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Aggressione al Papa, parla il giurista: attentato a capo di Stato estero. Figlia del clima di ostilità al Papa di alcuni giornali e dalle critiche ebraiche Stampa E-mail

Aggressione al Papa, parla il giurista: attentato a capo di Stato estero. Figlia del clima di ostilità al Papa di alcuni giornali e dalle critiche ebraicheHa destato grande commozione ed anche sconcerto l'aggressione di una presunta psicolabile italo- svizzera ai danni di Papa Benedetto XVI durante la Messa della Vigilia di Natale. Ne abbiamo parlato con un giurista esperto, il professor  e avvocato Carlo Taormina. Professore dal punto di vista giuridico, di che cosa potrebbe penalmente rispondere la signora Italo- Svizzera che si é lanciata contro il Papa?: " intanto bisogna accertare il problema delle eventuale extraterritorialità, ma essendo stata ricoverata in una struttura psichiatrica italiana, penso che la competenza per territorio sia quella della giustizia italiana. Meglio, della Procura della Repubblica di Roma che dovrebbe agire di Ufficio". Quale sarebbe a suo giudizio il reato eventualmente contestabile?: " sicuramente quello di attentato ad un Capo di Stato estero, oltre che a turbativa di funzione religiosa". Esiste il problema della eventuale psicolabilità del ...

... soggetto: " questo va accertato con attenzione, lo diranno delle perizie". Da avvocato penalista, ma anche politico esperto, sembra che questi agguati da parte di psicolabili sia una costante dopo la vile aggressione di qualche giorno fa a Berlusconi: " comodo dare tutta la responsabilità al matto di turno, in verità qui si é creato un clima di odio. Non penso che quella che chiamano una distensione dei rapporti porterà da nessuna parte. Le diversità ricompariranno sulle cose essenziali e che tuttora separano. Indubbiamente l'oggetto scaraventato contro Berlusconi a mio parere rappresenta un tentato omicidio". Ma Berlusconi ha perdonato: " mi permetta di dire che questi perdoni sono una buffonata. Infatti Berlusconi ha fatto in tempo a correggersi dicendo che comunque la giustizia deve dare un esempio ed un segnale". Ma il Papa, con tutta probabilità farà lo stesso: " non lo metto in dubbio. Lui é un galantuomo, ma una cosa é il perdono cristiano, altra la giustizia e la stessa giustizia viene chiesta al cristiano". Pensa che esista un problema di emulazione come dicono gli psichiatri?: " può essere, ma ritengo molto più probabile la pista dell'odio e della violenta contrapposizione ideologica che tende a turbare ed innervosire il clima. Esistono nemici da abbatere con la violenza dei fatti e delle parole e queste cose istigano le menti deboli ed irresponsabili". Ma il Papa non ha usato mai toni fuori dalle righe: " lui no, lo ripeto é un Papa esemplare. Ma alcuni servizi televisivi sulla pedofilia nella Chiesa, come se fosse la sola istituzione dove accadono fatti negativi, creano odio in gente senza equilibrio. Ultimamente alcune critiche eccessive da parte di alcuni giornali e dal mondo ebraico sulla firma delle virtù eroiche di Pio XII possono avere contribuito a creare antipatia. Insomma ci vuole prudenza e responsabilità nelle parole e nei mezzi di comunicazione. Usare clemenza  da parte della giustizia con Tartaglia e la signora svizzera sarebbe un errore e lancerebbe un cattivo messaggio".

Bruno Volpe

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