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La tv non è tutta spazzatura. Deve informare e non educare Stampa E-mail
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La tv non è tutta spazzatura. Deve informare e non educare“Se un programma non piace o crea ripugnanza esiste pur sempre il telecomando”, lo afferma uno dei mostri sacri del giornalismo televisivo, Lamberto Sposini. Al noto conduttore chiediamo un giudizio su chi afferma, probabilmente esagerando e con toni apocalittici ,che oggi la tv è spazzatura. Sposini, è davvero il caso di stilare un bilancio tanto negativo? “Penso di no. Poi, grazie al cielo, hanno inventato anche il telecomando. Quando un programma e non nego che ne esistano di brutti, ed anche bruttissimi, l’utente ha tutto il diritto cambiare canale spingendo sul suo telecomando. Insomma, credo che sia solo questione di libertà di scelte e di gusti. Ovviamente non intendo incoraggiare la televisione trash, ma neppure ergermi a censore dei costumi”. Ma qual è il compito istituzionale della Televisione? “Informare, informare ed ancora informare. Non sta scritto da nessuna parte che la Tv abbia lo scopo di educare. Anzi, ...

...  aggiungo, che ho paura di una tv educatrice, si presta persino a degli equivoci e a rischi…” Che genere di rischi? “Vorrei sapere in fin dei conti chi sia il giudice del bene e del male, chi stabilisca per principio che cosa è buono e che cosa è cattivo. Temo che questa idea di fondo della tv educatrice possa, sia pur involontariamente ed anche per spirito di bene, trasformarsi in uno strumento di pressioni e di manipolazione ideologica. Dunque, io sono per la assoluta libertà, decida il mercato. Se un prodotto vale, lo giudichino gli utenti e la critica. Se no, si boccia da solo”.

Non vi è il minimo dubbio che comunque spesso si oltrepassano i confini della decenza e del buon gusto… “Non lo metto in dubbio. I cattivi professionisti esistono in ogni campo. Ma sia il mercato a giudicarli e mai nessun grande vecchio o censore. In sintesi, confido nella maturità degli utenti”.

Che cosa pensa dell’informazione religiosa oggi in Tv? “Gentilmente, mi spiega che cosa intende per informazione religiosa?”

Le notizie sui temi religiosi… “Dunque anche qui: scindere commento dalla notizia. La TV e i giornali televisivi diano le notizie, relative alla religione, e dico relative a tutte le credenze, con la massima onestà e precisione. Senza partigianerie. Poi anche in questo caso, deciderà l’utente,il fruitore”.

Lei è credente? “Sì, ma ammetto di non esserlo in modo scrupoloso. Non mi definisco una talpa di sacrestia, ma nutro, come è giusto che sia il massimo rispetto verso la Chiesa cattolica e la religione”.

Crede alla necessità di una Chiesa dogmatica? “Certo che sì. Anzi le dico di più, la Chiesa deve, per definizione, essere dogmatica. Non può e non deve permettersi principi democratici intesi alla nostra maniera. Laica. Cadrebbe il castello. La pluralità è bella fuori, mai all’interno. Ovvio che chi non appartiene all’istituzione possa dissentire, ma il cattolico vero accetti il credo scrupolosamente. Insomma come tutte le cose: o si è cattolici o non lo si è”.

Lei spesso ha dovuto fare i conti con la mediaticità di Giovanni Paolo II… “Un fenomeno televisivo, oltre che un grandissimo Papa ed un gigante. Ora lascio da parte gli aspetti teologici, ma mi soffermo su quelli comunicativi. Penso che la religione, in tempi di crisi dei valori, abbia bisogno di recuperare quel tipo di comunicazione. A ben guardare, Giovanni Paolo II diceva le stesse cose di Benedetto XVI, però bucava lo schermo avvicinando anche chi non era cattolico, proprio in virtù della sua forza di comunicazione. Ovviamente nutro ogni rispetto ed ammirazione per Papa Benedetto XVI, due stili diversi”.

Insomma, non tutta la tv è munnezza.. “Basta con le visioni catastrofiste, il cattivo esiste da ogni parte. Se non vi piace,cambiate…”.

Bruno Volpe


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