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| La morte non é la fine, ma l'inizio di una nuova vita. Chi nega questa verità di fede non é un credente. Gli altari dei morti messicani? Pittoreschi, ma contrari alla idea di trascendenza e pagani |
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| Venerdì 29 Gennaio 2010 00:00 | |||
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... un periodo di prova, e prepararci degnamente alla vita eterna, all'altra dimensione. Quello che facciamo ora sarà il banco di prova per l'altra vita, quando per le nostre azioni saremo giudicati". Che cosa vuole dire?: " che al termine del nostro viaggio terreno, ed in attesa della parusia, la seconda venuta gloriosa di Cristo, ci aspettano due terminal. Il Paradiso, se giudicati saremo ritenuti degni di essere ammessi a contemplare nella gloria il volto di Dio,o l' inferno se la condotta nostra avrà offeso la bontà di Dio. Poi esiste il Purgatorio, diciamo una tappa intermedia per scontare i peccati veniali". In sostanza non bisogna aver paura della morte: " il timore é lecito, per carità. La morte non é un evento naturale, anzi é contro natura perchè cozza con l'istinto della conservazione. Ma questo timore, giustificato da un punto di vista terreno, viene vinto da Cristo che ha sconfitto la dimensione della morte". In che modo si può considerare colui il quale nega la vita eterna?: " spiacevolmente questa tendenza esiste ed é il frutto di una fede che necessita di crescita e di fortificazione. Non bisogna scoraggiare questi fratelli, ma cercare di convincerli dolcemente che esiste una vita eterna, che é la nostra speranza, che da sempre é esistito, sin da Platone, un anelito alla trascendenza. Chi la pensa all'opposto, si abbandona ad una visione materialista del mondo, in base alla quale con la morte tutto cessa. In fondo, questa é una forma di pensare pessimista. Il primo materialista della storia fu Epicuro". A proposito di morte,esiste un popolo che di questa ha un forte concetto, i messicani che in occasione della commemorazione dei fedeli defunti organizzano i tradizionali altari dei morti e depongono sulle tombe dei cari cibi e bevande: " certo, le tradizioni sono una bella cosa e questo attaccamento é apprezzabile nella ispirazione. Ma nella forma lo trovo pagano, in quanto banalizza l'evento trascendente ". Bruno Volpe Commenti (0)
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"La morte non é la fine di tutto, ma solo l'inizio di una nuova vita": lo afferma il noto teologo,sacerdote e docente, professor Renzo Lavatori. Professore, talvolta anche cattolici o gente che va a messa, sostiene di non credere o dubitare affermando che dopo la morte non esiste più nulla: " mi permetta di dissentire decisamente. Questa non é una visione cristiana e cattolica del mondo e chi pensa così, non penso che possa definirsi credente, con tutto il rispetto che questi merita". Insomma, qual é il non facile rapporto tra morte e vita?: " dunque, la morte non é mai la fine di tutto. La morte non trionfa, altrimenti la nostra fede sarebbe un fallimento, meglio chiudere bottega. La morte fisica rappresenta solo il passaggio ad un altro stadio della nostra esistenza, in sostanza la vita cambia, ma non ci viene tolta". E l'esistenza terrena?: " proprio in terra dobbiamo sforzarci, con quello che si potrebbe definire ...









