| Tema profilattico, da Vescovo sono più possibilista. Rispetto il Magistero della Chiesa,ma mi chiedo che fare quando vi è una epidemia in atto. La salute va tutelata, si rifletta |
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Come è noto, le parole pronunciate dal Santo Padre Benedetto XVI nel corso del suo viaggio apostolico in Africa sul tema del profilattico, hanno suscitato polemiche a non finire e da ultimo il fermo e legittimo intervento della Conferenza Episcopale Italiana. Di tanto abbiamo discusso con Monsignor Giuseppe Casale, Arcivescovo Emerito di Foggia- Bovino. Eccellenza, che pensa delle polemiche che hanno investito il Papa?: “ non era per tanto. Del resto si sa bene che la posizione della Chiesa cattolica, sul tema della contraccezione, è sempre stata quella, il Magistero non è mutato. Da questo punto di vista non vedo l’utilità,tanto meno la ragione delle polemiche. In sostanza non ho valutato nessun cambio sostanziale nella posizione dottrinale della Chiesa”. Lei che idea ha del profilattico?: “ da Pastore sono ovviamente per il rispetto della vita e quindi condivido il Magistero della Chiesa, ma mi sembra opportuno ... ... svolgere qualche piccola considerazione che probabilmente mi fa riflettere “. Avanti: “ difesa della vita, abbiamo detto. E allora c’è da discutere. Mi domando, nel caso in cui sia in atto una grave epidemia che attenta alla salute e quindi alla vita stessa ,bisogna scegliere il male minore. In questo senso, se per esempio uno dei coniugi è portatore di una malattia pericolosa, credo che l’altro abbia il diritto e forse anche il dovere di pretendere delle tutele”. Dunque lei è favorevole,in alcuni casi all’uso del preservativo: “ ora non sta a me fare delle statistiche, né una casistica. Mi limito a dire,che proprio per il principio del rispetto della vita, quando vi sono pericoli gravi ed imminenti alla salute,sotto il profilo di una epidemia, si può valutare questa apertura scegliendo il principio del male minore. La valuto come una specie di legittima difesa”. Veniamo ad un altro tema che sta agitando il tema sia religioso che politico, ovvero il testamento biologico, venuto a galla dopo il drammatico e traumatico episodio di Eluana Englaro. Qual è la sua posizione?: “ semplice, ritengo che se la stessa situazione di Eluana fosse capitata a me, avrei voluto che si staccasse la spina”. Favorevole all’eutanasia?: “ momento. Quella non è una eutanasia. Dal punto di vista teologico penso che si debba sempre fare trionfare il principio della misericordia, anche verso chi sta morendo o chi vive in situazioni incompatibili con una qualità di vita degna. Pertanto io non giustifico e tanto meno sono in favore della eutanasia, leviamoci ogni falsa idea dalla testa”. Ma lei sostiene che se la medesima situazione di Eluana occorresse a lei chiederebbe di staccare i macchinari: “ intanto nessuno può essere sottoposto a trattamenti medici se non lo desidera. Poi esiste anche un diritto dell’individuo a morire seguendo le leggi della natura. In poche parole, se l’organismo per volontà di Dio, ha detto basta, mi sembra ingiusto pretendere di tenerlo in vita ad ogni costo. Questo rappresenta esattamente l’opposto del fare la volontà di Dio” .Ma la Chiesa cattolica è stata sempre contraria all’accanimento terapeutico,ovvero alle cure sproporzionate nei casi di irreversibilità della malattia: “ questo mi sembra del tutto ovvio. Significa una manifestazione di assurda crudeltà,oltre che mancanza di buon senso”. Eluana tuttavia riceveva cibo ed acqua: “ ecco, differisco da questo punto di vista. E pertanto vorrei che la nuova legge non prenda in esame detto tema”. Come negare alimento e acqua?: “ guardi, penso che sia un falso problema. Lei sa bene che Eluana, ma i casi sono molteplici, non ricevono cibo ed acqua, bensì trattamenti medici che si assimilano a cibo ed acqua. Si tratta di composti farmacologici che difficilmente possono essere assimilabili ad alimenti o bevande, e che mi sembrano molto più simili a trattamenti medici”. Dunque lei li rifiuterebbe: “ dipendesse da me, senza dubbio. Non vorrei stare in quella condizione e chiederei, ove fossi cosciente,di staccare la macchina e morire in pace”. Bruno Volpe |
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