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Non sono milanista e non mi faccio pregiudiziali calcistiche, per cui dico che Gennaro Gattuso mi piace come sportivo e come campione. Ha saputo mostrare che cosa vuol dire essere un vero sportivo dentro e fuori dal campo. Lui, venuto da Corigliano Calabro in provincia di Cosenza, si è preoccupato di impiantare un allevamento di cozze per dare lavoro alla gente del suo paese e non contento di tutto questo ha anche pensato di riparare a sue spese lo stadio comunale del suo paese, con la richiesta ai concittadini di tenerlo in ordine. Ha due bambini e la faccia pulita, la sua droga – come disse ai mondiali tedeschi del 2006 – è “peperoncino e mazzo tanto”, una droga che consiglieremmo a molti. Sul campo è implacabile, un vero mastino e non molla mai perché come i suoi corregionali ha la testa dura. Ma ha anche cuore. E per la Calabria ha girato uno spot, “Noi ci mettiamo il cuore”, che ha vinto ...
... il premio Marketing Awards. Lo ritirerà insieme al governatore calabrese Agazio Loiero questa sera a Milano, scrive Il Quotidiano della Calabria, e da suo corregionale non posso che esserne contento e una punta fiero. Perché Rino Gattuso – che ha devoluto i 500mila euro del compenso per lo spot a favore di associazioni di volontariato calabresi – è la vera faccia della Calabria, quella vincente che non si arrende mai, questa gente totale in tutto – nell'amore e nell'odio – che per il proprio blasone è disposta a sacrificare qualunque cosa. Poveri, ma onesti, è una delle frasi più ripetute dalla nostra gente delle discussioni. Siamo un popolo di camminatori che ha percorso tanta strada in tutto il mondo e uno di noi, Francesco di Paola, è diventato addirittura santo. Così santo e perduto in Dio da chiedere – e ottenere – di attraversare lo Stretto di Messina a bordo del proprio mantello in risposta ai rifiuti dei pescatori che non avevano voluto farlo traghettare. Un po' guascone, un po' dalla fede ingenua e fortissima, eppure tanto calabrese nel modo di fare, quel “vi faccio vedere io” un po' sbruffone e tanto generoso che appartiene a tutti i calabresi per bene, ovunque essi siano. Grazie Rino, con buona pace di chi non conosce questa regione e ne parla sempre a sproposito. Antonino D'Anna
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