vicenda abbiamo parlato con il dottor Alberto Di Pisa, neo Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Marsala, autentico galantuomo che in passato terminò nel tritacarne mediatico col nomignolo del Corvo senza alcuna colpa. Ma pochi hanno avuto la decenza di chiedergli scusa. Dottor Di Pisa, che idea, da Magistrato, si è fatto del caso Anglaro? “Una premessa: la vita va difesa, è un bene che il nostro ordinamento giuridico protegge quale diritto indisponibile. Dunque da giurista affermo che nessuno è autorizzato a sopprimere una esistenza”. Contrario all’eutanasia… “Da cattolico affermo che l’eutanasia rappresenta comunque una violazione alla legge naturale”. 

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