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CONVEGNO NAZIONALE: “ETICA NELLA MEDICINA DEI TRAPIANTI E DELLE CELLULE STAMINALI” Stampa E-mail


CONVEGNO NAZIONALE: “ETICA NELLA MEDICINA DEI TRAPIANTI E DELLE CELLULE STAMINALI”Si terrà il 6 marzo dalle ore 17 alle ore 19 presso al Sala dei Giganti del Palazzo Liviano di Padova, un incontro dedicato all’Etica nella Medicina dei Trapianti e delle Cellule Staminali, organizzata dalla Fondazione Onlus Marina Minnaja in collaborazione con l’Università di Padova e l’Associazione Rosmini di Padova. La lettura sarà tenuta da Monsignor Fisichella, una della massime Autorità del Vaticano, Presidente della Pontificia Accademia Pro Vita che sarà introdotto in questa occasione dall’Onorevole Lupi, Vicepresidente della Camera dei Deputati a Roma. Con l’occasione  porteranno i saluti il Magnifico Rettore dell’Università di Padova, Prof.Vincenzo Milanesi, il Preside della Facoltà di Medicina, prof. Giorgio Palù, il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera di Padova, il Dott.Riccardo De Gobbi, Segretario dell’Ordine dei Medici di Padova, e poi ancora il Dott.Alessandro Nanni Costa Presidente del  ...

... Centro Nazionale Trapianti di Roma, il Dott. Giampietro Rupolo Coordinatore Regionale Trapianti e Direttore Piani e Programmi Socio Sanitari, il Dott. Giampaolo Braga,Vicedirettore del CORIT, Consorzio per la ricerca sul trapianto di organi, e Jacopo Sartori quale Presidente della Associazione degli studenti universitari, Associazione Rosmini.
L’incontro verrà condotto da Elisabetta Copetti, che è la responsabile della comunicazione della Fondazione Minnaja. 
Chiuderà l’incontro il Presidente della Fondazione Marina Minnaja, organizzatore di questo evento, la Dott.ssa Patrizia Burra, gastroenterologa ed epatologa dell’Università di Padova.

La scienza dei trapianti è una disciplina che ha ormai un secolo di vita. I primi dati risalgono infatti al 1902 quando Alexis Carrel introdusse in chirurgia una tecnica molto sofisticata per la sutura dei vasi sanguigni, alla base sicuramente della futura medicina moderna. La Medicina dei Trapianti ha visto il suo inizio negli anni ’50 con i primi trapianti di rene, il Prof.Thomas Starzl ha eseguito il primo trapianto di fegato a Denver in Colorado nel 1963 e Christian Barnard ha eseguito il primo trapianto di cuore a Città del Capo nel 1968. Da allora, migliaia sono i trapianti che vengono eseguiti ogni anno in numerosi centri nel mondo.

La Medicina dei Trapianti rappresenta sicuramente la punta di diamante del progresso tecnico e scientifico. Ma paradossalmente, proprio questo sviluppo della medicina e delle tecniche sempre piu’ sofisticate in ambito medico puo’ dare origine a nuovi quesiti da parte soprattutto di chi non sia direttamente coinvolto nel mondo medico, quesiti a cui non sempre si trova una risposta definitiva.

Ciò significa che i problemi etici nel mondo del trapianto ed ancor più in quello della ricerca sulle cellule staminali sono numerosi: la donazione degli organi, il paziente in lista d’attesa per il trapianto, la priorità in lista d’attesa, i risultati del trapianto, le complicanze dopo il trapianto.
E poi il ruolo non solo dei medici, ma di chi gestisce la sanità sia in ambito amministrativo che politico – ecco perché abbiamo invitato Autorità politiche, Dirigenti Ospedalieri, Autorità dell’Università, a portare il saluto venerdi 6 marzo.
L’impegno dei politici ed i responsabili della amministrazione della sanità, insieme alla componente medica,  deve essere rivolto alla creazione delle condizioni per cui sia potenzialmente consentita a tutti i malati che hanno bisogno di essere sottoposti al trapianto, tale cura.
Riflessioni etiche, ma anche riflessioni religiose, per cui un dibattito sull’argomento non puo’ prescindere dalla conoscenza del pensiero delle grandi religioni e l’ospite dell’incontro, Monsignor Fisichella, illustrerà la visione del mondo religioso sull’argomento.

Donazione e trapianto di organi
Il trapianto salva la vita a pazienti con malattie d’organo in fase terminale, irreversibili, quando altre terapie mediche chirurgiche non sono più sufficienti. Non c’e’ trapianto se non c’e’ donazione.
La cultura dei trapianti è andata sviluppandosi negli anni attraverso numerosi e talvolta complessi confronti tra aspetti medici, chirurgici, fisiologici da un alto ed etici, religiosi, filosofici dall’altro.
Non sempre è semplice far collimare le diverse culture con la cultura della donazione e del trapianto. Rivolto al mondo cattolico, ma non solo, come riportato dall’Osservatorio Romano il 8.11.2008, il Papa ha affermato che la donazione degli organi è una forma peculiare di testimonianza della carità, in un periodo come quello in cui viviamo, spesso caratterizzato da egoismo.
La Legge 91 del 1999 sul Sistema Trapianti in Italia, è stata chiara in tema di donazione degli organi. Dalla sua approvazione, si è osservato un continuo, regolare e costante incremento delle donazioni in Italia. Purtroppo, dopo alcuni anni di stabilità, dal 2007 si è assistito ad un calo delle donazioni, calo che si è confermato anche nel 2008.
 Nel 2008 i potenziali donatori segnalati ai Centri di Coordinamento della Rete Nazionale Trapianti sono stati 2.289 (40.1 per milione di abitanti), in aumento rispetto al 2007 e 2006 (4% e 8% rispettivamente). Tuttavia nell’ultimo anno, i cosiddetti «donatori effettivi» (donatori al quale sia stato prelevato almeno un organo) sono stati 1.206 (pari a 21.2 per milione di abitanti), in lieve aumento rispetto al 2007 (+0.8%), ma inferiori al 2006 (-2%) (Figura 1).


A tale diminuzione va aggiunto il dato allarmante dell’aumento delle opposizioni alla donazione che nel 2008 è stato di 773 (33.9% dei colloqui effettuati), 9.8% in più rispetto al 2007 (704 opposizioni). Se confrontato con il dato del 2006, l’aumento appare ancora più rilevante (+27%, 608 opposizioni) (Figura 2).

 La diminuzione del numero di donazioni si sta traducendo in una diminuzione dell’attività di trapianto. Nel 2008 sono stati infatti eseguiti complessivamente 2916 trapianti, 4.3% in meno rispetto 2007 (3043 trapianti) e 8.5% in meno rispetto al 2006 (3190 trapianti). Per quanto riguarda i trapianti di fegato, nell’ultimo anno sono stati effettuati 985 trapianti (dati al 30 novembre 2008), rispetto ai 1041 del 2007 e ai 1089 del 2006 (Figura 3).

 

Quali le cause, gli esperti ne stanno discutendo. Da un lato episodi negativi in ambito sanitario – la cosidetta malasanità - , dall’altro la difficoltà da parte soprattutto dei giovani di identificare valori nella società in cui viviamo, ma anche la crisi finanziaria mondiale, con la conseguente limitazione delle risorse economiche, sicuramente stanno condizionando negativamente, e non solo nel nostro Paese, il numero dei donatori disponibili per i trapianti. Con l’inevitabile conseguenza che sempre piu’ persone in lista d’attesa muoiono in attesa che un organo si renda per loro disponibile.

Per ciò che riguarda le risorse, sappiamo che gli investimenti pubblici e privati dedicati alla ricerca in Italia corrispondono al 1.1% del Pil, rispetto alla media europea del 1.8%. Il Ministro Gelmini in una recente intervista (Magazine -Corriere della Sera gennaio 2009), ha affermato che l’obiettivo per il nostro Paese è di arrivare almeno al 2% entro la fine del suo mandato.


Cellule staminali
Come alternativa pertanto al trapianto di fegato, ecco che vi sono diverse opzioni terapeutiche ossia poter utilizzare le cellule per riparare un danno al fegato, anziche’ sostituire l’intero organo. Ed e’ a tal proposito che entrano in gioco le cellule staminali.
Le cellule staminali sono cellule primitive non specializzate dotate della singolare capacità di trasformarsi potenzialmente in qualunque altro tipo di cellula del corpo. Le cellule staminali non sono esclusivamente derivanti da embrioni, ma se ne trovano in molti organi e tessuti anche nella vita adulta. Basti pensare ad esempio alla cute che si rinnova costantemente lungo tutto l’arco della vita. Un esempio particolare sono invece le cellule staminali adulte derivanti dal cordone ombelicale. Il sangue residuo della placenta e del cordone ombelicale, raccolto subito dopo il parto, costituisce infatti una fonte di cellule staminali ideale, in quanto le procedure di prelievo sono semplici e prive di rischi e l’utilizzo è in linea con la normativa del nostro Paese.
La particolare caratteristica delle cellule staminali di poter trasformarsi in numerosi tipi diversi di cellule le rende particolarmente attraenti come possibile fonte per la cosiddetta terapia cellulare. Il termine «terapia cellulare» identifica un tipo di cura in cui al posto dei farmaci tradizionali vengono utilizzate cellule per sostituire quelle perse a causa di traumi o patologie. Oltre alle applicazioni più tradizionali, quali il trattamento dei grandi ustionati (pelle artificiale) e di alcuni tipi di leucemie (trapianto di midollo osseo), le prime applicazioni terapeutiche più innovative delle cellule staminali sono già iniziate per la cura del morbo di Parkinson, di alcune patologie oculari (cornea), dell’infarto cardiaco e del diabete.
Anche in campo gastroenterologico la terapia cellulare si presenta come un'efficace alternativa terapeutica al trapianto di fegato. I trapianti, infatti, sono spesso l’unica soluzione possibile a molte malattie del fegato ma, inevitabilmente, ci si scontra con la carenza di organi. Proprio in questo senso si muove ormai da qualche anno il nostro impegno nella ricerca di base: utilizzare le cellule del cordone ombelicale per riparare il fegato danneggiato con lo scopo finale di poter trasferire all’uomo queste conoscenze e dare ai pazienti una futura, possibile alternativa al trapianto di fegato.

 

In tema di attualità sulla ricerca sull’utilizzo delle cellule staminali nella cura di malattie irreversibili, che non rispondono ad altre cure mediche, è recente la notizia della approvazione da parte dell’FDA, l’ente di controllo sanitario americano, alla richiesta di autorizzazione alla sperimentazione con cellule staminali su malati paraplegici negli Stati Uniti. Per la prima volta al mondo verranno utilizzate cellule staminali embrionali che verranno inoculate in pazienti con gravi lesioni del midollo spinale (vedi articolo Adriana Bazzi – Corriere della Sera 1.2.2009).

Le cellule staminali embrionali hanno potenzialmente la capacità di trasformarsi, se adeguatamente stimolate, in qualsiasi tipo di cellula specifica, dando origine ad altre cellule, tessuti ed organi diversi del nostro organismo, ma il loro utilizzo è consentito solamente in alcuni Paesi del mondo. È infatti recente l’apertura del Presidente degli Sati Uniti Barack Obama alla ricerca sulle cellule staminali embrionali nel loro Paese, apertura che ha sollevato reazioni avverse da parte del mondo cattolico e della Chiesa in particolare, come da numerosi articoli riportati nelle scorse settimane dagli organi ufficiali di informazione della Santa Sede. 

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La Fondazione ONLUS Marina Minnaja, nel perseguire il suo obiettivo di comunicazione e divulgazione delle conoscenze sul trapianto di fegato e ricerca sulle cellule staminali ha festeggiato la nascita del suo sito web www.fondazioneminnaja.com



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