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SANT'ANGELA MERICI E GLI ANGELI Stampa E-mail


Pontifex.RomaAngela Merici nacque nel 1474 a Desenzano del Garda, nel territorio della Repubblica Veneta. Morì a Brescia il 27 gennaio 1540. Era un’ illetterata,e apparteneva a una famiglia contadina del luogo. La sua vita quotidiana seguiva il ritmo delle ore del giorno scandite dal lavoro nei campi, dalla preghiera in comune e dalle veglie serali, durante le quali in famiglia si leggevano libri religiosi e vite dei santi. Questi racconti spinsero Angela a darsi ad una  vita sobria, spirituale e contemplativa. Rimasta orfana di entrambi i genitori, venne ospitata dallo zio materno a Salò e qui si fece terziaria francescana. A contatto con lo spirito del poverello d’Assisi si formò una spiritualità essenziale e robusta. Era il periodo del Rinascimento, il tempo di Savonarola, di Lutero, della Riforma e della Controriforma. Un tempo di crisi per la cristianità, un periodo di contrasti nei quali la donna era ben lontana dall’essere riconosciuta nei suoi diritti e nella ...

... sua dignità.

Appena ventenne decise di seguire Cristo. A Desenzano ha la famosa Visione della “Scala” che le indicò quale strada , molto simile a quella che vide Giacobbe, sulla quale salivano verso io cielo una processione di angeli e di vergini festanti. Lo sfondo era la campagna del Brudazzo in vista del lago, al tempo della  mietitura, nell’ora della siesta, dove oggi sorge il Mericianum, centro di spiritualità. Angela Merici in quella visione riconobbe in una di queste ragazze la sorella morta poco tempo prima, che le preannunciò la sua missione di Fondatrice di una “Compagnia” di vergini dedite alla formazione delle giovani.

A Brescia Angela riuscì a impegnare la nobiltà cittadina in opere di apostolato religioso e di servizio sociale. Infuse entusiasmo in tante giovani  che la seguirono per dedicarsi al soccorso diretto dell’umanità dolorante. Confortò quelli che erano alla prova: gente del popolo e grandi signori come il Duca di Milano Francesco Sforza, che non esitò a chiamarsi suo “figlio spirituale”. La sua personalità esercitò una profonda influenza su tantissime   anime e la sua fama di riformatrice si espanse rapidamente fino alla Venezia Dogale e a Roma dove il Papa l’avrebbe voluta trattenere. Angela fissò la sua dimora in una piccola cella presso la Chiesa dedicata in Brescia alla martire bavarese Sant’Afra.

Nacque così la “Compagnia di Sant’Orsola”, ossia le Orsoline, il primo istituto femminile le cui religiose operavano senza l’obbligo di portare un abito distintivo. Si dicevano “dimesse” perché non vestivano il nobile abito delle monache, e “di Sant’Orsola”, perché non dovevano vivere in comunità ma nel mondo, nelle proprie famiglie, e restare fedeli a Cristo come  Orsola, la regale fanciulla martirizzata dagli Unni, a Colonia, insieme a undicimila vergini che la accompagnavano.

Angela fondò anche un’Opera specifica per la formazione delle ragazze, specialmente delle più povere: le Orsoline chiamate poi “collegiali”. L’istituzione fondata da Angela Merici fu una delle più geniali fra quelle nate nel clima della Controriforma cattolica. Una donna straordinaria, un’illetterata che ha saputo far rivivere umilmente, ma non senza una profonda preparazione, lo spirito evangelico primitivo rivolto alla carità e alle opere sociali. Attraversando il lago di Garda, si vede, davanti a Desenzano, tra l’azzurro del cielo ed il verde dei monti, una candida statua che sembra quella di un Angelo che stia per spiccare il volo. Avvicinandosi, ci si accorge di aver sbagliato; però è uno sbaglio da poco, quasi insignificante, poiché è quella la statua di una santa che ha comune con gli Angeli il nome, l’aspetto, le virtù, sicché scrive un suo biografo, “Mai come in sant’Angela Merici si sono viste adempiersi alla lettera quelle parole di nostro Signore:” Saranno simili agli Angeli di Dio” (San Matteo, 22, 30).

E come gli Angeli infatti la Merici attinse tutta la sua sapienza direttamente da Dio sicché, senza esser dottrina, scrittrice di opere maestra, e la custode e la guida nella via di perfezione a innumerevoli anime. Gli Angeli stessi le fecero visibilmente comprendere ch’ella doveva condividere con loro anche questa missione poiché le si mostrarono una volta scendere da una scalinata accompagnando molte fanciulle che suonavano e cantavano, facendole capire essere volontà di Dio che della gioventù femminile ella se prendesse molto cura.

E appunto in seguito a tale visione angelica la Merici istituì il suo Istituto delle orsoline alla cui custodia sono tuttora affidate tanti bambini e ragazze di entrambi i sessi Si narra anche della nostra santa che in un suo pellegrinaggio a Gerusalemme, avendo nella traversata di mare perduta temporaneamente la vista e trovandosi nell’impossibilità di potersi accostare alla santa Comunione, le venisse talvolta amministrata da Angeli, la qual cosa, del resto, si legge pure nella vita di sant’Agnese di Montepulciano, di santa Caterina da Siena, ecc.

A tal proposito prendiamo occasione di spiegare con l’Angelico Dottore (Cfr San Tommaso, Summa Theolo., p. III, q. LXIV, a.7) che benissimo può Iddio concedere ai suoi Angeli anche l’ufficio di amministrare i Sacramenti, e infatti si legge che parecchie chiese furono da essi consacrate e non pochi da essi battezzati;  ma ciò non suole accadere che in via straordinaria essendo da Dio stabiliti quali ministri ordinari dei sacramenti non gli Angeli, ma i sacerdoti.

Ecco perché l’Angelo che vedemmo apparire al centurione romano Cornelio, invece di battezzarlo lui stesso, gli ordinò di mandare a chiamare l’apostolo Pietro, e un altro Angelo, invece di andar lui sulla strada di Gaza a battezzare il ministro della regina Candace, inviò il santo diacono Filippo.

Gli Angeli, perché in tutto ordinati nelle loro azioni, non sogliono fare quello che possono fare gli uomini allo stesso modo che Dio non fa da se stesso quello che può far eseguire dai suoi Angeli.

Don Marcello Stanzione



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