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Il Vaticano II ?. Spesso se ne parla, senza neppure conoscerne gli atti. Non fu rottura, ma continuità Stampa E-mail

Il Vaticano II ?. Spesso se ne parla, senza neppure conoscerne gli atti. Non fu rottura, ma continuitàDifendere il Concilio. Ecco il titolo di una bella ed interessante pubblicazione scritta a quattro mani dal Vaticanista Rai, Aldo Maria Valli e dal Vescovo Emerito di Ivrea, Monsignor Luigi Bettazzi. Il libro,edito per i tipi della San Paolo, descrive in maniera molto discorsiva i temi salienti del Concilio Vaticano II,che per  taluni rimane ancora il grande sconosciuto. Del libro, Pontifex ha parlato con Aldo Maria Valli, giornalista di razza, il cui maggior pregio, risulta appunto la chiarezza espositiva.  Difendere il Concilio, titola. Come direbbe quel tale,la domanda sorge spontanea. Se ci si difende, allora qualcuno… attacca. “Non è proprio così. In verità, nel titolo abbiamo riassunto due tendenze opposte e contrarie,ma alla fin fine, figlie della stessa causa,cioè la mancata e totale conoscenza degli atti tutti del Concilio. Da una parte vi è chi loda a priori e sfrenatamente il Concilio, interpretandolo come rottura ...

... o discrepanza con la tradizione. Per altro verso, vi sono coloro i quali,anche per partito preso e a priori, criticano il Vaticano II, bollandolo quale modernista. Insomma, ecco i due attacchi, ma più che attacchi, parlerei di correnti di pensiero diverse”.

Per quale motivo, Valli,ha voluto occuparsi proprio del Vaticano II?: “ Intanto quando quel Concilio si è tenuto,io ero ancora un ragazzo. Dunque ho sento la nostalgia di rivisitarlo dal punto di vista storico. E credo che i padri Conciliari lavorarono molto ed anche tanto bene, fu una tappa molto importante”.

Del Vaticano II parlò in un famoso discorso  alla Curia ,il Papa Benedetto XVI: “ Il Pontefice   affermò chiaramente che  il Vaticano II non è mai stato un momento di rottura, di rivoluzione,ma di continuità nella tradizione. Insomma la Chiesa non ha mai disprezzato né messo in cantina il suo passato. Bisogna guardare giustamente al futuro e al domani,ma senza rinnegare il patrimonio di un tempo cioè la tradizione. Insomma,continuità che si rinnova lentamente”.

Ha scritto il libro con il Vescovo Emerito di Ivrea Monsignor Luigi Bettazzi,qual è la ragione di questa scelta?: “Come già ho avuto modo di dirle poco fa, io non ho fisicamente assistito ai lavori. Ai quei tempi ero un giovanetto di belle speranza e basta. Quindi ho voluto che la mia opera fosse surrogata dai ricordi e dalle idee di uno dei più entusiasti Padri del Concilio Vaticano II e deve riconoscere che la collaborazione è risultata molto interessante e fruttuosa”.

Monsignor Bettazzi è considerato un… vescovo rosso: “ Ritengo che sia un errore buttare le cose di fede in politica. Io rispetto le valutazioni del Monsignore,lui le mie. Il nostro lavoro è stato asetticamente storico, cioè di rivisitazione di quei due aspetti tanto lontani  ed anche tremendamente vicini: chi loda il Vaticano II senza ragioni logiche e valide e chi lo butta al mare  in ragione di pregiudizi. Entrambe le posizioni mi sembrano in equivoco, poco razionali e meritano ognuna  per suo conto una confutazione. Per esempio Papa Giovanni XXIII,  non ha affatto il contorno di un rivoluzionario,quanto di un  parroco tridentino legato a San Carlo Borromeo.  Ma nell’immaginario lo si dipinge molto diversamente”.

di Bruno Volpe

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