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Maria Valtorta, profetessa della “estrema evangelizzazione” - Intervista a don Ernesto Zucchini, presidente della Fondazione intitolata alla celebre mistica viareggina Stampa E-mail


Pontifex.RomaA molti il nome di Maria Valtorta può risultare del tutto sconosciuto ma i suoi scritti sono stati tradotti in 21 lingue diverse tra le quali il rwandese e lo swahili, a dimostrazione di come la sua figura sia relativamente poco conosciuta in Italia e, al tempo stesso, nota a molti ai quattro angoli del mondo. Maria Valtorta  (1897-1961) è la mistica viareggina che ha trascorso gli ultimi 27 anni della sua vita in un letto e che in circa 5 anni ha scritto qualcosa come 14.000 pagine di "dettati" e "visioni" senza contare alcuni scritti minori ed un copioso epistolario. Per saperne di più, l’Ottimista ha intervistato don Ernesto Zucchini, parroco nella diocesi di Massa Carrara, presidente della Fondazione Maria Valtorta, nonché uno tra i maggiori studiosi della sua opera. Innanzitutto, chi è Maria Valtorta? Semplicemente, ma proprio per questo complesso, una mistica. Nei due sensi che di solito si dà a questo termine: una cercatrice del Volto di Dio e, al tempo ...

... stesso, una Persona con doni particolari e con in più il segno dell’incomprensione. Nata a Caserta da genitori lombardi nel 1897, si è trasferita a Viareggio nel 1924 e qui ha passato la sua vita e i suoi doni fino al giorno della morte, il 12 ottobre 1961. Il suo carisma o dono particolare è stato quello della scrittura. Iniziato in una data precisa: 23 aprile 1943, è continuato quotidianamente fino al 24 aprile 1947 e poi, sempre più ridotto, fino al 1956. Tra le prime due date, dunque a cavallo della fine della II guerra mondiale e sotto i bombardamenti della Linea Gotica, Maria Valtorta ha scritto il grosso delle sue opere. Tra quaderni scritti ed epistolario ha superato le quattordicimila pagine. Fra queste si evidenziano il grande racconto del vangelo (prima edito come Il Poema dell’Uomo Dio e poi col titolo L’Evangelo come mi è stato rivelato) che attualmente è edito in circa cinquemila pagine distribuito in dieci volumi.

Quali sono le finalità della Fondazione che lei presiede?

Dette in maniera distinta sono tre: far conoscere Maria Valtorta, far conoscere le sue opere e sostenere le radici cristiano-giudaiche nelle quali la vita e l’opera di Maria Valtorta si sono realizzate. L’impegno è dunque vasto, ma il fuoco è su lei: Maria Valtorta. Noi della Fondazione crediamo alle sue virtù eroiche e già per questo meriterebbe una conoscenza approfondita. Ci sono poi gli scritti e noi riteniamo che rappresentino un’opportunità spirituale anche per oggi. Faccio un esempio: nel 1948 la nostra scrittrice profetizzava una futura “nuova evangelizzazione”, una “piena nuova evangelizzazione” con “nuovi evangelizzatori” e una successiva “estrema evangelizzazione”. Ma anche le descrizioni geografiche della Palestina di duemila anni fa hanno una precisa e sorprendente rilevanza storica e scientifica.

È ipotizzabile in un futuro prossimo l'apertura di un processo di beatificazione?

Il tema è molto complesso. È stato tentato, ma per vari motivi tutto si è fermato. È convinzione dei componenti della Fondazione che solo dopo studi seri e accademici sarà possibile riprendere l’itinerario della beatificazione. Questo tuttavia non tocca la personale e soggettiva convinzione di ciascuno sia sulla santità personale di Maria Valtorta sia sul valore e sulla provenienza degli scritti valtortiani.

Qual'è l'effettiva conoscenza di Maria Valtorta nel mondo cattolico?

Bastano i dati certi per indicarne la propagazione. Attualmente è tradotta in ventuno lingue e, approssimativamente, le sue opere sono vendute intorno alle cinquantamila copie annue in tutto il mondo (il numero reale non è stato mai diffuso). Direi che sono numeri di assoluto rilievo. Ma questi numeri non bastano. Ribadisco la necessità di studi accademici per definirne i contorni ed evitare fraintendimenti. Se le devozioni sono buone è certo invece che il devozionismo, di sua natura irrazionale, è cattivo.

I suoi libri furono messi all'Indice: qual'è la posizione attuale della Chiesa?

Questo è l’aspetto più duro. Maria Valtorta prevedeva grossi problemi da tutti i punti di vista per la sua opera. Voleva fosse chiaro il suo intendimento cattolico e la sua sottomissione alla Chiesa. Per questo arrivò per due volte a diffidare, tramite lettere d’avvocato, i Servi di Maria, inizialmente potenziali eredi degli scritti, da usare i suoi stessi scritti senza il permesso della Chiesa o contro la sua dottrina. I Servi di Maria, per diverse ragioni, rifiutarono l’eredità valtortiana. Tuttavia, già precedentemente a questa posizione, Pio XII dispose di pubblicare gli scritti così com’erano. Ma alla fine del 1959 la Chiesa mise all’indice, per motivi di ubbidienza, la prima edizione in quattro volumi. La Santa Sede si sentì toccata dalla prima pubblicazione anonima. Il Vaticano chiedeva di attendere una consultazione più approfondita. Le apparenti necessità spirituali di persone semplici indussero però all’immediata pubblicazione sulla parola detta privatamente da Pio XII. Nel 1959, poi, questo Papa era morto da un anno e la sua autorevole parola non bastava più. Per cercare di capire bisogna però tenere anche presente la notevole quantità di pseudo-apparizioni mariane. In quegli anni ne sono state contate oltre duecento. Oggi la Santa Sede e la CEI si mantengono sulla linea della messa all’indice, affermando che non sembra ci sia nulla di soprannaturale negli scritti. Tuttavia nulla è stato detto o scritto sulla persona di Maria Valtorta e nulla vieta di studiare i suoi scritti o di pregare per la sua beatificazione. Approfondimenti e preghiera, pur nel rispetto delle dichiarazioni ecclesiali, possono far cambiare molte cose. In passato è già accaduto varie volte. [Fonte L'Ottimista]

Federico Bonuccelli



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Commenti   

 
#11 gaga_67 2012-04-30 19:17
Gentile Cielo,
quello che lei dice può essere vero ma:
- purtroppo anche la stessa lettura della Bibbia ha portato ad eresie e scismi. Se uno vuole separarsi dalla Chiesa ogni interpretazione personale serve allo scopo e non dipende certo dalla fonte.

- nell'Opera di Maria Valtorta non ci sono errori dottrinali o eresie è questo è l'importante. Se poi uno usa in modo sbagliato e interpreta come vuole gli scritti questo è un problema del quale non si può ritenere colpevole l'Opera stessa ma chi falsa la corretta interpretazione.

- nessuno vuole prendere l'Opera come sostituzione dei Vangeli canonici che sono e rimangono quattro. La stessa Maria Valtorta ha sempre voluto essere all'interno della Chiesa Cattolica e l'Opera deve essere letta in tale ambito.
Maria Valtorta dentro la Chiesa Cattolica e le prove di questa sua precisa volontà sono documentate dalle lettere di diffida dall'utilizzo degli scritti al di fuori della Chiesa Cattolica che ha mandato al superiore dell'Ordine dei Servi di Maria di cui la mistica era Terziaria e l'Ordine stesso erede.
www.santiebeati.it/dettaglio/91766
 
 
#10 Cielo 2012-04-29 15:08
Citazione giordano:
Io direi che è meglio evitare di mescolare il diavolo e l'acqua santa. Padre Pio è una cosa, madre Teresa idem, ma Viska per ora non gode nè di credibilità, nè di autorità e nè di approvazione della Chiesa. Il parere di Viska è assolutamente ininfluente e padre Livio sta scantonando pubblicamente da quando è entrato nel giro dei cosiddetti medjugorjani. Uno che a radio Marie dice che non c'è papa che tenga contro la Gospa, non ha capito niente della fede. Altro discorso vale per la Valtorta, che io ho letto e che ho trovato molto istruttiva. Mi ha risvegliato e mi ha insegnato a pregare per le anime del Purgatorio.


Si ok per certi versi può essere istruttiva ma attenzione la Valtorta non può essere presa come la sostituzione del Vangelo, come hanno fatto in molti....in parecchi passaggi l'umanità di Gesù Cristo e di Maria Santissima, prende il sopravvento, minimizzando la Divinità e la Santità.

Da questo poemio come lo chiamano, sono uscite molte eresie che taluni hanno giocato a loro vantaggio per sostituire la Divinità di Gesù con la sua umanità, giocando in favore dei nemici che vogliono scardinare i Dogmi. Costoro sanno bene che per scardinare la Chiesa bisogna minare i Suoi Dogmi ....ce niente da fare!!!!

In fondo è ciò che succede all'interno di tutto il movimentismo all'interno della Chiesa.
Ad esempio la "dottrina" di una certa lubich (focolarini), ha preso molto dalla "teologia " valtortiana. Con la scusa di Gesù Abbandonato è riuscita a negare la Divinità di Gesù Cristo persino nella sua Anima e di Maria è riuscita a dire e quindi ad insegnare che ad un certo punto, vedendo Gesù in quelle condizioni, ha dubitato. Infatti questa lubich ha portato l'ecumensmo de facto all'interno della Chiesa e delle parrocchie, "grazie" a questa eresia oggi Gesù Cristo è uno come tanti e non il Salvatore...."g razie" a questa eresia la signora lubich ha fondato un impero permesso dall'alto dove al suo interno la Santa Messa non è messa ma una riunione pancretista .....i medjugorjani la pensano esattamente così.....si fanno in quattro per difendere la gospa e i suoi gurini, ma quando li metti di fronte ai Dogmi e all'ubbidienza in certi ambiti ......mostrano il loro vero volto e pensiero.

Cominciamo a ragionare su questo prima....di libri che insegnano a pregare le Anime del Purgatorio ce ne sono stati tanti e di molto belli.
 
 
#9 gaga_67 2012-04-29 09:49
Citazione goffredo:
In effetti la frase evidenziata non compare nella lettera a firma del Card.Ratzinger , ma sappiamo che essa era accompagnata da un allegato,come si evince dal testo della medesima. Un articolo apparso sulla stampa cattolica, con tutta probabilità si tratta de la Civiltà Cattolica del 1961. Il senso comunque è chiaro, vedi anche cafarus.ch


Ci avevo pensato anche io che fosse nell'allegato. Però il cardinale Razinger scrive precisamente:
Citazione:
In merito mi pregio significare all'Eminenza Vostra -la quale valuterà l'opportunità di informare il reverendo ...- che effettivamente l'opera in parola fu posta all'Indice il 16 Dicembre 1959 e definita da l'osservatore Romano del 6 gennaio 1960, "Vita di Gesù malamente romanzata". Le disposizioni del decreto vennero ripubblicate con nota esplicativa ancora su l'osservatore Romano del 1 Dicembre 1961, come rilevabile dalla documentazione qui allegata.
Credo quindi che l'allegato consista proprio nella copia dell'Osservator e Romano del 1960 e 1961 di cui metto un link:
http://www.maria-valtorta.net/images/losservatore_1960.pdf

Mah... non so proprio cosa pensare.
Credo che l'unica sarebbe rivolgersi allo
stesso Prof. Marco Corvaglia.
Oppure può essere, come dice lei, che il suo riferimento sia proprio in quell'articolo della Civiltà Cattolica del 1961. Ma dove trovarlo ?
Io di questo articolo di Civiltà Cattolica non ne sapevo niente.
Proverò a cercarlo in rete.
Se lei avesse dei riferimenti in merito sarei molto grato se me li potesse far avere.
In ogni caso io sono arrivato a pensare che quelle parole non siano riconducibili al card. Razinger. Credo che possiamo dedurre che l'attuale papa si sia limitato a confermare quanto il Sant'Uffizio aveva precedentemente notificato.
In ogni caso la ringrazio per i suoi interventi che mi sono molto utili.
Il sito cafarus.ch lo conoscevo di già infatti parte delle mie informazioni sono partite proprio da lì.
Grazie ancora
 
 
#8 goffredo 2012-04-28 14:40
Citazione gaga_67:
in cui definiva l'opera in questione espressione di «una ben nota categoria di malattie mentali».

La ringrazio molto sig. Goffredo per la sua puntuale precisazione della fonte che a quanto vedo è attribuibile al Prof. Marco Corvaglia.
Quello che salta subito agli occhi è la differenza tra il testo della lettera dell'allora card. Ratzinger e quanto è riportato nell'articolo del Prof. Marco Corvaglia.
Ma anche queste considerazioni attribuite all'attuale Santo Padre non sono riportate nel documento in oggetto.
Davvero molto strana questa cosa.
Lei ha un parere personale che potrebbe aiutarmi a chiarire sig. Goffredo ?


In effetti la frase evidenziata non compare nella lettera a firma del Card.Ratzinger , ma sappiamo che essa era accompagnata da un allegato,come si evince dal testo della medesima. Un articolo apparso sulla stampa cattolica, con tutta probabilità si tratta de la Civiltà Cattolica del 1961. Il senso comunque è chiaro, vedi anche cafarus.ch
 
 
#7 gaga_67 2012-04-27 18:30
Citazione goffredo:


Di seguito invece il caso Valtorta all'interno del fenomeno Medjugorie
(dal libro di Marco Corvaglia):

....

Il 31 gennaio 1985 l'allora cardinale Joseph Ratzinger, in qualità di prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, scrisse una lettera indirizzata all'arcivescovo di Genova, Giuseppe Siri, in cui definiva l'opera in questione espressione di «una ben nota categoria di malattie mentali».

....


La ringrazio molto sig. Goffredo per la sua puntuale precisazione della fonte che a quanto vedo è attribuibile al Prof. Marco Corvaglia.
Quello che salta subito agli occhi è la differenza tra il testo della lettera dell'allora card. Ratzinger e quanto è riportato nell'articolo del Prof. Marco Corvaglia.
Casualmente in internet ho trovato il documento in pdf che sembrerebbe proprio quello ufficiale della lettera di risposta al cardinale Siri con tanto di firma e stemma della congregazione e del quale riporto il link:
www.maria-valtorta.net/images/doc_ratzinger1985.pdf

Come si può vedere il testo è perfettamente uguale a quello che lei sig. Goffredo ha gentilmente postato.
Però nel documento non sono assolutamente riportate le parole che il Prof. Marco Corvaglia utilizza e spende nei confronti di Maria Valtorta e del noto caso clinico a carattere psicologico che attribuisce alla medesima lettera del cardinale Ratzinger.
Che bisogna pensare allora ?
La data della lettera, 31 Gennaio 1985 corrisponde. Il prof. Marco Corvaglia possiede forse un altro documento del cardinale Razinger scritto lo stesso giorno e che presenta un testo diverso da quello che noi conosciamo ?
Mai e poi mai infatti mi permetterei di ipotizzare che il Prof. Marco Corvaglia abbia voluto riportare delle sue personali cosiderazioni avvallandole poi con l'autorità dell'attuale Santo Padre.

Addirittura il Prof. Marco Corvaglia prosegue dicendo:
Citazione:
Il futuro papa Benedetto XVI proseguiva dicendo che gli elementi introdotti nella seconda edizione non cambiano la natura dell'opera, che è costituita da una montagna di puerilità, fantasie, falsità storiche ed esegetiche, diluite in un'atmosfera sottilmente sensuale, a causa di uno stuolo di donne al seguito di Gesù.
Ma anche queste considerazioni attribuite all'attuale Santo Padre non sono riportate nel documento in oggetto.
Davvero molto strana questa cosa.
Lei ha un parere personale che potrebbe aiutarmi a chiarire sig. Goffredo ?
 
 
#6 goffredo 2012-04-27 08:57
Salve gaga. La lettera fu inviata in risposta alla richiesta di un sacerdote della diocesi al suo superiore (Siri):

Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede. Prot. N. 144/58. Roma 31 gennaio 1985.

Eminenza reverendissima, con lettera del 18 maggio pp, il Reverendo...chi edeva a questa Sacra Congregazione, una chiarificazione circa gli scritti di Maria Valtorta, raccolti sotto il titolo: "Il Poema dell'Uomo Dio", e se esisteva una valutazione del Magistero della Chiesa sulla pubblicazione in questione con il corrispettivo riferimento bibliografico.

In merito mi pregio significare all'Eminenza Vostra -la quale valuterà l'opportunità di informare il reverendo ...- che effettivamente l'opera in parola fu posta all'Indice il 16 Dicembre 1959 e definita da l'osservatore Romano del 6 gennaio 1960, "Vita di Gesù malamente romanzata". Le disposizioni del decreto vennero ripubblicate con nota esplicativa ancora su l'osservatore Romano del 1 Dicembre 1961, come rilevabile dalla documentazione qui allegata.

Avendo poi alcuni ritenuta lecita la stampa e la diffusione dell'Opera in oggetto, dopo l'avvenuta abrogazione dell'Indice, sempre su l'Osservatore Romano (15 Giugno 1966) si fece presente quanto pubblicato su A.A.S. (1966) che, benché abolito, l' Index conservava tutto il suo valore morale, per cui non si ritiene opportuna la diffusione e raccomandazione di un'Opera la cui condanna non fu presa alla leggiera ma dopo ponderate motivazioni al fine di neutralizzare i danni che tale pubblicazione può arrecare ai fedeli più sprovveduti.

Grato di ogni sua cortese disposizione in proposito, profitto dell'occasione per confermarmi con sensi di profonda stima dell'Eminenza vostra reverendissima.

Dev.mo Joseph Cardinale Ratzinger .

***

Di seguito invece il caso Valtorta all'interno del fenomeno Medjugorie
(dal libro di Marco Corvaglia):

Singolari consigli per la lettura



La Gospa [La Signora, in croato] sa ricompensare lo zelo che Laurentin [teologo mariano e autore di innumerevoli opere su Medjugorje] ha ripetutamente dimostrato nel difenderla.
Lo stesso mariologo francese ci informa che, il 1º agosto 1984, alla domanda (posta alla Gospa, tramite Marija, da un francescano di Belgrado) «Quale messaggio hai per noi sacerdoti?» seguì la risposta: «Fate leggere ai preti il libro di padre Laurentin e diffondetelo» (risposta registrata in video).
Ovviamente ciò ha suscitato ilarità in chi ha almeno un po' di spirito critico e allora Laurentin si è difeso affermando che non era sua intenzione gloriarsi di quella «sponsorizzazio ne». Ha aggiunto anzi: «Conoscendo molti veggenti, non sono contento quando, molto raramente, qualcuno di loro ritiene opportuno accordarmi degli elogi da parte della Madonna. Ho sempre paura che questo tipo di elogi siano dettati dal desiderio di entrare nelle mie grazie».
Stavolta ha fatto centro, padre Laurentin.
Comunque la Gospa non si è dedicata a stranissime promozioni editoriali solo nella circostanza appena raccontata.
Ancor più significativo del precedente è il caso di una biografia di Gesù, intitolata Il poema dell'Uomo-Dio, scritta, su presunta ispirazione divina, dalla mistica Maria Valtorta. L'opera si è diffusa tra i seguaci di Medjugorje, sin dal 1982, quando, come vedremo, vi era stata una approvazione della Madonna, comunicata attraverso Marija. Tuttora è considerata un cult nell'ambiente, tanto è vero che nel corso della seconda metà del 2006 Radio Maria ne ha trasmesso una lettura a puntate.
La stranezza consiste nel fatto che la prima edizione di questo libro fu inserita, nel 1959, nell'Indice dei Libri Proibiti dalla Chiesa Cattolica.
Il 31 gennaio 1985 l'allora cardinale Joseph Ratzinger, in qualità di prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, scrisse una lettera indirizzata all'arcivescovo di Genova, Giuseppe Siri, in cui definiva l'opera in questione espressione di «una ben nota categoria di malattie mentali». Il futuro papa Benedetto XVI proseguiva dicendo che gli elementi introdotti nella seconda edizione non cambiano la natura dell'opera, che è costituita da una montagna di puerilità, fantasie, falsità storiche ed esegetiche, diluite in un'atmosfera sottilmente sensuale, a causa di uno stuolo di donne al seguito di Gesù. Nel complesso si tratta di un cumulo di elementi pseudoreligiosi . Pertanto, anche per la seconda edizione, il giudizio di condanna da parte della Chiesa rimane valido.


Pur essendo stato ufficialmente abolito, per il cardinale Ratzinger l'Indice dei Libri Proibiti «conserva tutta la propria autorità morale».
Padre Philip Pavich, un francescano statunitense di origini croate, che viveva a Medjugorje ormai da cinque anni, il 4 ottobre 1991 volle comunicare tramite fax ai Medjugorje Center che si trattava di un testo messo all'indice e che non era possibile che la Madonna lo approvasse: chiedeva quindi che non fosse più venduto. Allegò anche la lettera di Ratzinger.
Ecco cosa accadde, nelle parole dello stesso Pavich: «Invece di ringraziarmi, si infuriarono per quello che avevo fatto. Non tolleravano che io sfrontatamente contraddicessi la Madre di Dio. "Se non credi alla Valtorta, allora non credi a Medjugorje": questo è ciò che mi dicevano».
Nel marzo 1992, quando Marija era negli Stati Uniti per una serie di incontri con i fedeli d'oltreoceano, fu ospite, a New Orleans, di una puntata del programma Focus, trasmesso dalla rete EWTN. Era accompagnata da padre Slavko Barbaric, il francescano carismatico diventato direttore spirituale dei veggenti dopo l'allontanament o di Vlasic (comandato nel 1984 dal vescovo Zanic per motivi disciplinari).
Ad un certo punto arrivò la telefonata di un telespettatore di nome Bob.


BOB: Che cosa ha detto esattamente la Madonna sul Poema dell'Uomo-Dio? La questione è molto controversa e ci sono discussioni tra coloro che credono ai messaggi di Medjugorje.
MARIJA: Un giorno, nei primi tempi, io non sapevo neanche dell'esistenza di questo libro. Ma un frate converso di Mostar mi ha detto: «Domanda alla Madonna se è veritiero». Io ho domandato e la Madonna mi ha detto: «Si può leggere». Non ha detto nient'altro. Ora ho sentito che ci sono dei grossi problemi con questo libro e forse padre Slavko potrà spiegarli.
PADRE BARBARIC: Sì, c'è molta confusione su questo punto. Questo è il mio consiglio: domandate al vostro vescovo cosa bisogna pensare a questo riguardo.


Nel 1995 Suor Emmanuel Maillard, che vive nella «Comunità delle Beatitudini» di Medjugorje, intervistò Marija, la quale confermò e precisò alcuni dettagli: il francescano che le aveva chiesto di interpellare la Madonna si chiamava padre Franjo; l'anno era precisamente il 1982.
L'ipotesi più ragionevole è che Marija, non conoscendo il libro, non immaginasse certo che fosse all'Indice. E così s'inventò una risposta che, per quanto vaga, smentiva clamorosamente la posizione ufficiale della Chiesa.
 
 
#5 gaga_67 2012-04-25 20:03
Non sono molto in accordo con il contributo del Sig. Goffredo ma chiaramente lo rispetto pur non condividendolo. Ero però molto interessato ad approfondire la 'fonte' dalla quale ha estratto quel commento dell'allora cardinale Ratzinger.
Io personalmente non conoscevo quel commento e nonostante alcune ricerche nella rete non sono riuscito a trovarlo. Chiedo gentilmente al Sig. Goffredo se può darmi indicazioni ulteriori da dove a tratto quel commento. Grazie


Citazione goffredo:

Il 31 gennaio 1985, infine, l'allora
cardinale Joseph Ratzinger definì l'opera in questione l'espressione di
«una ben nota categoria di malattie mentali... gli elementi introdotti
nella seconda edizione non cambiano la natura dell'opera, che è
costituita da una montagna di puerilità, fantasie, falsità storiche ed
esegetiche, diluite in un'atmosfera sottilmente sensuale, a causa di
uno stuolo di donne al seguito di Gesù. Nel complesso si tratta di un
cumulo di elementi pseudoreligiosi. Pertanto, anche per la seconda
edizione, il giudizio di condanna da parte della Chiesa rimane valido.»
 
 
#4 goffredo 2012-04-22 21:53
Lo scritto della Valtorta è stato caro a una larga fetta del mondo tradizionalista , ma oggi viene utilizzato quasi solo in chiave antiromana. Che si interroghi la "regina della Pace" ottenendone in merito parere positivo è piuttosto indicativo. La novità è il tentativo di saldatura in corso tra un prodotto "progressista" quale
Medjugorie e uno "tradizionale" quale la Valtorta (si veda ad esempio il recente articolo di Socci ormai in piena trance apparizionista) .Che poi a ben vedere non si capisce l'utilità di descrizioni fantasiose con qualche dubbio sulle figure di riferimento della cristianità:


Il 31 gennaio 1985, infine, l'allora
cardinale Joseph Ratzinger definì l'opera in questione l'espressione di
«una ben nota categoria di malattie mentali... gli elementi introdotti
nella seconda edizione non cambiano la natura dell'opera, che è
costituita da una montagna di puerilità, fantasie, falsità storiche ed
esegetiche, diluite in un'atmosfera sottilmente sensuale, a causa di
uno stuolo di donne al seguito di Gesù. Nel complesso si tratta di un
cumulo di elementi pseudoreligiosi . Pertanto, anche per la seconda
edizione, il giudizio di condanna da parte della Chiesa rimane valido.»
 
 
#3 admin 2012-02-10 10:09
su questo hai perfettamente ragione, tanto di cappello per la maria valtorta, ma dio ci liberi da questi veggenti. anche se sono in buona fede, ma il loro parere o le loro presunte visioni sono da considerarli fino ad oggi diaboliche, dato che sono in disubbidienza da più di 20 anni.
 
 
#2 admin 2012-02-10 09:42
Io direi che è meglio evitare di mescolare il diavolo e l'acqua santa. Padre Pio è una cosa, madre Teresa idem, ma Viska per ora non gode nè di credibilità, nè di autorità e nè di approvazione della Chiesa. Il parere di Viska è assolutamente ininfluente e padre Livio sta scantonando pubblicamente da quando è entrato nel giro dei cosiddetti medjugorjani. Uno che a radio Marie dice che non c'è papa che tenga contro la Gospa, non ha capito niente della fede. Altro discorso vale per la Valtorta, che io ho letto e che ho trovato molto istruttiva. Mi ha risvegliato e mi ha insegnato a pregare per le anime del Purgatorio.
 

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