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Come ormai é noto, la commissione vaticana che si occupa del processo di beatificazione di Giovanni Paolo II ha scartato la pista del miracolo, relativo alla guarigione dal parkinson della suora francese. Questo evento sembra allungare i tempi del processo, in quanto ora il postulatore deve proporre un altro dei tanti presunti miracoli attribuiti alla intercessione del papa polacco. La decisione ha suscitato qualche sconcerto. Ne abbiamo discusso con il noto giornalista e vaticanista Gian Franco Svidercoschi, biografo dello scomparso pontefice. In che maniera valuta questa decisione? : " sicuramente escludo ogni ipotesi di complotto o dietrologia, che spesso si affaccia davanti a questi fatti,anche se resto in tutta sincerità sconcertato". Da che cosa?: " data per buona, ed ho qualche legittimo dubbio, la valutazione della commissione, mi pongo due domande". Quali?: "come mai la commissione di medici ...
... francesi, noti e bravi professionisti, abbia concluso in un modo e ben due anni dopo quella vaticana cambia atteggiamento. E se non ne erano certi, perché non dirlo per tempo e già fare predisporre un altro miracolo da esaminare?. Inevitabilmente i tempi si allungano ed ora la vedo difficile la beatifcazione per questo anno. Una delusione non solo per i polacchi, ma per tutti i cattolici". Crede che tutta questa storia sia stata ben trattata?: " rispetto le decisioni della Chiesa, ma sono convinto che sia stata maneggiata con troppa confusione, in un modo pasticcione e arruffone, con tante visioni diverse. Insomma, una macchina della Chiesa che ancora una volta ha dimostrato di non essere funzionale alle eventualità e ai tempi. Bisogna correre ai ripari". Poi una considerazione amara: " Papa Benedetto XVI aveva dimostrato grande generosità nei confronti di Giovanni Paolo II, e tuttavia mi sembra nel rispetto delle regole, ben orientato. Ma non comprendo tanto eccesso burocratico nei confronti di un uomo che il mondo considera santo e che lo é". Poi precisa: " indubbiamente può essere che la Chiesa abbia le sue responsabilità involontarie, ma anche il libro della Poltawska può aver generato equivoci e ritengo che il postulatore, una brava persona, avrebbe potuto attendere nella pubblicazione di alcuni documenti. Questo assieme di circostanze potrebbe aver influito negativamente", E conclude: " ora vi é il serio rischio di una Chiesa cattolica polacca e della stessa popolazione ferita, nella storia della Chiesa non é mai avvenuto l'annullamento di un miracolo. Penso che la gestione di questa vicenda non abbia rispettato la memoria e la dignità di Giovanni Paolo II". Bruno Volpe
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