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La confessione non è un gettone di presenza e un atto meccanico. I preti siano maggiormente presenti e non amministrino il sacramento durante le messe. Venuto meno il senso del peccato e di Dio Stampa E-mail

La confessione non è un gettone di presenza e un atto meccanico. I preti siano maggiormente presenti e non amministrino il sacramento durante le messe. Venuto meno il senso del peccato e di DioCome è noto, dal prossimo lunedì, a Barletta, provincia di Bari, si tiene la sessantesima settimana nazionale liturgica sul tema Celebriamo la misericordia, dunque incentrata sul sacramento della confessione. Originariamente, la Conferenza era stata assegnata a L’Aquila, ma ovviamente per ragioni dettate dai danni causati dal terremoto, il capoluogo abruzzese non ha potuto ospitare l’evento che come detto, si tiene a Barletta. Ne abbiamo discusso con Monsignor Carlo Ghidelli, Vescovo di Ortona e Lanciano, Presidente dei Vescovi di Abruzzo e Molise. Eccellenza, il sacramento della confessione costituirà oggetto della discussione e del dibattito nella vostra assemblea nazionale liturgica. Papa Benedetto XVI da ultimo ha sostenuto, con qualche preoccupazione, che questo sacramento vive un momento di crisi. Condivide?: “ certo, il Papa ha perfettamente ragione ed io da Vescovo me ne rendo conto, le ...

... cose stanno in questo modo”. Da che cosa dipende a suo giudizio l’affievolimento del sacramento della confessione?: “ intanto dalla perdita del senso del peccato. Dunque, svilito il senso del peccato, mi pare logico che la gente senta poco o nulla l’esigenza di chiedere il perdono in modo sacramentale”. Poi aggiunge: “ certo, lo svilimento del senso del peccato è una cosa molto grave, ma penso che ci sia una seconda causa connessa a questa”. Ovvero?: “ oggi, il vero,grande assente nella società è Dio. Manca Dio, lo abbiamo espulso. Peccando spesso, non ci rendiamo conto che offendiamo Dio”. E allora?: “ allora succede che rinneghiamo la idea di figliolanza divina, Dio diviene il grande sconosciuto, rompiamo l’alleanza con lui. Dio non è un carabiniere che ci obbliga con la forza al rispetto della legge, ma un Padre tenero ed affettuoso che ci lascia liberi. Ma noi dobbiamo fare buon uso di questa libertà che Dio Padre ci concede,altrimenti veniamo meno,come ho sottolineato ,all’alleanza”. Papa Benedetto XVI si è detto preoccupato per la scarsezza delle confessioni,ma ha anche detto che i confessionali talvolta sono vuoti da ambo le parti. In sintesi, in alcuni casi i sacerdoti non amministrano il sacramento: “ quello che lei riporta è assolutamente vero. Esistono preti, fortunatamente non tutti, che trascurano, per altre esigenze, l’amministrazione dei sacramenti e sbagliano. Io raccomando ai presbiteri della mia Diocesi di essere sempre presenti e reperibili,specie quando qualche fedele vuole confessarsi”. Poi aggiunge: “ dico basta, basta, alle confessioni amministrate durante le celebrazioni eucaristiche. Intanto distraggono i fedeli che non possono seguire la messa, poi non credo che in quelle condizioni si possa ottenere una buona confessione che ha bisogno di tempo e di calma. Di pazienza e di tempo, insomma tutto il contrario delle confessioni amministrate durante le messe in corso”. Il Vescovo completa il suo discorso: “ una mentalità lassista e spesso fuorviante, ha ridotto questo sacramento a qualche cosa di meccanico, di ripetitivo. La confessione non è un gettone da inserire in una macchina da parte del fedele che se ne va soddisfatto. La confessione costa sacrificio ed anche dolore, nel rendersi conto del senso del peccato e richiede sacrificio e applicazione sia da parte del fedele, che del sacerdote. Altro che storie”.

Bruno Volpe

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