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Omelie indigeribili? Nei seminari la liturgia oggi é una Cenerentola. Bisognerebbe fare un sapiente lavoro di ruminatio per rendere comprensibile ed adeguata la Parola di Dio. Ne sentiamo di tutti i colori Stampa E-mail

Omelie indigeribili? Nei seminari la liturgia oggi é una Cenerentola. Bisognerebbe fare un sapiente lavoro di ruminatio per rendere comprensibile ed adeguata la Parola di Dio. Ne sentiamo di tutti i coloriMonsignor Mariano Crociata, Segretario Generale della Cei, ha lanciato l'allarme sul tema omelie che a volte sembrano poco digeribili. Insomma parole forti, precise e chiare. Sul tema, abbiamo chiesto un commento al professor Alessandro Toniolo, teolgo, ed anche molto esperto di liturgia, materia della quale é padrone e serio competente. Professor Toniolo, condivide le parole di Mosignor Crociata?: " sicuro che le condivido, ma in effetti il tema delle omelie e della loro possibile inadeguatezza, é abbastanza risalente nel tempo, se ne é parlato ampiamente, tanto che il professor Manlio Sodi, ha redatto un ottimo e prezioso dizionario  che si occupa dell'argomento". Problema della digeribilità: da che cosa dipende questa " pesantezza" delle omelie?: " da un fenomeno innanzitutto. Vale a dire che ormai alcuni sacerdoti si allontanano dal quella indispensabiole opera di ruminatio della Parola, nella lectio divina. In sostanza, ...

... per banalizzare, se chi predica, non ha a lungo meditato sino a ruminare la Parola, molto difficilmente saprà renderla appetibile all'assemblea liturgica, con risultati prevedibili e  quasi scontati". Precisa: " se io non sono padrone della materia della quale devo trattare, penso che sia difficile che possa riportarla al pubblico in modo accattivante e preciso". Si assiste, spesso, fatte le debite eccezioni, ad omelie lunghe, stravaganti e o quanto meno fuori tema, da che cosa dipende tutto questo?: " in parte le ho già risposto, ovvero con la carenza di quel sano lavoro che é la ruminazione della Parola, la meditazione e dunque l'assimilazione della stessa. Non é che manchi lo studio, probabilmente é indirizzato male. Poi alcuni preti, davanti al microfono, durante la messa, si fanno prendere da una sorta di narcisimo e ne dicono di tutte e di più. Vi é chi legge stampe, chi  fa il tribuno, altri che parlano di situazioni contingenti se non di fatti personali o della comunità che poco o nulla hanno a che vedere con l'argomento del giorno, di ciò che tratta la Parola. La Parola va rispettata sin dalla orazione colletta. Altri preti si lasciano coinvolgere da temi e lati emotivi, insomma occorre fare capire la Parola. Ma la si fa comprendere se chi la espone, ne é padrone, altrimenti il risultato é deficitario e modesto". Pensa che sia compito dei Vescovi vigilare maggiormente su questi temi?: " i Vescovi italiani sono bravi e responsabili. La colpa non é loro, fanno con rigore quello che possono. Il vero nodo gordiano sta a monte". Qual é?: " ormai nei seminari, semivuoti e poco affollati, la liturgia ed anche il latino, sono diventati delle cenerentole nell'insegnamento. Non si attribuisce loro qualla rilevanza che avevano negli anni venti o trenta. Rispetto alla liturgia, per una scelta didattica, si é data maggior importanza alla dogmatica e alla esegesi della Parola. Per altro non sempre ben fatto. Bisognerebbe tornare a dare nei seminari, alla liturgia il posto che essa merita".

Bruno Volpe

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