| MEGLIO CHE I LEFEBVRIANI ACCETTINO L'ACCORDO CON ROMA (PER SALVARE ROMA) |
|
|
... misto dove è fondamentale distinguere i piani, operazione oggettivamente non sempre facile. Da qui il moto sussultorio con cui procede la vicenda. Se si può comprendere il disorientamento di Roma davanti alle esitazioni della Fraternità San Pio X, si deve comprendere anche la perplessità della Fraternità San Pio X quando lamenta che Roma chiede quanto non ha chiesto a nessun altro per potersi fregiare della sdrucciolevole categoria ecclesiale detta “piena comunione”. A questo punto, nessuna delle due parti può pretendere di far pagare all’altra un prezzo inesigibile: da un lato, Roma non può chiedere alla Fraternità San Pio X di rinnegare la sua identità; dall’altro, i lefebvriani non possono pretendere che Roma perda la faccia, con una resa incondizionata e con una fiabesca rimessa in forma dell’attuale mondo cattolico, che è obiettivamente un coacervo di molte contrastanti cose. Il successo della trattativa richiede uno sguardo che sappia tenere insieme fede e realismo. Da una parte, una visione soprannaturale: il credere che la Chiesa è a Roma, comunque e in ogni caso, nonostante stia attraversando una delle crisi più gravi della sua storia; dall’altra, la strada stretta del realismo, che punti a dare alla Fraternità San Pio X la possibilità di “fare l’esperienza della tradizione”, secondo una formula che fu coniata proprio da monsignor Marcel Lefebvre. Per quanto possa sembrare sproporzionato, la responsabilità maggiore investe gli eredi di Lefebvre. Nella storia della Chiesa ricorre spesso la figura del nano che si carica sulle spalle il gigante. Si tratta di un compito che, oltre al rigore dottrinale e morale, richiede umiltà e carità e la consapevolezza che Roma si aiuta stando a Roma. Ma più passa il tempo, più si rischia di pensare che esista solo un’alternativa tra due vie: la sirena di chi invita a non concludere perché le condizioni della Chiesa sono troppo gravi; e la sirena di chi invita a concludere senza discutere perché in fondo va tutto bene. L’una e l’altra via non si confanno al senso più intimo di un’istituzione come la Fraternità San Pio X, sorta in seguito alla indiscutibile crisi abbattutasi sulla Chiesa dopo il Concilio Vaticano II. Come spesso capita quando si prospetta un bivio, in realtà esiste una terza alternativa che, in questo caso, recita più o meno così: la questione deve essere conclusa al più presto proprio perché la situazione è grave, in vista del bene di tutta la Chiesa. In tale operazione, la Fraternità San Pio X non può essere lasciata sola davanti a una responsabilità tanto grande. E in questo fa da garante Benedetto XVI. Non si può negare che questo Papa abbia caratterizzato il proprio pontificato rimettendo in onore la Messa gregoriana, ritirando la scomunica ai vescovi della Fraternità e avviando i colloqui dottrinali sui punti caldi: tutte condizioni richieste dagli eredi di Lefebvre. Questo fatto non può essere ignorato né dalla Fraternità San Pio X, nè dai negoziatori che rappresentano Roma. I quali sanno benissimo che c’è più cattolicesimo nella comunità lefebvriana, pur canonicamente irregolare, che in molte comunità regolarissime interne al mondo cattolico. E’ giunta l’ora di mettere fine a questo paradosso, con un atto di buona volontà e insieme di buon senso. Da entrambe le parti. Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro
CLICCA SU+SHARE PER CONDIVIDERE LE NOSTRE NOTIZIE OVUNQUE |
|
Gentile lettore, per poter rilasciare commenti è necessario registrarsi al sito, effettuando donazione utile esclusivamente al mantenimento dei costi del database "commenti". Successivamente si dovrà eseguire il login. PER REGISTRARSI A PONTIFEX.ROMA ED EFFETTUARE UNA DONAZIONE CLICCARE QUI. Tutti i commenti saranno pubblicati esclusivamente dopo la procedura di moderazione. Sono sgraditi commenti blasfemi, parolacce, offese, minacce e l'inserimento di link. La sezione commenti è utile esclusivamente al dialogo ed al confronto ideologico. Non rilasciate commenti off topic. Grazie. |
Ultime Pubblicazioni Opinioni - Laici
- QUANDO SANTA RITA DA CASCIA MI SALVÒ DALLA DANNAZIONE E DALLO SCONFORTO TOTALE!
- UN DRAMMA TREMENDO, QUELLO AVVENUTO A BRESCIA, CHE SI CONCLUDE CON TRE CADAVERI ...
- OMOSESSUALE GUARITO: UN EX ATTIVISTA GAY SPIEGA IN CHE MODO HA LASCIATO L’OMOSESSUALITÀ
- POLLAI, CANILI E CARCERI
- DOTTRINA CATTOLICA E FILOSOFIA BUDDHISTA: CARITÀ ED EGOISMO A CONFRONTO. VERA PACE E APPARENTE TOLLERANZA
- CREAZIONISMO: LA TERRA, UN MONDO GIOVANE. E LA DATAZIONE AL CARBONIO?
- CRIMINALITÀ, IDEOLOGIA, FOLLIA?
- BRINDISI: SE FOSSE LA SACRA CORONA UNITA, MENO PREOCCUPAZIONI. TENSIONE SOCIALE!
- CONOSCERE LA MASSONERIA: LʼINGHILTERRA AI TEMPI DI GIUSEPPE MAZZINI. I LIBRI DI THOMAS CARLYLE
- DUE “CREDO” NELLA NUOVA LITURGIA CATTOLICA? COLORO CHE ASPIRANO AD UN “CATTOLICESIMO PROTESTANTE”
- IL FUMO DI SATANA E LA DIVULGAZIONE DEI DOCUMENTI DEL SANTO PADRE
- POPOLI ALLA DERIVA: MOLTI BATTEZZATI ANNEGANO NELL’ACCIDIA E NELL’IGNAVIA, PER TIMORE DI PROCLAMARE LA PAROLA DI DIO
- OMOSESSUALE GUARITO: EX GAY E TRANSESSUALI GUARITI. USCIRE DALL'OMOSESSUALITÀ (PARTE 1)
- DISAGIO MENTALE: ALLE ISTITUZIONI RIDUCETE I PRIVILEGI E DATE UNA MANO A CHI SOFFRE! LA NOTA DELL'UE CENSURATA
- I PIÙ GRANDI EVASORI? GLI IMMIGRATI, LO SCANDALO INGNORATO DAL FISCO
- CONSIDERAZIONI SULLO SCAMBIO DI LETTERE FRA MONS. FELLAY E GLI ALTRI TRE VESCOVI DELLA FRATERNITÀ SAN PIO X
- CONOSCERE LA MASSONERIA: LʼINGHILTERRA AI TEMPI DI GIUSEPPE MAZZINI. THOMAS CARLYLE
- QUANDO FACCIAMO DELLA FALSITÀ LA NOSTRA REGOLA DI VITA
- LA CLINICA DELLA VERGOGNA. ARTICOLO SULLA MISERABILITÀ UMANA, QUELLA CHE FA LA DIFFERENZA
- NUOVO REFERENDUM ABROGATIVO DELLA L. 194 IN MATERIA DI ABORTO: I QUESITI REFERENDARI
- PENSIERI DAVANTI AL CARCERE: LA FORZA DELLE MADRI
- CONOSCERE LA MASSONERIA: MAZZINI IN INGHILTERRA
- DA ALCIDE DE GASPERI A MARIO MONTI. PERCHÉ L'ITALIA NON POTRÀ MAI CAMBIARE E PERCHÉ SIAMO DEI POVERI ILLUSI!
- LA BELLEZZA DELL’AVE MARIA. RIFLESSIONI DI UN LAICO
- ABUSI LITURGICI: QUANDO GESÙ SUBISCE NUOVAMENTE L’UMILIAZIONE DELLA COLONNA
- OMOSESSUALE GUARITO: "USCIRNE SI PUÒ, IO L’HO FATTO!". TESTIMONIANZA DI UN GIOVANE ROMANO EX OMOSESSUALE
- CARE MAMME, AUGURI DI VERO CUORE. UNA SCELTA DIFFICILE ED IMPEGNATIVA. BASTA CON LE VIOLENZE
- CONOSCERE LA MASSONERIA: LʼINGHILTERRA AI TEMPI DI GIUSEPPE MAZZINI. LORD PALMERSTON
- MESSAGGIO A BENEDETTO XVI DI UN GIOVANE STUDENTE DI FILOSOFIA: CRISI ECONOMICA, SIGNORAGGIO E VALORE DELLA MONETA
- L'OPINIONE DI MARCO TOSATTI: ROMA, 13 MAGGIO, PER LA VITA





L’accordo si farà oppure no? Il dialogo fra la Santa Sede e la Fraternità San Pio X, fondata da monsignor Marcel Lefebvre, è entrato in una fase decisiva. L’esito di questo dialogo sta a cuore innanzitutto a Benedetto XVI, che lo ha promosso e alimentato personalmente; sta a cuore a tutti i sacerdoti, i religiosi e i laici che fanno parte della Fraternità; e sta a cuore a tutta quella più vasta parte del mondo cattolico che lefebvriana non è, ma che si colloca nell’area della tradizione. Per motivi diversi, anche il cattolicesimo progressista e il mondo laico osservano con grande attenzione, e qualche nervosismo. Insomma: la partita che si sta giocando è importante e difficile, ma l’accordo non è impossibile. Molte resistenze potrebbero cadere, se solo si considerasse che, per quanto si discuta di questioni dottrinali, lo si fa per via diplomatica, anche perché è in discussione la sistemazione canonica della Fraternità San Pio X. Ci si muove su un terreno ...


Leggi tutto...