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1)Quale allarme riguarda la Chiesa in Austria? 1)”Abusi liturgici (come il «Corpus Domini» infilzato e issato in processione), irregolarità disciplinari, violazioni del celibato ecclesiastico. Il Papa ha richiamato all’ordine la Chiesa austriaca indicando «l’urgenza dell’approfondimento della fede e della fedeltà integrale al Concilio Vaticano II e al magistero post-conciliare della Chiesa». Benedetto XVI si è confrontato con i vescovi austriaci, che nei mesi scorsi avevano protestano in Vaticano per la revoca della scomunica ai lefebvriani e la nomina a Linz dell’intransigente Gerhard Wagner, che aveva definito «satanica» la saga di Harry Potter, «castigo divino» l’uragano Katrina e «malati psichiatrici» i gay. Il cattolicesimo austriaco attraversa una grave crisi: calo di vocazioni e di fedeli, forte polarizzazione tra conservatori e progressisti, crescente sentimento antiromano. ...
... I ministri vaticani hanno contestato alla Chiesa austriaca una serie di scandali nelle diocesi, dai parroci concubini ai mancati provvedimenti di vescovi progressisti contro la fronda dei sacerdoti che avevano rivendicato la convivenza con una compagna. Nei mesi scorsi la nomina di Wagner ha causato quasi una rivolta contro Roma. Il Papa è stato costretto a fare «dietrofront» accettando la sua rinuncia all’incarico, mentre in Vaticano arrivano denunce di casi di concubinaggio che riguardano alcuni sacerdoti che si sono opposti alla nomina. Aggiunge scalpore l’inchiesta su 40 mila foto e filmati pedopornografici trovati nel seminario di Sankt Pölten, incluse parodie naziste, celebrazioni di finti matrimoni gay tra seminaristi, atti sessuali di sacerdoti con minorenni”.2)E nello specifico?” La cattolicissima Austria, insomma, è sempre meno "cattolicissima". Lo scandalo nel seminario di Sankt Pölten, dove sono venuti alla luce party tra seminaristi a sfondo omosessuale e dove sono state scoperte immagini pedofile archiviate nei computer dei futuri sacerdoti, ha assestato un durissimo colpo all'immagine di un'istituzione, già provata dal caso del cardinale Hans Hermann Groer, primate della chiesa austriaca, accusato fa di abusi sessuali compiuti nei confronti di una ventina di collegiali e costretto poi alle dimissioni a controversa nomina di monsignor Kurt Krenn, prima come ausiliare di Vienna nel 1987, poi come vescovo di Sankt Pölten nel 1991, ha avuto conseguenze altrettanto disastrose. Krenn aveva il gusto della provocazione e alcune sue dichiarazioni ai media sono rimaste nella storia, ad esempio quando apostrofò pubblicamente i suoi confratelli vescovi in piazza San Pietro, definendoli «bugiardi» e intimando loro di «chiudere il becco». Le conseguenze dei suoi 13 anni di governo della diocesi di Sankt Pölten, fino alla conclusione con le dimissioni del 2004 per uno scandalo sessuale nel seminario diocesano, si fanno ancora sentire. Ancora una volta, Schönborn venne lasciato ad affrontare da solo una crisi che, per sua stessa ammissione, avrebbe potuto essere evitata. Il Vaticano – spiegò il cardinale nel 2004, quando lo scandalo venne alla luce – avrebbe dovuto ascoltare la Conferenza episcopale austriaca che per mesi aveva avvertito Roma che «le cose stavano andando molto male» a Sankt Pölten. «È sconvolgente che il Vaticano non abbia agito. Non posso nascondere il mio turbamento e la mia rabbia, e non capisco perché la Chiesa austriaca abbia dovuto sopportare tutto ciò», disse il cardinale in Tv.”3) E poi?3)”Con cinque nomine episcopali controverse, arrivate in rapida successione tra gli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, la Conferenza episcopale austriaca, relativamente piccola (9 vescovi diocesani e qualche ausiliare, tanto da contare raramente più di 15 membri) si ritrovò profondamente divisa. Decidere all’unanimità su temi importanti divenne più o meno impossibile. Gli austriaci come popolo – e i cattolici medi non fanno eccezione – non amano i conflitti e di solito preferiscono evitarli. L?Austria è, ad esempio, uno dei Paesi d’Europa dove si fanno meno scioperi. E non è un caso che gli elettori diano la loro preferenza per Governi di coalizione tra socialisti e conservatori. Le differenze di vedute tendono a concludersi con un «compromesso tipicamente austriaco», espressione che è diventata un modo di dire. Non deve quindi stupire se delle nomine episcopali controverse, arrivate senza consultare la Chiesa locale, non siano accettate facilmente in Austria Sankt Pölten era una diocesi cattolica tranquilla e impegnata, prima dell’arrivo di monsignor Krenn. Quando, dopo 13 anni, egli è stato costretto a dimettersi, la diocesi era profondamente divisa e molti cattolici avevano lasciato la Chiesa. Negli ultimi tempi, la chiesa austriaca aveva cominciato lentamente a riprendersi da questi scandali. Adesso nuove scosse” Bruno Volpe
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