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Il relativismo culturale danneggia le fasce deboli. Sbagliato credere che esistano varie verità. Bisogna difendere con rigore e coraggio i valori non negoziabili da cattivi maestri e comunicatori senza scrupoli. La creazione appartiene solo a DioLa settimana scorsa, Papa Benedetto XVI lanciò un ennesimo ed accorato appello contro il relativismo culturale ( che va di pari passo con quello etico), ormai una costante del suo alto pontificato ed anche del suo pensiero espresso ben prima di salire al Soglio di Pietro. Chiediamo al noto ed autorevole sociologo ed esperto di questioni religiose, professor Massimo Introvigne, una sua interpretazione di quello che intendeva dire il Papa: " premesso che non mi ritengo tanto presuntuoso da interpretare il Papa, dico quello che penso io". Lo dica pure: " il relativismo culturale é un fenomeno abbastanza antico e non degli ultimi anni, anche se in questi tempi ha conosciuto una forte spinta. Domina l' antropologia specie a cavallo degli anni 80 e 90,e pone a base il concetto di una specie di divinità: la cultura e la scienza come punti focali. Ma queste due categorie ,secondo la logica relativista, non impongono valori fissi, ...

... bensì variabili. Certo, sarebbe impensabile da un punto di vista etcnico pretendere che certe tradizioni e visioni della vita siano uguali per un africano ed uno svedese, ma bisogna riconoscere che esistono dei punti fermi uguali per tutti. Il relativismo contesta questo principio di verità, o meglio la esistenza della verità".

In che senso?: " nel nome di una specie di delirio di onnipotenza dell' uomo e della scienza, si presume che non esistano regole fisse e certe, specie nel terreno etico e che ognuno sia libero di agire come gli pare, e dunque che l' omicidio viene scriminato in alcune situazioni, che la famiglia può essere smantellata come conviene e  via discorrendo. Questi falsi valori culturali, hanno una evidente caduta su quelli etici e  dunque relativismo culturale e relativismo etico sono parenti stretti".

Il Papa ha detto che questo relativismo culturale favorisce i poteri forti: " é vero, non fa una piega. Penso a chi non può permettersi il lusso di comprare vari quotidiani per formarsi una idea completa. Costoro se la creano sul web o su pochi fogli, spesso tendenziosi, conformisti e legati alla cultura anticlericale per prevenzione. Questo chiama pesantemente in causa i comunicatori sociali, e per essi gli editori, figli di un particolare clima di ostilità alla Chiesa, laicista e talvolta come avviene negli Usa anche massonico".

Insomma chi ci rimette?: " i ceti deboli e i fragili, coloro che si fanno condizionare ed aumentano di giorno in giorno in modo allarmante. I siti e giornali che contrastano questo modo di pensare sono pochi mentre esistono autentiche bocche da fuoco del laicismo che ormai dettano legge".

Ma per quale motivo la industria dei media é ostile al cattolicesimo?: " perché rende, nel giorno in cui notassero una maggioranza cattolica, cambieranno anche loro, rispondono a logiche di commercio. E a poteri forti che vedrebbero bene una società senza Chiesa e fede".

Che cosa pensa del recente esperimento dello scienziato americano sulla vita "sintetica"?: " apprezzo la cautela della Chiesa. In fondo costui lavora pur sempre sulla materia già esistente e dunque non ha creato la vita, che solo Dio può fare. Piuttosto bisogna stare attenti ed esprimere qualche legittima perplessità su come queste eventuali scoperte in campio bioetico, possano essere usate. Spero a fine di bene".

Bruno Volpe


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