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DELIRANTE INTERPRETAZIONE DELLA SACRA SCRITTURA DA PARTE DEL BIBLISTA ALBERTO MAGGI. SEMPRE IN MERITO ALLE RESURREZIONI, IL DON INVENTA DI SANA PIANTA Stampa E-mail


Pontifex.RomaIncontro di approfondimento biblico “L’ultima beatitudine”, con Alberto Maggi (dal 27 al 28 gennaio 2007). Dice Alberto Maggi: In 2000 anni di cristianesimo non c’è un morto risuscitato. [Questo è falso,  lo ha fatto Cristo,  lo hanno fatto i Santi,  lo hanno fatto gli Apostoli. Ricordiamo questo episodio: <<A Giaffa c'era una discepola chiamata Tabità... Proprio in quei giorni si ammalò e morì. La lavarono e la deposero in una stanza al piano superiore... Appena arrivato lo condussero al piano superiore e gli si fecero incontro tutte le vedove in pianto.. Pietro fece uscire tutti e si inginocchiò a pregare; poi rivolto alla salma  disse: «Tabità, alzati!». Ed essa aprì gli occhi, vide Pietro e si mise a sedere. Egli le diede la mano e la fece alzare, poi chiamò i credenti e le vedove, e la presentò loro viva. La cosa si riseppe in tutta Giaffa, e molti credettero ....

... nel Signore (At 9,36.37.39.40-42)]

Dice Alberto Maggi:  Allora come mai Gesù ha detto: andate, risuscitate i morti? Forse Gesù voleva indicare qualcos’altro.

[Dunque secondo il Dotto Maggi in 2000 anni tutta la Chiesa si è sbagliata, che lo ha capito Alberto Maggi cosa voleva dire il Signore. Che Sant’Agostino non doveva dire: “Voglio interrogare la Chiesa sparsa per tutto il mondo... All'unisono tutta la Chiesa mi risponde...” (Sant'Agostino, Discorsi, 243, 2), ma che doveva dire: “voglio interrogare Alberto Maggi, perché all’unisono tutta la Chiesa si è sbagliata per millenni”].

Dice Alberto Maggi:   Io credo che tutti noi abbiamo vissuto lo strazio dell’agonia di una persona cara e abbiamo pregato con fede non che la risuscitasse, che è già difficile, ma che non la facesse morire e la persona è morta. Allora vedete ci sono dei momenti della nostra vita in cui la nostra fede può veramente andare in crisi per tutte quelle idee sbagliate che ci possono avere messe in testa la religione.

[Queste idee sbagliate ce le avrebbe messe quindi Gesù Cristo, e i Santi tutti e la Chiesa che lo Spirito chiama “la Chiesa del Dio vivente, colonna e sostegno della verità” (1 Timoteo 3,15)].

Dice Alberto Maggi:  Allora ci lasciamo guidare da Giovanni... [cioè da Alberto Maggi]. ...Lazzaro è ammalato, le sorelle mandano ad avvertire Gesù che è ammalato. Gesù non si muove, e va a Betania soltanto quando Lazzaro è già morto ed è già da quattro giorni che è nel sepolcro... ... La frase di Marta mostra la sua pena e il suo rimprovero a un Gesù che era assente nei momenti in cui c’è più bisogno. Gli avevano mandato a dire che Lazzaro, colui che tu ami, questo tuo discepolo era malato e tu niente, non hai mosso un dito. E adesso vieni, adesso che è morto. Marta pensa che Gesù avrebbe potuto e dovuto impedire la morte del fratello...

[Secondo Maggi in realtà Gesù non poteva... Secondo Maggi l’Onnipotente non poteva guarire un ammalato, o forse Alberto Maggi non crede che Dio sia onnipotente? O non crede che Cristo sia Dio..].

 Dice Alberto Maggi:  ... Marta, lo vedremo, si rifà al suo sapere, cioè alla tradizione, a quello che le è stato insegnato... il suo sapere è condizionato ancora alla tradizione religiosa, non si è aperta alla novità portata da Gesù... ... Marta crede nel Dio che risuscita i morti. Gesù parla di un Dio che non fa morire e che è venuto a trasmettere una qualità di vita indistruttibile... ... E’ un Dio al quale non gli basta questa vita terrena che gli uomini hanno, ma gli vuole regalare la sua stessa vita, regalare la sua condizione divina... ... Purtroppo forse ancor oggi molti cristiani credono in un Dio capace di risuscitare i morti

[Secondo il "profeta" Maggi quindi Dio non è capace di risuscitare i morti? Io  credevo che Dio potesse, che stupido che sono stato, insieme a tutti i santi e i credenti in 2000 anni... meno male che c’è Alberto Maggi].

Dice Alberto Maggi:  non nel Padre che comunica ai vivi la sua stessa vita capace di superare la morte.

[Ma la conosciamo la Scrittura? Esistono due morti: la morte corporale e la morte spirituale, che è “la seconda morte” (Ap 20,14). Se diciamo che Dio è capace ANCHE di far superare la seconda morte restituendo la vita della grazia all’uomo, va bene. Altra cosa è dire che Dio è capace SOLO di far ciò, e che non può risuscitare un morto che ha subito la morte corporale: questo è falsissimo].

Dice Alberto Maggi:  Guardate che è importante... ... se le idee sono sbagliate, tutta la nostra vita ne sarà sbagliata...

[Caro Maggi quindi le idee e tutta la vita di tutti i santi in 2000 anni è stata sbagliata, perché credevano nella Resurrezione dei morti].

Dice Alberto Maggi:  ...Gesù non viene a prolungare la vita fisica che l’uomo possiede sopprimendo o ritardando indefinitamente la morte. Gesù non è un medico, Gesù non è un pronto soccorso ambulante.

[Qui  Maggi effettua una nuova e velata negazione di tutti i miracoli da Cristo operati nell’ordine della natura].

Dice Alberto Maggi:  Gesù viene a comunicare la vita che lui stesso possiede, la vita divina, la vita indistruttibile... ... Gesù è già la risurrezione perché in Lui c’è la pienezza della vita.

[Una cosa è dire che Gesù non ha compiuto solo guarigioni e risurrezioni corporali ma ANCHE e soprattutto spirituali: giusto. Dicendo che invece altra cosa è dire che Gesù ha compiuto SOLO queste ultime, e non quelle corporali: FALSO].

Dice Alberto Maggi:  Pertanto alla comunità che è di fronte alla dissoluzione fisica di Lazzaro, Gesù rassicura che Lazzaro vive perché gli ha dato adesione. Chi crede in me, anche se muore, vivrà...

[Questa è la resurrezione spirituale, la quale non nega affatto quella corporale, coesistono entrambe in Lazzaro tranquillamente].

Dice Alberto Maggi: ...tutto l’insegnamento deve basarsi sulla Scrittura, sulla Parola di Dio; quindi un invito ai predicatori, ai teologi, alle persone, di basare tutta la loro vita spirituale su qualcosa di sicuro che non sono le idee di un teologo, le fantasie di un mistico, ma la parola del Signore soprattutto per quello che riguarda i vangeli...

Questo invito il fantomatico Alberto Maggi deve farlo innanzi tutto a se stesso, in quanto la totalità delle sue inventate teorie sono sue idee, mai apparse né nella Parola di Dio scritta (Sacra Scrittura), né tantomeno nella Parola di Dio tramandata (Tradizione Apostolica). Si converta o dichiari pubblicamente la sua volontà di FONDARE L'ENNESIMA COMUNITA' ECCLESIALE PROTESTANTE!

Inoltre, il teologo Alberto Maggi faccia un pochino di ripetizione del Catechismo, dato che ignora uno dei fondamenti della nostra fede e cioè, dove sia contenuta la Parola di Dio rivelata e dove ne risieda l'altrettanto divina interpretazione (per evitare le interpretazioni umane nelle quali si cade adottando il metodo luterano del "Sola Scriptura", metodo usato da Padre Maggi).

ADESSO UN POCO DI DOTTRINA VERA:


Quanto alle fonti della Rivelazione divina, il buon cristiano deve sapere che:

Catechismo Maggiore di Papa San Pio X

PARTE QUINTA
DELLE VIRTÙ PRINCIPALI E DI ALTRE COSE NECESSARIE A SAPERSI DAL CRISTIANO
CAPO I.
Delle virtù principali.
§ 1. - Delle virtù teologali.

874 D. Dove si contengono le verità che Dio ha rivelato?

R. Le verità che Dio ha rivelato si contengono nella Sacra Scrittura e nella Tradizione.

889 D. Ditemi: che cosa è la Tradizione?

R. La Tradizione é la parola di Dio non scritta, ma comunicata a viva voce da Gesù Cristo dagli Apostoli, e giunta inalterata, di secolo in secolo per mezzo della Chiesa fino a noi.

890 D. Dove si contengono gl'insegnamenti della Tradizione?

R. Gl' insegnamenti della Tradizione si contengono principalmente nei decreti dei Concilî, negli scritti dei santi Padri, negli atti della Santa Sede, nelle parole e negli usi della sacra Liturgia.

891 D. In qual conto si deve tenere la Tradizione?

R. La Tradizione si deve tenere in quel medesimo conto in che si tiene la parola di Dio rivelata, contenuta nella Sacra Scrittura.

CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA (Compendio)

14. Quale rapporto esiste fra la Tradizione e la Sacra Scrittura?

La Tradizione e la Sacra Scrittura sono tra loro strettamente congiunte e comunicanti. Ambedue rendono presente e fecondo nella Chiesa il mistero di Cristo e scaturiscono dalla stessa sorgente divina: costituiscono un solo sacro deposito della fede, da cui la Chiesa attinge la propria certezza su tutte le verità rivelate.

***

Quanto all'interpretazione divina di tali fonti, il buon cristiano deve sapere che:

CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA (Compendio)

16. A chi spetta interpretare autenticamente il deposito della fede?

L'interpretazione autentica di tale deposito compete al solo Magistero vivente della Chiesa, e cioè al Successore di Pietro, il Vescovo di Roma, e ai Vescovi in comunione con lui. Al Magistero, che nel servire la Parola di Dio gode del carisma certo della verità, spetta anche definire i dogmi, che sono formulazioni delle verità contenute nella Rivelazione divina. Tale autorità si estende anche alle verità necessariamente collegate con la Rivelazione.

CONCILIO DI TRENTO SESSIONE IV (8 aprile 1546)

[...] E poiché il sinodo sa che questa verità e disciplina è contenuta nei libri scritti e nelle tradizioni non scritte - che raccolte dagli apostoli dalla bocca dello stesso Cristo e dagli stessi apostoli, sotto l’ispirazione dello Spirito santo, tramandate quasi di mano in mano (16), sono giunte fino a noi, — seguendo l’esempio dei padri ortodossi, con uguale pietà e pari riverenza accoglie e venera tutti i libri, sia dell’antico che del nuovo Testamento, - Dio, infatti, è autore dell’uno e dell’altro ed anche le tradizioni stesse, che riguardano la fede e i costumi, poiché le ritiene dettate dallo stesso Cristo oralmente o dallo Spirito santo, e conservate con successione continua nella chiesa cattolica.

[...] Inoltre, per reprimere gli ingegni troppo saccenti, dichiara che nessuno, basandosi sulla propria saggezza, negli argomenti di fede e di costumi, che riguardano la dottrina cristiana, piegando la sacra Scrittura secondo i propri modi di vedere, osi interpretarla contro il senso che ha (sempre) ritenuto e ritiene la santa madre chiesa, alla quale spetta di giudicare del vero senso e dell’interpretazione delle sacre scritture o anche contro l’unanime consenso dei padri, anche se queste interpretazioni non dovessero esser mai pubblicate. Chi contravvenisse sia denunciato dagli ordinari e punito secondo il diritto.


 

Fate attenzione, Padre alberto Maggi, ben si guarda dal citare il Magistero o il Catechismo, lui si limita sempre e solo al Vangelo che, per altro, cita usando la sua versione; tipico comportamento usato dai santoni.

Carlo Di Pietro



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