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In Puglia aborti come sterminio, un quinto delle donne lo fa. Si difenda la vita, lasciando la cultura della morte. Sanità pubblica e privata, una emergenza, la Regione Puglia aiuti. I religiosi evitino toni accesi Stampa E-mail
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Pontifex.RomaUna inchiesta ha certificato che in Puglia su 1000 donne in dolce attesa, ben 250 scelgono l' aborto, colpa di un sistema che favorisce questa scelta irresponsabile. Ne parliamo con Monsignor Giovanni Battista Pichierri, Arcivescovo di Trani: "queste cifre parlano molto chiaro. Siamo davanti ad un vero sterminio, praticamente, oltre un quinto, molto grave e i cattolici lo sanno e lo denunciano da tempo". Le scelte regionali sembrano orientate in senso abortista: "non alimento polemiche, ma certamente non é una linea che favorisce la vita e tanto meno i cattolici possono apprezzare. Lo ribadisco, siamo davanti ad una strage che non riesce a trovare spiegazione se non nella ottica di una repressione della vita". Poi aggiunge: "un cattolico che si dica tale non é in grado e non potrà mai avallare scelte morali o politiche abortiste o approvare leggi in tal senso, la vita é un bene non disponibile e non negoziabile che va difeso sempre ... 

... dall'inizio sino alla fine naturale e che solo Dio é in grado di  donare e togliere, l'uomo la amministra e basta".

Da che cosa dipende questo aumento di aborti?: " le ripeto,da una parte credo che ci sia un sistema legislativo che favorisce questa scelta grave e spesso irresponsabile e per altro verso siamo in una società che generalmente ha smarrito il senso della vita, della sacralità della stessa, della bellezza del vivere e crede che una donna sia padrona della vita del figlio. Questo é il trionfo dell'edonismo, della visione del sesso come piacere sfrenato e non come scelta responsabile in vista della procreazione".

Insomma il relativismo: "esattamente. Ciascuno pensa di fare quello che vuole e come vuole, senza dare conto a Dio, vive come se Dio non esistesse. E' in parte venuto meno il senso della fede e della religione, del trascendente, ma é opportuno ricordare che alla fine tutti dovremo dare conto a Dio del nostro operare. Senza drammatizzare, ma é così. Ci troviamo davanti ad una profonda crisi dell'etica e della morale e di una cultura che ha respinto i sani valori cattolici come qualcosa di superato. La vita non va mai sottovalutata e difesa anche da stermini mirati come le campagne abortiste".

Intanto in Puglia e Bari nel particolare la sanità, sia pubblica che privata, sono in crisi e molti lavoratori perdono il posto o rischiano di perderlo: "quello del lavoro mancante é un male che si diffonde su scala nazionale e il sud non fa difetto. La Chiesa lo denuncia da tempo ed io stesso nella mia predicazione ho ricordato la parabola del ricco Epulone e del povero Lazzaro. Troppi Epuloni e molti Lazzaro e questo non é tollerabile, occorre ritrovare una via della solidarietà e della giustizia sociale per il bene comune".

Ma la sanità in Puglia é una vera emergenza: "lo so, bisogna correre ai ripari. La Regione intervenga, aiuti le imprese in crisi e le parti, faccia di tutto per tutelare i posti di lavoro, lasciando da parte visioni politiche. Non é pensabile amministrare come davanti ad una corrida politica, ma si aiutino i lavoratori e le aziende, i posti di lavoro meritano difesa. Trovino un accordo per il bene di tutti. Invito tutti,  i sindacati e gli imprenditori, per la salvaguardia del bene comune a mettersi al tavolo del dialogo, ma anche la Regione deve fare la sua parte senza pregiudizi di nessun tipo".

Infine un religioso di Galatina attacca Pontifex da Facebook con ogni genere di parole: "un fatto molto grave e davanti al quale non si può fare finta di nulla. Ognuno ha il diritto al dissenso, ma con modi e toni garbati specie se religioso.  I toni accesi non fanno parte del vocabolario del cristiano. Bisogna invitarlo  a riflettere  e meditare, se vive nell' errore. Cambi vita".

Bruno Volpe


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