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Benché andasse verso la quarantina, il numero 10 Nils Liedholm non aveva intenzione di ritirarsi, a differenza di Gren e di Nordahl, con i quali formava il famoso trio d’attacco svedese che nel 1949 era stato trapiantato nel Milan. Era certo di avere ancora da dire e da dare, con la mente ed un po’ meno con il fisico, del quale avvertiva l’iniziato declino. Mezzala tattica di assoluto valore, aveva assicurato per anni l’equilibrio della squadra, lasciando pressoché libera l’altra mezzala, il numero 8 Gren, di dedicarsi al ricamo di raffinate palle-gol per il numero 9 Nordahl, centravanti che non ne sbagliava una (nel 1950-’51 segnò 35 reti su 118 della squadra, e 34 su 107 nel campionato successivo). Restìo dunque ad andare in pensione, Liedholm costrinse la mente ed il fisico a mettersi d’accordo: ispirato da un’idea che da tempo rimuginava, decise che avrebbe continuato a giocare, però ...
... correndo meno, entro un limitato raggio d’azione. Si ritagliò così un ruolo tutto nuovo arretrando all’incirca di trenta metri per sistemarsi come mediano davanti alla difesa, ma non con il meschino compito di spazzare via palloni alla men peggio, cioè alla maniera del volante sudamericano, del quale replicava la posizione. No, si vide subito che l’invenzione del libero avanti, come lo si definì, consentendo ad un grande calciatore non più giovane di utilizzare le sue residue risorse, dava un ragguardevole contributo alla costruzione del gioco. Parentesi: pochi osservatori intuirono allora che il libero avanti poteva essere reso meno libero facendolo marcare stretto e con ossessiva continuità da un finto attaccante. Liedholm svolse in modo eccellente il suo nuovo compito, applicando il concetto, che adesso sembra scontato, di dare qualità alla manovra fin dal suo nascere nelle retrovie, alla ripresa del gioco dopo la conclusione (senza gol) dell’azione avversaria. Oggi si ritiene erroneamente che quella figura tattica sia stata ideata pochi anni fa ed apposta per Pirlo, al quale va comunque riconosciuto il merito di averla valorizzata nel difficile calcio moderno. Ma ora a Pirlo si chiede di più, perché la Nazionale ha un problema del quale lui potrebbe essere la soluzione. È la ragione per cui in azzurro ha fatto prove di trasloco dal ruolo di cui è il massimo ed assuefatto interprete, per essere impiegato come trequartista nel modulo in allestimento per il prossimo Mondiale. Curioso feedback (azione inversa), l’idea del commissario tecnico è rimbalzata all’indietro sul Milan, dal quale sono fugacemente trapelate voci di un possibile utilizzo di Pirlo anche in casa propria a ridosso delle punte. L’impiego in Nazionale del trequartista ufficialmente tale riflette l’ovvia attenzione di Lippi alla realtà del campionato. Riscoperto da una nuova generazione di tecnici, è un ruolo nobile, attorno al quale essi, rispondendo alla domanda di buon calcio, hanno ricostruito l’avantreno delle squadre di club loro affidate e nelle quali il c.t. deve pescare. Purtroppo in Italia i trequartisti di valore sono per lo più stranieri, poiché da noi la specializzazione è stata cancellata da un distorto uso del 4-4-2: adesso paghiamo i danni provocati da allenatori fabbri-ferrai ai quali da decenni viene consentito, abilitandoli, di appiattire l’intero reparto di centrocampo a livello di rude manovalanza, estromettendo gli elementi tecnici e creativi o degradandoli a centrocampisti generici. Che ne sarà di Pirlo? Trasferendolo a ridosso delle punte Lippi potrà sostituirlo davanti alla difesa con De Rossi. Ma in tal caso Pirlo non sarebbe più Pirlo e De Rossi non più De Rossi. Di quest’ultimo in particolare verrebbe penalizzata la caratteristica di giocatore universale, quel saper fare benissimo tutto ciò che occorre facendosi trovare sempre nel posto giusto e nel momento giusto. Cassano? Convocabile per qualità tecniche prevalenti su qualunque obiezione, non si presenta come elemento che possa responsabilmente impegnarsi in compiti tattici molto vincolanti, tanto è vero che, schierato come seconda punta, si configura irresistibilmente capace di tutto: trequartista e realizzatore. Davvero Lippi, andando anche contro i propri interessi, resterà del parere di non portarlo in Sudafrica? Enzo Foglianese
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