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A Bologna non si bestemmia Stampa E-mail

A Bologna non si bestemmiaGesù, nel Vangelo, dice che ciò che esce dalla bocca arriva dal cuore, e ciò che arriva dal cuore può essere immondo. C’è un presidente, anzi, una presidentessa, nel mondo del calcio, che dimostra di non essersene dimenticata. Si chiama Francesca Menarini, 44 anni, massimo dirigente del Bologna, neo-promosso in Serie A.   La Menarini afferma: “Non capisco perché una elementare regola di condotta civile fra persone normali debba diventare una notizia. Vengo da una famiglia osservante la religione cattolica, io stessa sono devota e praticante, il turpiloquio in campo e fuori è un'espressione da evitare. L'ho detto ai miei collaboratori”. Di conseguenze: niente bestemmie, una pessima abitudine nel mondo degli sportivi. Era ora che qualcuno restituisse a certe espressioni il valore che hanno, perché il loro dilagare è frutto non solo dell'istinto, ma anche dell'ignoranza. Bestemmiare è come sintetizzare una valutazione ...

... errata della realtà. E’ segno di grande stoltezza, infatti, prendersela con Dio quando la vita ci presenta il conto con le sue fatiche e sofferenze. Esse sono causate dal peccato dell’uomo, dal male che c’è nel mondo. Spesso, invece, la nostra gente ha un’idea angosciante di Dio: un Dio che si diverte a punire chi non osserva la sua legge.

E’ proprio nelle situazioni di difficoltà, invece, che il Signore Dio ci è più vicino, e soffre insieme con noi. Per questo Dio, in Gesù, si è fatto uomo, per stare con noi, e condividere con noi la nostra povera condizione di debolezza e di fragilità. Spesso, purtroppo, non si presta attenzione a certi aspetti.

E' chiaro, peraltro, che solo Dio può giudicare lo stato d'animo, con il quale vengono pronunciate certe parole. Purtroppo, in troppi di noi la bestemmia scatta in automatico, quando accadono eventi sgradevoli. Se non si realizza cosa si dice, e un attimo dopo subentra il pentimento, Dio “vede”.

Tutto ciò, comunque, non deve diventare un pretesto per continuare a peccare, andando contro il secondo Comandamento: “Non nominare il nome di Dio invano”. L'autocontrollo è fondamentale in ogni momento della nostra vita, a partire dall'uso delle parole, che sono la manifestazione della nostra anima. 

di Carlo Nesti

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