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Domenica scorsa sulla Gazzetta del Mezzogiorno, con ampi richiami in prima pagina di spalla, veniva pubblicata una notizia, sotto forma di intervista, che riportava perplessità e dubbi pesanti sul conto di Tele Radio Padre Pio e degli stessi frati del convento. Roba da lasciare senza parole, se vera. Sul punto, per doverosa imparzialità , abbiamo ascoltato il parere di Stefano Campanella, biografo di Padre Pio e direttore della emittente che svolge da sempre una benemerita, limpida e trasparente attività per diffondere il messaggio del Santo e della Chiesa cattolica. Dunque, Campanella, sul primo quotidiano pugliese, si é parlato di un gioco di società intitolato Padre Pio é mio, pubblicato dalla vostra emittente: " tutto assolutamente vero, ma questa cosa risale ad otti anni fa. Intanto non si tratta di un gioco di azzardo, ma di una banalissimo Monopoli con finalità didascaliche che questo nostro ...
... simpatico accusatore, un pittore foggiano che non so come e dove lo ha rinvenuto". Allora il giochino esiste: " certo e chi lo ha mai negato. Ma, lo ribadisco, ha finalità didascaliche di apostolato e non di lucro. Del resto, mi scusi, molte librerie serie ed autorevoli, sono piene di libricini, giochi facili per bambini con oggetto la vita ed il pensiero dei santi e nessuno si straccia le vesti. Ma quando questo ha per oggetto Padre Pio, ecco che si scatena il pandemonio. Insomma, si trova sempre il motivo per mettere il santo in prima pagina, fa vendere i giornali, una garanzia. Peccato che il giornalista, uomo esperto, che ha scritto quell'articolo, sia lo stesso che aveva equivocato molte cose sulla visita del Papa a San Giovanni Rotondo raccontando cose non vere e ci aveva obbligati ad una smentita". Un attacco premeditato?: " non lo so e mi auguro di no. Certo, una enorme superficialità . Strano che la nostra puntualizzazione abbia avuto spazio,ma molto minore. Lo ripeto, attaccare o parlare male di San Pio fa vendere". Agirete in giudizio?: " io lo ho consigliato ai frati e spero che lo faranno, la cosa potrebbe approdare nelle aule di tribunale, ma non per senso di vendetta, quanto di giustizia. E' arrivato il momento di lanciare un messaggio chiaro e forte. Basta con mazzolare Padre Pio senza rendere conto alla giustizia e alla verità ". E la storia della lotteria nei locali della Chiesa?: " nulla di strano o eclatante. Non é la prima volta che nei locali parrocchiali o di una chiesa si faccia una pesca di benedificienza. Solo questo lasciato alla libera volontà della gente. Ma pochi si chiedono come amministrano questi soldi i frati. Lo fanno correttamente e con carità ,provvedendo alle mense e ad opere missionarie". Qualche turbolenza, però, la aveva scatenata una presunta intervista di padre Belpede: " alt. Qui siamo al punto. Padre Belpede aveva concesso ad una Tv satellitare di Al Gore una intervista su Padre Pio. Con microfoni che sembravano spenti é stato registrato a sua insaputa una battuta. Regolarmente registrata e mandata in onda senza che lui lo sapesse. Il frate, persona perbene, ha inviato comunque un messaggino all'intervistatore, che invece di custodirlo, lo ha voluto far pubblicare. Siamo alla violazione di corrispondenza privata. Mi dica lei se tutto questo é giusto". Insomma, povero Padre Pio, non trova pace neppure da morto. Ed ora potrebbe risbarcare in tribunale. Al Gore non si comanda. Bruno Volpe
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