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FRATEL ANDRE’ BESSETTE E SAN GIUSEPPE

André Bessette nacque a Saint Grégoire d’Iberville in Canada il 9 agosto 1845. All’età di ventidue anni si trasferì negli Stati Uniti, dove lavorò al telaio e in altre attività manuali. Dopo tre anni fece ritorno in Canada e su consiglio del suo parroco chiese di entrare nei Fratelli della Santa Croce, dei quali vestì l’abito il 27 dicembre 1870. Fece la prima professione nel 1872 e prese i voti perpetui il 2 febbraio 1874. Ebbe l’incarico di portinaio al collegio Nostra Signora delle Nevi, vicino Montréal, dove trascorse quarant’anni svolgendo i compiti più umili – portinaio, barbiere, giardiniere, infermiere – con grande carità e pazienza. Avendo preso a modello San Giuseppe, diffuse la sua devozione presso tutti coloro con i quali veniva in contatto; gradatamente gli venne attribuita la capacità di operare guarigioni mediante l’intercessione di San Giuseppe. Nel 1904, alla vigilia del sessantesimo compleanno, gli fu concesso di trasferirsi a Montréal, ...

... per contribuire alla costruzione dell’Oratorio della Santa Croce, dove rimase fino oltre i novant’anni, arrivato a questa venerabile età nonostante la salute malferma che lo aveva accompagnato lungo tutta la vita. Negli ultimi mesi di vita fu trasferito al convento di Nostra Signora della Speranza, dove morì il 6 gennaio 1937. E’ stato beatificato in piazza S. Pietro da papa Giovanni Paolo II il 23 maggio 1982 e vedrà la sua glorificazione il 17 ottobre 2010. Il direttore della rivista L’Oratorie – che vuol ricordare la cappella “oratorio” appunto costruito da Fratel André – ha scritto che “I pellegrini che vengono a far visita al fratello André sono una moltitudine ed è un fatto eccezionale.

Queste persone sono una memoria viva, infatti, raccontano aneddoti commoventi del loro padre, di una zia, di un cugino, venuti in passato a incontrare il fratello André. C’è da chiedersi: perché questo semplice fratello converso religioso, vissuto nel Ventesimo secolo, affascina uomini e donne dell’inizio del Terzo Millennio? Come quest’uomo che ha trascorso la sua vita in un regione del Canada interessi tante persone che vengono dai quattro angoli del mondo?”. La risposta è nel fascino della grazia Divina e dell’attrazione della testimonianza evangelica dell’umanità, perché Dio guarda all’umiltà dei suoi servi e depone i superbi dal trono della loro arroganza. Fratel André è stato il grande intermediario nell’impegnare San Giuseppe tutte le difficoltà che le persone gli raccontavano e San Giuseppe provvedeva a risolvere i problemi.

Josep Charette, un medico di Montréal molto stimato, era uno dei critici più severi di Fratel André. Soprattutto gli piaceva ridicolarizzare l’abitudine che aveva il frate di ungere gli ammalati con l’olio di San Giuseppe e di toccarli con una medaglia. Lo chiamava ciarlatano, struscione e vecchio pazzo. Insinuava persino che, toccando le persone che venivano a trovarlo, il frate violasse di castità. Un giorno, la moglie di questo medico fu colpita da forte emorragia nasale. Né dottor Charette, né gli altri medici accorsi al capezzale riuscivano ad arrestare l’emorragia. La donna si rivolse al marito e gli disse : “ Va’ a chiamare Fratel André ”. “ No, non mi chiedere questo… Sai che ti amo, ma questo non posso proprio farlo ”. “Ah, sì? Ma come ! Dici di amarmi e saresti capace di farmi morire dissanguata? Va’ a chiamare Fratel André! ” Il medico impallidì. Che avrebbe detto i vicini vedendo “ il ciarlatano ” entrare in casa sua? Alla fine, prevalse l’amore per sua moglie. Col cuore gonfio, si recò al santuario a trovare quel frate che tanto spesso aveva dileggiato. Fratel André lo accolse con un sorriso e gli disse : “ Dottore, torni pure a casa, l’emorragia si è arrestata ”.

Il medico tirò un sospiro di sollievo. Non solo per la guarigione di sua moglie, ma anche per avere potuto evitare un’umiliazione in pubblico.

Don Marcello Stanzione


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