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... non vicini alle posizioni della gerarchia cattolica e non tacciabili di clericalismo. Ma quando si toccano simboli cari al comune sentimento, si corrono questi rischi". Il professore comunque si toglie qualche sassolino dalla scarpa: " io penso che i guai ,in un certo qual modo, siano cominciati proprio con il Concordato che ha accettato i principi della laicità e della neutralità". Che cosa intende dire?: " dunque, penso che sia esatto e fuor di dubbio che il crocefisso sia un simbolo legato alla tradizione e alla cultura del Continente, ovvero alle radici storiche,ma questo non basta per niente, siamo alla superficie del problema". E allora?: " la Croce è principalmente un simbolo religioso, ecco il vero nocciolo del tema. Comprendo e giustifico i laici quando limitano il loro argomentare al tema del segno storico e culturale, fanno il loro mestiere. Giustifico meno i religiosi e i cattolici quando affermano le stesse cose". In che cosa a suo parere sbagliano?: " gli uomini di chiesa sono sempre tenuti a difendere le verità di fede senza cedimenti alla mondanità. Il principio della neutralità è accettabile in un non credente o in un laico,ma un ecclesiastico non può aprire alle mode o a teorie contrastanti con la tradizione. Il Crocefisso è prima di ogni cosa segno distintivo della sola e vera religione,quella cattolica,poi viene tutto il resto". E afferma: " il cattolico vero non può e non deve rassegnarsi al principio della neutralità. Il mio modello e quello auspicabile, è uno stato che si definisca cattolico e ne sia anche orgoglioso,in cui il Crocefisso regni gloriosamente negli edifici pubblici e dappertutto. Ma bisogna anche sottolineare che nella corte che ha statuito quella decisione assurda vi era un giudice cattolico adulto italiano. Questo lo ho sentito dire da pochi,evidentemente non è politicamente corretto". Bruno Volpe |
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Nel dibattito sempre vivace sulla questione legata al Crocefisso e alla sentenza sconcertante della Corte di Strasburgo, Pontifex ha ritenuto sensato ascoltare il parere di un laico, ma affezionato alla Chiesa, cioè il professor Roberto De Mattei, docente di storia contemporanea, di storia della Chiesa ed anche direttore della prestigiosa rivista Radici Cristiane, un serio punto di riferimento per ogni buon cattolico rispettoso della tradizione. Professor De Mattei, la ha meravigliato la decisione della Corte?: " assolutamente no. E' del tutto coerente con un indirizzo ormai stabile della Comunità Europea in tema religioso,anche se questa volta la Comunità Europea non ha nulla in comune. Ma noto una straordinaria affinità elettiva e una indiscutibile unità di indirizzo". Che cosa invece la ha sorpreso?: " la piacevole sollevazione di massa avvenuta in Italia anche da parte di esponenti di partiti sicuramente ...
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