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Intervistare Marek Skwarnicki, noto giornalista cattolico polacco, amico personale di Giovanni Paolo II e definibile come il Messori della nobile nazione polacca, é un onore. Lo abbiamo rintracciato di prima mattina nella sua abitazione di Cracovia via telefono. Vista l'ora é piuttosto sorpreso ed anche addormentato, ma accetta volentieri il dialogo. Dottor Skwarnicki, che idea ha di Giovanni Paolo II?: " io rispetto e apprezzo la giusta prudenza della Chiesa nel suo processo di beatificazione, specie per un Papa. Fa onore alla Chiesa e allo stesso Papa e ritengo che il processo debba essere serio, ragionato e meditato, proprio nell' interesse di Giovanni Paolo II, oltre che della stessa chiesa. Un mese prima o dopo non cambia la sostanza delle cose e non mi sembra la fine del mondo". Poi aggiunge: " io credo che, indipendetemente dal giudizio canonico, che comunque va accettato col massimo rispetto, egli ...
... sia già santo e ci guarda dall' alto con la sua benevolenza. La santità fece parte attiva della sua vita, in ogni opera. Dunque da un punto di vista di coerenza col Vangelo può tranquillamente essere definito un santo". Lei spesso é stato nel suo appartamento a Roma. Lo ha mai visto pregare?: " certamente. Ho anche assistito tante volte alla sua messa privata nella cappella, la mattina". Che idea ne ha ricavato?: " indubbiamente la sua preghiera, sia come orazione, che come celebrazione liturgica, era davvero molto intensa, direi mistica. Lui si estraniava dal contesto, si isolava e pensava solo ed esclusivamente al divino sacrificio che celebrava. Era in profondo ed intimo contatto con Dio. Un dono che solo i mistici o gli asceti possono avere". Poi precisa: " credo che nella sua comunicatività ed anche nella gestualità della celebrazione abbia molto influito, positivamente, il fatto che in gioventù abbia recitato come attore nei teatri". Che cosa intende dire?: " conosceva i tempi, i gesti. Li calibrava come si doveva fare. Alla liturgia ha sempre dato molto importanza, come lode al Signore e pensava che questa lode meritasse un modo adeguato e degno. E soprattutto una concentrazione forte, un isolamento dalle realtà terrene". Che ricordo personale ha in particolare?: " vado con la mia mente alla sua visita di Fatima. Vi era tanta gente che lo attendeva, eppure volle recarsi nella cappellina della santa Madre Maria. Io ero con lui e vidi il suo volto cambiare aspetto. Ai piedi della Madonna pianse, si commosse come un bambino, le mise un rosario attorno al collo, prese con energia il suo e rimase come in estasi. Quel suo pianto umile davanti alla Madonna non lo cancellerò mai. Era un innamorato di Maria". Le risulta che Giovanni Paolo Ii stimasse la Opus Dei?: " certo, apprezzava ed ammirava molto la Obra e mai nascondeva la sua ammirazione per il fondatore. La riteneva importante e seria per la Chiesa cattolica. Varie volte sia a Cracovia che a Roma hacercato di mettersi in contatto con la Opus Dei verso la quale ha sempre manifestato grande simpatia. In molte celebrazioni importanti ha richiesto la presenza di sacerdoti della Obra, e da questa era ricambiato di cordialità . La dimostrazione? La elevazione della Opus a Prelatura personale, una idea che aveva sempre incoraggiato ed apprezzato". Bruno Volpe
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