| LIPPI: RAGIONE E VOLGARITA’ |
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... 30 risultati utili consecutivi, alla guida della Nazionale italiana di calcio. Viene insignito per due volte del premio Allenatore dell'anno IFFHS (1996 e 1998) e per una volta del premio Commissario tecnico dell'anno IFFHS (2006). Gesù dice che quello che entra nella bocca non rende impuro l'uomo, bensì quello che esce. E quanto sia senza tempo questa affermazione, lo si capisce ogni giorno: carta stampata e televisione. Le bocche "raffinate" di centinaia di personaggi, a partire dai politici, elargiscono veleno in quantità industriale. Il problema è duplice: in generale, un inasprimento dei toni, nelle contese ideologiche di tutti i tipi, che cancella il diritto di opinione, e il rispetto per il prossimo; in particolare, il libero esercizio dell'insulto e della parolaccia, per il quale, sul piccolo schermo, non ci sono "fasce protette" che tengano. Marcello Lippi, sanguigno “timoniere” della Nazionale di calcio, pratica l’anarchia dialettica. Ultimamente, ha gridato di essere "incazzato nero" con Parma, che aveva fischiato, fin dai primi minuti, la prestazione dell'Italia contro Cipro, cambiando bandiera solo a rimonta iniziata: da 0-2 a 3-2. In questi casi, consiglierei di non fare come la mia cara e povera mamma di 81 anni. Con lei, posso dire le cose più giuste della terra, ma, se commetto l'errore, nella foga, di chiudere con una parolaccia, apriti cielo... Dimentica la sostanza del discorso, perché mi reputa, comunque, dalla parte del torto. Sul versante Lippi, anche perché di mia mamma credo vi interessi meno, non sto dalla parte dei "forcaioli", che hanno colpevolizzato la sua volgarità. Il c.t. aveva ragione: esiste una corrente aggressiva animata dal pregiudizio, che ha cancellato la riconoscenza per il Mondiale vinto 3 anni fa, inneggiando a Cassano. Bisognerebbe ispirarsi, però, a un altro tecnico, Ancelotti, che, anche nei momenti di maggiore ira, non ha mai offeso il pubblico, invitandolo, ad esempio, “ad andare a lavorare”. Se i personaggi pubblici scendono sullo stesso piano degli ultras, violenza (verbale, non solo fisica) genera violenza. Sfogarsi è lecito, ma davanti alle telecamere, come modello soprattutto per i giovani, bisogna frenarsi. In passato gli impiegati giapponesi erano soliti usare il fantoccio di gomma del capo-ufficio, riempiendolo a casa di botte, pur di evitare di farlo nella realtà. Marcello, perché non te lo fai costruire? CARLO NESTI
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Marcello Lippi (Viareggio, 12 aprile 1948) è un allenatore di calcio ed ex giocatore, di ruolo difensore, attualmente alla guida della Nazionale italiana. Riveste il ruolo di C.T. azzurro dal 2004 al 2006, e la conduce alla vittoria del titolo di Campione del mondo nel 2006, diventando così l'unico allenatore al mondo vincitore della Coppa del Mondo per nazioni (2006) e per club (1996). Il 26 giugno 2008, a seguito dell'allontanamento di Roberto Donadoni, viene richiamato per condurre la Nazionale ai Mondiali di calcio 2010. Nella sua carriera di tecnico, guida Pontedera, Siena, Carrarese, Cesena, Lucchese, Atalanta, Napoli, Juventus, Inter, e ancora Juventus, vincendo tutto sulla panchina bianconera. Una serie di partite positive permette al C.T. azzurro di eguagliare Vittorio Pozzo in una speciale classifica: infatti solo lui e il mitico allenatore dell'Italia degli anni Trenta sono riusciti a ottenere ...

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