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Vivo un Natale contraddittorio: tra la gioia della festa e  la sofferenza di un’umanità che ha molta zavorra. La vita dovrebbe essere bella come una corsa tra i campi, e invece noIl sofferto Natale del Maestro Franco Zeffirelli, tra gioia e malinconia. Meglio lasciare parlare lui in questa lunga intervista ,che ha deciso di rilasciare a Pontifex. Maestro, che cosa rappresenta il Natale, per lei? : “ se lo analizziamo al lume della fede e della religione, certamente è un momento di gioia, irripetibile e inarrivabile. Ma..” Ecco, quel ma : “ caro mio, viviamo, però ,in un mondo scolorito dove tutto è sì, spesso ipocrita e senza valore. Il Natale è allo stesso tempo molto semplice, eppure enormemente complicato”. Si ferma e aggiunge: “ io vedo progressivamente la nostra discesa nella materia e quindi anche la difficoltà. Tutto ormai è diventato lotta, sofferenza, incertezza. La vita dovrebbe essere, una bella corsa felice e spensierata tra i campi, tra i fiori, con il vento che ci scompiglia i capelli e noi la rifiutiamo, spesso la rinneghiamo. Insomma, Dio ci ha dato il Natale e gli uomini spesso lo rifiutano. Questo mi ...

... da sofferenza”. Di che cosa abbiamo bisogno? : “ in giro esiste molta zavorra. La barca è piena di roba vecchia e inutile, carica di falsi valori, anche di controvalori, false illusioni, venditori di fumo e di chiacchiere, talvolta siamo in concorrenza contro noi stessi. Spero che il Natale ci liberi da questa pesante zavorra, ma ne dubito”.

Il motivo del suo dubbio? : “ siamo gente debole, ormai esausti e stanchi, le abbiamo provate tutte, ma con poco successo. Dunque la gioia del Natale cozza contro un mondo scolorito dove tutto si presume  facile e alla nostra portata, dove non si ha il coraggio qualche volta di dire anche no alle ingiustizie e alle brutture. Dobbiamo fare tutti, cristiani per primi, pulizia in casa e poi guardare fuori. Ma questa opera di sanità la facciamo realmente? Guardi che eliminare le false credenze, le assurdità costa. E noi non vogliamo soffrire. Ecco la mia angoscia: La gioia del Natale e la sofferenza per un mondo che fa acqua da tutte le parti”.

Ultimamente Papa Benedetto XVI le ha dato ragione: ha detto che la giornata mondiale della Gioventù non è un evento festaiolo rock e che il Papa non si può paragonare ad una rock star. Lo aveva sostenuto lei: “ e continuo a dirlo. Questo è un grande Papa.  Il suo predecessore amava quegli eventi di massa e nella sua ottica non aveva torto. Ma Papa Benedetto XVI ,al contrario di Giovanni Paolo II, preferisce meno gente nelle adunanze e chiese piene. Insomma una logica distinta da quella da adunate oceaniche tipica di certi papaboys. La fede è momento di identità ed individualità con sé stessi. Como posso adorare Cristo con musica a tutto volume?. Dove va a finire il senso del sacro del quale tutti abbiamo bisogno come acqua?”.

Veniamo alla Tv, certi programmi a premi,come i pacchi sembrano pittare una società edulcorata che regala soldi: “ quel programma, ma non solo, lo giudico mostruoso e spaventoso. La gente crede che tutto sia dovuto al caso e forse ingenera anche superstizione. Detesto tutti i giochi di azzardo, e quello come altri lo è. Non ho mai giocato al lotto, alle scommesse. Insomma non credo alla fortuna. Tutto dipende da Dio  e dai talenti dell’uomo, dal sudore e dal sacrificio.. A me nessuno ha mai regalato nulla e senza peccare di presunzione, sono avanzato per meriti, mai per un numero e un pacco. No, anche quello fa parte della zavorra. Buon Natale, con gioia e sofferenza da Franco Zeffirelli”.

di Bruno Volpe


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