| La vita? Un sorteggio. Non capisco il mistero del male e la presenza dell’infelicità. L’Inter vincerà lo scudetto |
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... al cielo”. Insomma, lei cerca Dio: “certo lo trovo e lo voglio. Ma alla presenza del mistero del male, dell’ iniquità mi assalgono perplessità. Io non auspico una società pagana nella quale ognuno possa fare quello che voglia, ma da persona razionale mi domando da dove nasce il male, la guerra, la zizzania, il conflitto”. Si ferma un attimo e aggiunge: “mi addolora seriamente assistere ad un bimbo nato deforme o portatore di difetti mentali. Penso che ognuno abbia il diritto a vivere degnamente. Davanti a certe cose mi sembra quasi che la vita sia un sorteggio. Ti può andare bene o male”. Lei si sente felice? “svolgo un lavoro gratificante, mi piace. Onestamente guadagno bene. Ma quando le luci si sono spente, quando mi raccolgo in me stesso, non bado alla gente che mi ferma o magari mi chiede consigli. Penso a chi sta peggio di me, a chi soffre. E ritorna lacerante la domanda: Dio perché ti nascondi e perché a volte permetti questo?. Ma le logiche di Dio non sono le nostre e volerle comprendere è atto di presunzione. In ogni caso mi tormenta la ricerca della felicità”. Ma che cosa intende per felicità?: “non quella di bagordi e festini. Parlo di quella dell’anima e del corpo. Insisto, ognuno di noi dovrebbe vivere in pace”. I suoi rapporti con i Papi?: “li stimo anche perché sono i capi della Chiesa”. Che cosa pensa di Papa Benedetto XVI?: “un eccellente, insigne teologo, sa farsi comprendere anche nelle cose più complicate ed è il segno di una intelligenza viva. Chi è in grado di spiegare in maniera piana concetti ardui dimostra di essere padrone della materia”. Giovanni Paolo II: “mi è rimasto nel cuore, un gigante della storia. Ha avvicinato molti alla fede”. Da uomo di comunicazione chi sente maggiormente “radiofonico” tra Giovanni Paolo II e Benedetto XVI?: “capovolgo un luogo comune. Molti sostengono che Papa Ratzinger non sia televisivo. Io penso il contrario. Ha le pause e le cadenze giuste per la Tv, mentre Giovanni Paolo II, anche per il timbro della voce, sarebbe stato eccellente per una radiocronaca”. Parliamo di calcio. Lei non lo dice, ma tifa Inter, da sempre. Chi vincerà lo scudetto?: “dopo l’Olimpico e la partita con la Lazio, dico Inter anche se lo sostenevo già da prima. Mi sembra una squadra molto compatta e forte che gioca a memoria. Ma la concorrenza di Juve e Milan si farà sentire. Buon campionato”. di Bruno Volpe
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Principe dei giornalisti sportivi italiani, Vicedirettore di Rai Sport. Parliamo di Bruno Gentili, per anni voce del Calcio Minuto per Minuto, ritmo e competenza da vendere. Le sue cronache erano una delizia, sembrava di assistere direttamente alla partita. Semplice e malinconico, si concede una sigaretta e accetta di parlare del suo rapporto con la fede. “Credente? Sì lo sono, ma non esemplare…”. In che senso?: “sarà un poco per il mio lavoro, o per ragioni personali, della religione ho una idea particolare”. Sarebbe?: “dunque, io credo nel trascendente e in un essere perfetto come Dio. Ma a volte mi assalgono tormenti, dubbi, anche cattivi e crudeli”. Quale tipo di dubbi?: “quando assisto a certi episodi, a bambini che nascono malati, storpi, insani nel corpo e nell’anima mi viene da chiedere con angoscia: esiste un diritto alla felicità? Dove sei Dio? E’ un grido di allarme che persino Santi e Papi hanno levato ...

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