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PADRE ALBERTO MAGGI, LA NEGAZIONE DELLA RESURREZIONE E, IN RISPOSTA AD UN SUO FAN, RIPORTO NUMEROSI CASI DI RESURREZIONI Stampa E-mail


Pontifex.RomaDopo aver pubblicato, come sempre negli ultimi 2 mesi, le risposte dottrinalmente e teologicamente fondate in relazione a tante delle strampalate interpretazioni dei Testi Sacri professate dal Biblista Padre Alberto Maggi, in tema di negazione della resurrezione, cui potete leggere miei svariati articoli di risposta all'"apostolo" Maggi all'interno di Pontifex.Roma, un suo pseudo fan, mi scrive in maniera velatamente provocatoria e dice: "Cortesemente, mi rivolgo all'autore dell'articolo, gradirei conoscere i nomi di tutti coloro (che a suo avviso sono molti) che hanno resuscitato almeno un morto. Escludendo Gesù e gli apostoli (da lui già citati). Mi faccia un nome recente, qualcuno che ha compiuto questo miracolo (per l'autore del post così comune) negli ultimi 100 anni. Oh, cent'anni sono tanti! Ci sarà pur stato una persona con un minimo di fede! (Visto che Gesù ce l'ha assicurato che chi crede in lui farà cose anche più grandi di quelle da ...

... lui compiute). Grazie, aspetto una risposta illuminante."

Leggo il suo commento, ne prendo atto, mi documento e rispondo.

Primo, perché escludere Gesù e gli Apostoli? Se ha ragione Maggi, che nega a Dio la capacità di far tornare un morto in vita, neanche i fatti già citati dovevano essere menzionati nella Scrittura. Ma andiamo ad elencare: Elena, la madre di Costantino, volendo ritrovare la Croce del Signore a Gerusalemme, e non sapendo quale di tre croci fosse, decise di far toccare un frammento di ciascuna croce ad un cadavere di un uomo il quale, al contatto col legno della Croce Santa, tornò in vita.

Sant'Ambrogio ha risuscitato un ragazzo di nome Pansopius, a Firenze.

San Gregorio Magno ha risuscitato due persone, un uomo e una donna, in due momenti diversi.

San Benedetto ha risuscitato un neonato morto di peste ed un monaco morto schiacciato da un muro crollato durante la costruzione del monastero di Montecassino.

San Bernardo ha ottenuto questo tipo di miracolo due volte.

Sant'Antonio da Padova: Il figlio di un notabile di Lisbona fu ucciso da un suo acerrimo nemico e fu sepolto nel terreno della famiglia del Santo. Quando fu ritrovato incarcerarono il padre e tutta la famiglia come colpevoli. Sant'Antonio si trovava a Padova e la sera Dio gli fece sapere il fatto. Fu trasportato miracolosamente a Lisbona mentre uscì dal convento e la mattina andò dal responsabile per supplicarlo di rilasciare i parenti in quanto innocenti, ma senza ottener risultato. Allora chiese che gli venisse consegnato il corpo del cadavere ed egli ricevutolo gli comandò di alzarsi e di spiegare se fossero stati i suoi familiari ad ucciderlo. Il ragazzo ritornò in vita e confermò che i familiari del Santo erano del tutto innocenti; al che essi furono prosciolti e liberati.

La figlia undicenne della Regina di Léon era morta. Ella la tenne insepolta per 3 giorni, confidando nell'intercessione di Sant'Antonio. Alla fine fu esaudita. La figlia tornò in vita e fece presente alla madre che ella era in gloria nel coro delle vergini quando Dio esaudì le commosse preghiere di sant'Antonio e la fece tornare in vita, stabilendo, però, che avrebbe vissuto ancora solo per 15 giorni.

Santa Caterina era morta e poi è tornata in vita per un pò di tempo, con gran stupore del suo confessore. Disse che era un'esperienza terribile lasciare la gloria di Dio per tornare in questo mondo, ma poi aggiunse, parlando col Signore, che se ciò era necessario per la salvezza delle anime, lo avrebbe fatto volentieri innumerevoli volte.

San Stanislao Vescovo: Citiamo il celebre fatto avvenuto nel 1070 a S. Stanislao, Vescovo di Cracovia.

Era perseguitato dall'empio Principe Boleslao, e questi, tra le altre infamie fatte contro di lui, riuscì ad eccitargli contro gli eredi di un certo Pietro Miles, che era morto tre anni prima, lasciando una delle sue terre alla Chiesa. I suoi eredi, sicuri della protezione del Re, intentarono un processo al Santo, e subornando o intimidendo i testimoni, ottennero che il Santo fosse condannato alla restituzione del terreno.

Il Santo, vedendosi mancare la giustizia degli uomini, si appellò fiduciosamente a quella di Dio, e fatta sospendere l'udienza e la condanna, promise che avrebbe fatto comparire come testimone il defunto testatore, che giaceva da tre anni nella tomba. La sua proposta fu accettata tra mordaci derisioni come assurda. Dopo tre giorni di digiuno e di preghiere, il Santo Vescovo si recò col Clero e col popolo sulla tomba di Pietro Milés, ed ordinò che venisse aperta.

Ma vi si trovarono solo, com'era da prevedersi, poche ossa tra un mucchio di cenere. I nemici del Santo esultarono, certi della vittoria. Quando ecco il Santo ordinare a quelle ossa di risorgere in nome di Gesù, resurrezione e vita.

A quel comando quelle ossa, sotto gli occhi di tutti si avvicinarono, si riunirono, si ricoprirono di carne, e il morto, uscendo dalla tomba, dette la mano al Vescovo, e con lui e col Clero e col popolo stupito, si recò da Boleslao, certificando la verità della donazione fatta. Dopo, S. Stanislao gli domandò se volesse ritornare nella tomba o vivere ancora qualche anno sulla terra, ma il morto risuscitato rispose che, sebbene per i molti peccati commessi si trovava in Purgatorio tra atroci pene, preferiva ritornarvi, anziché rivivere in terra nell'incertezza di salvarsi. Implorò solo dal Vescovo preghiere e suffragi, per essere libero da quelle pene. Ricondotto processionalmente alla sepoltura, e benedetto dal Vescovo, vi si adagiò, e ritornò nello stato primiero.

E’ un fatto assolutamente storico, testimoniato da migliaia di testimoni.

In questo testo: http://www.libritalia.com/teologia%5C887282325.htm sono stati esaminati 400 casi di risurrezioni miracolose.

Penso che per ora basti. Tutto quanto scritto è documentato storicamente. Mi auguro che il presente articolo possa accrescere la Fede e rende la vista ai ciechi, ivi compreso Padre Maggi che, come sempre ripeterò, ben si guarda dal nominare il Magistero. Per lui esiste solo il Vangelo e, per altro, la sua versione del Vangelo, che non è quello vero.

Carlo Di Pietro



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