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Babbo Natale e il consumismo non ci salveranno dall’angoscia.  Capodanno, fortemente ansiogeno e stressante“Non ci salverà Babbo Natale dalla depressione e dalla crisi, ma solo l’amore vero. Le feste natalizie e Capodanno sono periodi fortemente ansiogeni, a rischio depressione”: lo afferma il noto psichiatra Alessandro Meluzzi. Meluzzi, Natale  comporta rischi di nevrosi? : “certamente, anzi queste festività, ormai imminenti, sono considerate da noi psichiatri periodi ad alto rischio” .Per quale ragione? : “dunque, si vivono dei piccoli grandi drammi legati alla incomunicabilità, a rabbie represse e alla circostanza di dover stare seduti insieme non per amore, ma spesso solo per convenienza o protocollo con persone che detestiamo. Insomma, la  miglior preparazione ad un Natale sereno è lasciarsi alle spalle i rancori. In caso contrario, meglio disertare la tavola”.  Natale invece che momento di gioia, spesso si trasforma in un momento di  verità, una sfida ad alto rischio: “è così. Si trasforma nel ...

... momento della verità, non a caso  i litigi più furibondi ed insanabili avvengono a tavola durante il Natale. In quella sede si misura realmente la profondità, la serietà degli affetti, se sono sinceri o basati su ipocrisia”.

Un’altro motivo di stress è la corsa al regalo natalizio, come fare per evitarla, ci sono medicine? : “ma quali medicine. La sola medicina è l’amore che vince tutto. Il regalo fatto ad ogni costo ha valore, il più delle volte, compensatorio, il voler farsi ripagare errori o mancanze. Si pensa, sbagliando, che un trenino o una pelliccia o una macchina ultimo modello possano colmare anni di gelo o di indifferenza, se non di rancore. Un invito: regalatevi stima e amore, meglio divertirsi con poco. In fondo, Natale è la festa di Cristo, che ci regala se stesso. Il resto è contorno. Il consumismo moderno ha trasformato Natale in una corsa all’acquisto, che poi confonde e crea ansia. Spesso siamo certi che il nostro regalo non sia bello o all’altezza della persona. Il vero regalo sia l’amore e l’ascolto dell’altro. Di questo, molti hanno bisogno, il saper essere valorizzati ed ascoltati. Il regalo dura l’effimero momento dell’apertura. Poi ognuno rimane con i suoi problemi”.

Veniamo a Capodanno. Vi è anche qui il rischio della depressione, della solitudine? : “certo. Capodanno è uno dei giorni da bollino rosso per gli psichiatri. La ragione è semplice. Vi è l’ossessione del divertimento ad ogni costo, come se un grande vecchio avesse ordinato, bisogna far baldoria per un ordine. Dunque, ecco che si crea l’ansia. Chi non ha veglioni, amici, parenti si sente tagliato fuori, escluso. E non sa che ha Dio. E poi nessuno ordina di far festa”. Dunque esiste una sindrome della notte di Capodanno: “esiste. Ma aggiungo che molte donne, la sera di Natale, pur di evitare incontri sgraditi, questo fa parte della letteratura, non invento nulla, ingigantiscono febbriciattole ai propri bambini e li portano al pronto soccorso, in ospedale. Insomma, pur di evitare il confronto, si sceglie la clinica”. Quali sono i giorni più ansiogeni dell’anno?: “Natale, Capodanno, Ferragosto, la vigilia delle ferie e l’inizio dell’inverno. In Italia giugno è il mese con il più alto numero di suicidi”.

Perché Ferragosto? : “ per la stessa ragione di Capodanno. Una becera consuetudine ci porta a credere che sia un giorno, valga lo stesso per Pasquetta, in cui chi non si diverte è off limits, insomma, si celebra il trionfo dell’esclusione, con il risultato di determinare depressioni o di accentuarle in chi già le ha”.

Insomma che fare per vivere un Natale senza stress? : “ affidarsi all’amore di Dio, essere liberi, non crearsi troppe aspettative e se possibile, in franchezza, risolvere ogni problema, prima. Questo al fine di evitare che il pranzo di Natale sia una fiera dell’ipocrisia con evidenti aumenti di tensione e di emicranie”. Dunque Babbo Natale non ci assicura la salvezza?: “assolutamente. Il vecchietto rosso è fonte di stress. Ci salverà solo l’amore verso Dio, gli altri e la sincerità”. Ci si mettono anche gli igienisti a tutto campo, che ti fulminano per un torrone in più: “ovviamente non metto naso nel caso di patologie. Ma l’uomo ha bisogno di gratificazioni. Dunque meglio un panettone in più, che poi si smaltisce, e una lite in meno. Evitiamo  le mortificazioni da tavola. Anche in questo, Natale crea stress. Non sarà il chilo di troppo a guastarci la vita, ma l’ipocrisia. Natale spesso diventa una resa dei conti e crea il dramma del divertimento ad ogni costo. Viviamolo nella gioia del poco e del semplice  senza grandi e terrene aspettative. Paradossalmente, i poveri lo vivono in modo meno stressante”.

di Bruno Volpe


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