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E' nelle librerie "Diavoli: come riconoscerli e proteggersi" di Carlo Di Pietro Stampa E-mail
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Pontifex.RomaPrima di poter affrontare la lotta contro Satana, è indispensabile e oltremodo utile sapere alcune notizie circa la sua reale esistenza, la sua natura malvagia e le sue azioni nefaste, realtà che oggi alcuni mettono in discussione. La presente introduzione al testo del caro amico Carlo Di Pietro ha precisamente questa intenzione, in modo che il lettore possa avere delle chiare delucidazioni sulla concezione del demonio nella tradizione e nella dottrina della Chiesa Cattolica. Non è nostro compito perciò entrare in merito al contenuto specifico di questa pubblicazione circa gli aspetti più pratici del combattimento contro Satana. Dubitare dell'esistenza di Satana come ente reale, soggetto concreto e individuale, è una  questione piuttosto recente, sorta, in ambito cattolico, dopo il concilio Vaticano II, verso gli anni 1968 - 70. Prima di questo tempo, l'esistenza reale del demonio era di pacifica accettazione da parte di tutti i credenti ...

... e pensatori cristiani. Una verità che rientrava nel deposito della fede o nella dottrina professata dalla Chiesa.  Alcuni teologi, come Duquoc in Francia, Semmelroth in Germania, Schoonenberg in Olanda, si sono posti la domanda di fondo: Satana esiste realmente o è solo un genere letterario biblico per indicare il male? E’ soltanto un simbolo o una raffigurazione concettuale dell'uomo per segnalare il fatto della cattiveria nel mondo? La questione era già sorta, in ambito filosofico e scientifico, da parte dell'empirismo inglese, in particolare da Hobbes (1588 - 1679) con la sua opera "Il Leviatano", dove affermava la sostanziale impostazione simbolica delle affermazioni bibliche intorno agli esseri spirituali, tra cui gli angeli e i demoni, i quali non possono essere oggetto della conoscenza umana delimitata dall'esperienza sensibile. Alla fin fine giungeva a negarne l'esistenza.

Nell'area cattolica il primo teologo che ha negato in modo netto ed eclatante l'esistenza di Satana è stato il tedesco Haag, nel 1970, con il famoso libro: "La liquidazione del diavolo". A lui seguirono altri teologi e pensatori, tra cui alcuni suoi discepoli. In America il teologo Kelly nel 1968 ha scritto un libro intitolato: "La morte di Satana", con l'evidente intento di negarne l'esistenza.

In Italia l'ex monaco - abate Franzoni si è posto sulla medesima linea, scrivendo nel 1986 un libretto dal titolo suggestivo: "Il diavolo mio fratello", dove sostiene che non esiste la persona del diavolo, il quale viene impersonato dagli individui che vivono accanto a me.

Tuttavia la maggior parte dei teologi cattolici, come Rahner, Von Balthasar, Auer, Ratzinger, Balducci, sostengono ancora oggi la validità della dottrina demonologica sulla reale esistenza del diavolo, sebbene vada purificata da concezioni alle volte arbitrarie e fantasiose, secondo uno studio più attento al messaggio biblico e allo sviluppo culturale e scientifico lungo la storia della Chiesa.

Nel 1995, il teologo francese Laurentin ha difeso con forza la realtà della possessione diabolica e l'azione esorcistica di Gesù. Nel suo libro, "Il demonio mito o realtà?", si sofferma ampiamente sul combattimento della Chiesa contro il demonio; approfondisce il senso e le forme dell'esorcismo; analizza le offensive scatenate dal demonio anche ai giorni nostri, per giungere alla conclusione che esiste l'angelo cattivo o diavolo, quale soggetto vivente e agente creato da Dio, ma privato del proprio bene a causa della libertà con cui ha rifiutato l'amore con il suo peccato.

Il recente insegnamento dei pastori della Chiesa si è pronunciato più volte per difendere e sostenere come dottrina certa e vera la reale esistenza di Satana.

Il concilio Vaticano II espone 18 frasi sulla realtà e l'opera del diavolo nelle sue nefaste azioni nei confronti del mondo, degli uomini e dei fedeli cristiani, riconfermando la fede cattolica tradizionale. Alla fine proclama la vittoria di Cristo, iniziata con la sua morte e risurrezione e che sarà portata a compimento con la sua gloriosa venuta alla fine dei secoli.

Il pontefice Paolo VI si è soffermato in modo esplicito sulla questione del diavolo, due volte nel 1972 e una volta nel 1977, dove ha manifestato la sua impressione che "da qualche fessura sia entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio”.

Similmente Giovanni Paolo II, in due catechesi al popolo di Dio nel 1986, ripropone le tesi essenziali della dottrina cristiana, ribadita dal nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica, pubblicato nel 1992.

Una questione fondamentale riguarda l’origine dei demoni. Essi sono stati creati da Dio quali esseri angelici e in quanto tali sono buoni. La loro cattiveria non trova la causa in Dio sommo bene, ma unicamente da una loro libera scelta (concilio Lateranense IV del 1215).

Sono perciò creature a tutti gli effetti e non possono essere considerati come dei o semidei, similmente ai demiurghi greci. Sotto questo aspetto essi hanno i limiti degli enti creati, dipendenti dal Creatore che ha dato loro l'esistenza.

Da qui sorge la domanda di sapere quale sia stata la loro colpa o il loro peccato, che li ha resi malvagi da buoni che erano.

L'opinione primitiva fu quella di un peccato carnale, in conformità alla tradizione legata ad Enoc, secondo il quale gli angeli si sarebbero innamorati delle belle figlie degli uomini e si sarebbero uniti ad esse, generando dei giganti terribilmente malvagi e fautori di ogni male sulla terra. (Cf. Gen 6, 1-4)

Ben presto i pensatori cristiani si orientarono verso altre spiegazioni, basandosi in particolare sul testo biblico di Sap 2,24, in cui si dice che la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo, indicando nell'invidia per Adamo la causa del peccato diabolico. Ma anche questa opinione fu abbandonata per far posto all'idea di un peccato di superbia e di ribellione a Dio, sostenuta unanimemente dai pensatori cristiani dopo Origene.

Infatuato della sua bellezza e della sua altezza spirituale, Lucifero ha pensato di potersi mettere al posto del Signore del cielo e della terra e non essere più sottomesso a lui, non accettando  la propria condizione di creatura, ma ribellandosi al dominio e all’onnipotenza divina.

Ha trascinato dietro di sé una moltitudine di suoi simili, i quali si sono congiunti a lui nell'insubordinazione a Dio, divenendo suoi compagni di cattiveria. Si parla giustamente del peccato angelico come di uno stato d'alienazione, di un essere che non è più se stesso e non accetta di relazionarsi agli altri e di comunicare con loro, ma di lottare contro Dio e contro gli uomini e tutte le altre creature, rimanendo irrigidito in se stesso con una forma di tronfio orgoglio e di profondo egoismo.

Per quanto concerne la loro pena si ritiene che i demoni siano stati condannati subito dopo il loro peccato, ma non ancora in maniera definitiva, come avverrà alla fine dei secoli.

Nel frattempo essi sono operanti nel mondo e nell'umanità, ma al giudizio universale subiranno la sconfitta totale e saranno puniti nel fuoco eterno.

Circa la determinazione della natura del fuoco infernale, alcuni gli attribuiscono una consistenza fisica, mentre altri propendono per una realtà interiore e spirituale. Oggi la Chiesa ritiene che si tratti di un fuoco sia a livello sensibile ed esteriore sia di valore intimo quale inasprimento e turbamento dello spirito.

L'intento principale del diavolo e dei suoi compagni è quello di allontanare l'uomo dal suo rapporto ordinato con Dio e, di riflesso, con gli altri, con se stesso e con il mondo. Vuole fomentare il disordine, il disorientamento dei valori, il sovvertimento della verità in falsità, del bene in male, dell’amore in odio.

A tale scopo essi suscitano tensioni, rivalità, guerre, antagonismi. Secondo i Padri della Chiesa sono sempre i demoni che causano malattie e sciagure naturali, inventano la magia e l'astrologia, imitano i riti cristiani, favorendo l'idolatria e la mitologia, corrompono la sana dottrina incitando all'eresia, stimolano gli uomini al peccato e al vizio.

Tuttavia è altrettanto chiaro che la loro azione nefasta non è illimitata, poiché sono sottomessi, come tutte le creature, alla volontà divina e agiscono secondo la divina provvidenza.

La parola decisiva non spetta ai demoni, ma a Dio.

Ugualmente si deve supporre che alle azioni malvagie dei demoni si contrappongono gli interventi degli angeli buoni, i quali vengono in difesa e protezione dell'uomo. Soprattutto, e questa è un'idea presente ovunque e ben salda nella dottrina cattolica, i demoni non possono costringere la libertà umana, la quale, con l'aiuto di Dio e con la propria disponibilità, può sempre rigettare le seduzioni del maligno e opporsi ad esse.

Un'ultima considerazione scaturisce dal primato di Cristo con la sua opera redentrice, che costituisce l'evento capitale della vittoria contro Satana.

Con la morte in croce di Gesù si attua la salvezza redentrice totale, di fronte alla quale tutte le potenze avverse come il peccato, la morte e Satana, che ne è il capo, sono annientate.

In effetti il male cagionato dal diavolo trova la sua soluzione, anzi la sua definitiva sconfitta, proprio dall'offerta liberatrice attuata dal sacrificio di Cristo e dalla sua gloriosa risurrezione.

Il riscatto di Cristo stabilisce non solo la vittoria su Satana, ma anche un capovolgimento di situazioni: il male stesso può diventare occasione di crescita e di maturazione nella fede, esso è trasformato in un momento salvifico, se vissuto in unione all'atto redentore di Cristo.

A questo punto la potenza demoniaca non solo non ha più forza contro il cristiano, ma si fa strumento di gloria e di santità, come è avvenuto per numerosi testimoni dell’ascesi e della spiritualità nel cristianesimo, secondo quanto ho manifestato nel mio ultimo libro: “Antologia diabolica". Raccolta di testi sul diavolo nel primo millennio cristiano. UTET TORINO 2007.

Mons. RENZO LAVATORI


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