| L'INGANNO FACEBOOK: MASSONERIA, GIUDAISMO E CATTOFOBIA. CATTOLICI BOICOTTIAMO SATANA |
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... riportò dei bug di sistema; se si stava svolgendo una normale procedura di modifica del proprio profilo, usando una particolare opzione di "anteprima delle modifiche", era possibile accedere liberamente alle chat in corso di tutti i pertinenti contatti. Bug, questo, gravissimo e, pur avendo preso provvedimenti con grande comodo, l'amministrazione di Facebook è ben consapevole del fatto che hacker, lamer e pirati informatici, tenteranno sempre ed in tutti i modi di violare le difese del sito e di appropriarsi dei dati sensibili degli utenti iscritti. Se ciò dovesse accadere? Affidereste la vostra riservatezza ad un "punto di domanda"? Con un nome, una foto, un luogo ed una data di nascita, si può creare un codice fiscale, un documento d'identità e provocare gravissimi danni all'inconsapevole cittadino. Altra nota dolente del social network di Zuckemberg è la scarsissima, se non inesistente protezione dei minori. All'atto di iscriversi a Facebook, difatti, l'amministrazione del sito fa leva sulla buona fede dell'utente ma, data la notorietà del "club", milioni di minorenni si iscrivono fornendo falsi dati di nascita, falsi nomi e, spesso, anche false foto. Come può Facebook garantire l'iscrizione al sito dei soli maggiorenni, realmente tali? Non può farlo. Va sottolineato che le Istituzioni sono ben al corrente di questa problematica e che, dati i loschi figuri che usano il web per scopi poco ortodossi (pedofilia, pornografica, spaccio di droga, organizzazione di rave party, ed altro), sarebbe opportuno intervenire con vigore ed arginare il dramma prima che si "versino lacrime di coccodrillo". Come mai Facebook è così potente e perché, salvo rarissime eccezioni, mai nessuna sanzione salata è stata inflitta ad un sito web che, date anche le cronache mondiali, di danni ne fa, eccome? Che Zuckemberg fosse giudeo, ma si dichiara ateo, è noto, ma a mio avviso bisogna analizzare anche le identità di tutti gli altri azionisti e dei tutto l'entourage che trae lauti guadagni dal "mostro". Forse dietro Facebook si nasconde un piano massonico? Io non sono un complottista e, sinceramente, non ammiro chi vede l'"uomo nero" ovunque, in ogni caso analizzando la logica di Facebook, non si può non considerare che pochi individui (i proprietari del sito) si appropriano, secondo per secondo, della vita di ognuno di noi. Molti utenti ne sono consapevoli, ma tanti atri, non iscritti al sito, si ritrovano spiattellati al mondo fotografie, pensieri, documenti, dati privati, sovente postati da amici, conoscenti o navigatori imprudenti. Che attinenza ha la massoneria con Facebook? La risposta è nel progetto stesso di Facebook che, parallelamente, sposa il progetto massonico di governo globale, di supervisione delle identità e di controllo capillare di movimenti ideologici e di attivismo. Altro parametro non negabile è il fruttuoso guadagno che, come fa gola ai massoni che decretano le linee dell'organizzazione, in egual misura è parametro d'importanza di Facebook che, attualmente, vale 500 milioni di utenti (mercificazione massonica dell'uomo). Analisti di chiara fama, come Lou Kerner, sostengono che il valore complessivo della società nel 2015 potrebbe raggiungere i 200 miliardi di dollari ottenendo incassi per 32 miliardi di dollari, di cui 27 soltanto dalla pubblicità. In prospettiva, l'azienda di Zuckemberg potrebbe arrivare a controllare il 20% dell'intero mercato pubblicitario su Internet. Cosa fa gola ai massoni? Il controllo. Non tanto quello economico, ma quello delle menti. Il massone, seppur si veste di candido bianco, così come fa Facebook, nasconde intenti satanici e di appannaggio delle loro uniche logge. Tale è la pericolosità della massoneria che, negli ultimi secoli, non un Pontefice ha mai avallato questo movimento, perché ritenuto pericolosissimo, anti sociale, anti religioso e blasfemo, a tal punto che ne sono state dedicate Encicliche e che il massone è dichiarato "ipso facto" scomunicato, quindi escluso della Grazia e dai Sacramenti. Affidereste la vostra vita alla massoneria? Facebook, per concludere, è l'eldorado del giudaismo e di tutto ciò che è anti cattolico. Nel Giugno del 2010 (se non erro) Pontifex.Roma pubblicò sulla propria pagina Facebook un link ad un editoriale presente sul sito titolato: "Rabbino israeliano: fa lapidare un cane perchè reincarnazione di un avvocato miscredente", leggibile qui http://www.pontifex.roma.it/index.php/editoriale/esteri/7903-rabbino-israeliano-fa-lapidare-un-cane-perche-reincarnazione-di-un-avvocato-miscredente, riportando un normalissimo fatto di cronaca. Orbene, l'amministrazione di Facebook, puntuale come un orologio svizzero, non solo rimosse l'articolo, ma intimò al gestore del gruppo Pontifex.Roma su Facebook, di non pubblicare più link del genere, pena la chiusura dell'account. Casi come questo sembrano essere più una barriera a priori ed hanno la parvenza di una censura preventiva, a prescindere. Su Facebook, difatti, esiste un'apposita funzione di segnalazione dei contenuti offensivi delle religioni ma, come denunciato da tanti lettori di Pontifex.Roma, la censura avviene a senso unico. Ovvero: se pubblichi qualche articolo, anche innocuo, in cui dissenti dal giudaismo, vieni censurato ed ammonito, mentre le altre religioni sono "pan per cani". Da non confondere il giudaismo con Israele. Evidenza è la seguente: provate a cercare su Facebook un gruppo od una sola pagina che dissenta dal giudaismo? Non la troverete. Provate a cercare su Facebook un gruppo od una pagina che denigri il cattolicesimo e Cristo? Ce ne sono a migliaia. Si parte dai gruppi di bestemmia (che dovrebbero essere sanzionati così come previsto dalla legge in Italia), si passa ai gruppi con fotomontaggi blasfemi, ci si imbatte in "Gesù cane", in Padre Pio con il naso di maiale, in croci capovolte, in foto di Papi artefatte e riprovevoli, in gruppi di autentico odio dei cattolici (si parla anche di uccisioni, minacce, esultanze alle stragi in Nigeria), in fotomontaggi di Benedetto XVI "nazista" e tanto altro letame simile. Personalmente non sono mai stato a guardare e, per molto tempo, ho inviato migliaia di segnalazioni, catalogando circa 850 pagine Facebook catto fobiche e gravemente offensive della religione cattolico cristiana. Premesso che Pontifex.Roma non è affetto da cecità e che sta preparando un dossier che sarà oggetto, salvo feroci censure, di interrogazione parlamentare e premesso che Pontifex.Roma sconsiglia a chiunque di iscriversi a Facebook, anzi, ne raccomanda il boicottaggio, data la pericolosità sociale del sito, posso trarre delle conclusioni: 1) Facebook non tutela adeguatamente la privacy del cittadino; Carlo Di Pietro (M.S.M.A.)
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Non so se le intenzioni di Zuckemberg, nel fondare Facebook, fossero "buone", tuttavia va ravvisato attualmente che la sua "creatura" è ormai alla deriva. Pontifex.Roma, per scelta dell'Ass. A.d.P., decise di recedere dall'adesione al social network in questione e, elencandone le motivazioni in verbale, fu ben consapevole che così facendo avrebbe perso una notevole sorgente di traffico web quotidiana. Sicuramente molti utenti di Facebook sono in buona fede e non immaginano neanche la macchinazione diabolica che c'è dietro questo comune, benché famigerato, sito web, pertanto ritengo opportuno segnalare al vasto pubblico lo scandalo che, a mio modesto avviso, si cela dietro questo "mostro" della globalizzazione. Anzitutto va detto che Facebook non garantisce né adeguatamente la privacy né tantomeno la tutela dei minori e, con i tempi che corrono, ben farebbero le Istituzioni a prendere provvedimenti. E' accaduto, in passato, che la piattaforma Facebook ...

Commenti
io mi trovo bene .......