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L’omosessualità è una condotta contronatura. Non basta cercare il piacere, il sesso serva solo alla procreazione, e non è un gioco. I preti la smettano di fare gli psicologi e i sociologi. La sociologia non è una nuova religione Stampa E-mail

L’omosessualità è una condotta contronatura. Non basta cercare il piacere, il sesso serva solo alla procreazione, e non è un gioco. I preti la smettano di fare gli   psicologi e  i sociologi. La sociologia non è una nuova religioneFedele e legato alla trazione della Chiesa, Monsignor Tadeus Pieronek, Vescovo polacco e memoria storica di quella nobile chiesa,parla di omosessualità e lo fa con la tradizionale schiettezza, senza tanta diplomazia e con la ricerca della verità che contraddistingue da sempre il Pastore. Eccellenza, in che maniera giudica la omosessualità: “ la Chiesa in sé stessa non respinge gli omosessuali ai quali bisogna dedicare amore e delicatezza. Detto questo,ovvero che la Chiesa non li respinge, bisogna valutare la omosessualità da un punto di vista etico”. Bene?: “ siccome occorre sempre proclamare la verità, non ho difficoltà a dire che l’omosessualità è un grave disordine mentale,una condotta contro la natura dell’uomo e peccaminosa,proprio perché non è naturale”. In che senso non è naturale?: “ la sessualità è rivolta esclusivamente alla procreazione e quindi ogni forma che si allontani da essa è sbagliata ...

... e contraria al Magistero della Chiesa. Ammettendo condotte disordinata, avremmo una sessualità bollata di edonismo e francamente inaccettabile. Insomma, il sesso non è un giocattolo del quale disporre a proprio piacimento. La sessualità è un valore di per sé stesso che va vissuto secondo una etica cristiana”. Poi il Vescovo se la prende con i preti sociologi e con quelli che si aprono alla psicologia: “ i preti facciano i preti e basta,senza alcuna apertura. Certo,sociologia e psicologia sono cose importanti e delicate,ma oggi vi la tendenza a fare della sociologia e della psicologia una nuova religione. Indubbiamente questi professionisti sono bravi,ma le loro valutazioni nulla hanno a che vedere con la religione, dunque ne stiano alla larga. Io preferisco ancora la sana disponibilità del prete di una volta che meglio di chiunque può comprendere a capire il penitente”. A proposito di preti, ormai é imminente la festa di San Pio del quale Giovanni Paolo II aveva grande stima: “ lo dimostrano le lettere e le richieste di intercessione affidate da Karol al frate di  Pietrelcina per la guarigione della signora Poltawska. Giovanni Paolo II ha sempre nutrito grande fiducia e stima in Padre Pio”. Lei ha conosciuto personalmente Padre Pio,che idea ne ha ricavato?: “ sono stato a San Giovanni Rotondo con alcuni vescovi polacchi ed ho parlato con Padre Pio. Un uomo semplice,ma di grande spiritualità. Mi ha sempre colpito la idea della preghiera che aveva Padre Pio, una forma sicuramente mistica, come quella di Giovanni Paolo II. Credo che questa maniera di pregare,unita alla obbedienza e al rispetto vero la Chiesa li abbiano uniti molto”.

Bruno Volpe

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