| APPROFONDIMENTO SULL'INTERPRETAZIONE FUORVIANTE DELLA SACRA SCRITTURA DA PARTE DEL BIBLISTA ALBERTO MAGGI |
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... Padre Maggi ha sostenuto e sostiene che sia Lazzaro che Gesù non sono realmente risorti, bensì la loro resurrezione va intesa come una esclusiva capacità dei loro cari di vederli con occhi diversi nella pienezza di vita del Regno del Padre; in parole povere, Padre Maggi sostiene che Lazzaro e Gesù non sono risorti ed il loro corpo è rimasto pasto per i vermi (Lazzaro fin dalla sua prima morte e Gesù dopo la crocifissione). In tante altre inesattezze pronunciate da Padre Maggi, questi si diletta nel negare la veridicità oggettiva dei miracoli compiuti da Gesù, dagli Apostoli, dai Discepoli dai Santi, riducendo il tutto a metafore. Gli esempi possono procedere a lungo e, per approfondimenti, vi rimando ai link pubblicati a fine articolo, tuttavia è bene far presente che Padre Maggi da decenni si arrampica in queste deviate interpretazioni dei Vangeli e, negando numerose verità di fede ed ignorando totalmente il Magistero, trascina con lui nel baratro dell'inganno diabolico una vasta schiera di fedeli che, purtroppo, si fidano di lui. Come ho scritto in tutti i miei articoli su tal personaggio, non intendo sferrare un attacco personale a Padre Maggi, ci mancherebbe, il mio unico scopo è quello di difendere le persone dalla sua ignoranza e di sollevare la coscienza dello stesso Maggi, a fini di conversione. Sicuramente questa etichetta che io attribuisco al Padre potrebbe suscitare qualche polemica, tuttavia, è opportuno ribadire a chiare lettere e senza margine di trattativa, che non sono io a definirlo fuorviante, bensì è egli stesso che, ignorando totalmente Chiesa e Magistero, si colloca nell'ambito dei protestanti, quindi nulla ha a che vedere con il Cattolicesimo romano. Padre Maggi, pertanto, senza offendersi per le mie parole, ammetta pubblicamente che le sue interpretazioni sono assolutamente non in linea con la Fede Cattolica di sempre; faccia il serio e dichiari di voler fondare l'ennesima setta protestante, di cui lui può auto proclamarsi santone. Dice Alberto Maggi: " [...] tutto l’insegnamento deve basarsi sulla Scrittura, sulla Parola di Dio; quindi un invito ai predicatori, ai teologi, alle persone, di basare tutta la loro vita spirituale su qualcosa di sicuro che non sono le idee di un teologo, le fantasie di un mistico, ma la parola del Signore soprattutto per quello che riguarda i vangeli [...]". Questa e tante altre sue dichiarazioni, oltrepassano il limite del ridicolo! Come ho già detto in altri articoli, il teologo Alberto Maggi faccia un pochino di ripetizione del Catechismo, dato che ignora uno dei fondamenti della nostra fede e cioè, dove sia contenuta la Parola di Dio rivelata e dove ne risieda l'altrettanto divina interpretazione (per evitare le interpretazioni umane nelle quali si cade adottando il metodo luterano del "Sola Scriptura", metodo usato da Padre Maggi). 1) Quanto alle fonti della Rivelazione divina, il buon cristiano deve sapere che: Catechismo Maggiore di Papa San Pio X - PARTE QUINTA - DELLE VIRTÙ PRINCIPALI E DI ALTRE COSE NECESSARIE A SAPERSI DAL CRISTIANO - CAPO I. - Delle virtù principali. - § 1. - Delle virtù teologali. 874 D. Dove si contengono le verità che Dio ha rivelato? 889 D. Ditemi: che cosa è la Tradizione? 890 D. Dove si contengono gl'insegnamenti della Tradizione? 891 D. In qual conto si deve tenere la Tradizione? CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA (Compendio) 14. Quale rapporto esiste fra la Tradizione e la Sacra Scrittura? 2) Quanto all'interpretazione divina di tali fonti, il buon cristiano deve sapere che: CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA (Compendio) 16. A chi spetta interpretare autenticamente il deposito della fede? CONCILIO DI TRENTO SESSIONE IV (8 aprile 1546) [...] E poiché il sinodo sa che questa verità e disciplina è contenuta nei libri scritti e nelle tradizioni non scritte - che raccolte dagli apostoli dalla bocca dello stesso Cristo e dagli stessi apostoli, sotto l’ispirazione dello Spirito santo, tramandate quasi di mano in mano (16), sono giunte fino a noi, — seguendo l’esempio dei padri ortodossi, con uguale pietà e pari riverenza accoglie e venera tutti i libri, sia dell’antico che del nuovo Testamento, - Dio, infatti, è autore dell’uno e dell’altro ed anche le tradizioni stesse, che riguardano la fede e i costumi, poiché le ritiene dettate dallo stesso Cristo oralmente o dallo Spirito santo, e conservate con successione continua nella chiesa cattolica. [...] Inoltre, per reprimere gli ingegni troppo saccenti, dichiara che nessuno, basandosi sulla propria saggezza, negli argomenti di fede e di costumi, che riguardano la dottrina cristiana, piegando la sacra Scrittura secondo i propri modi di vedere, osi interpretarla contro il senso che ha (sempre) ritenuto e ritiene la santa madre chiesa, alla quale spetta di giudicare del vero senso e dell’interpretazione delle sacre scritture o anche contro l’unanime consenso dei padri, anche se queste interpretazioni non dovessero esser mai pubblicate. Alberto Maggi ascolti la Sacra Scrittura, a cui dice tante volte di credere: "Perciò, fratelli, state saldi e mantenete le tradizioni che avete apprese così dalla nostra parola come dalla nostra lettera" (2 Ts 2,15) "Vi ordiniamo pertanto, fratelli, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo, di tenervi lontani da ogni fratello che si comporta in maniera indisciplinata e non secondo la tradizione che ha ricevuto da noi" (2 Ts 3,6) "Vi lodo poi perché in ogni cosa vi ricordate di me e conservate le tradizioni così come ve le ho trasmesse" (1 Cor 11,2) Dice Sant'Agostino: "Invero io stesso non crederei al Vangelo, se non mi spingesse a credere l’autorità della Chiesa cattolica" (Contra ep. man. 5, 6). Dice Sant'Alfonso Maria de' Liguori, Dottore della Chiesa (Verità della Fede, Parte III, Cap. VI, §4): [...] Or queste tradizioni, che sono la parola di Dio non iscritta, hanno la stessa autorità che la parola scritta, qual'è la sacra bibbia. I novatori negano, come negavano anche gli antichi eretici, cioè gli eutichiani, nestoriani, pelagiani ecc. (e con ragione secondo il loro intento le negano), e, disprezzando il giudizio della chiesa, [...] dicono che la sola scrittura è regola di fede, perché dalla scrittura essi traggono poi i loro errori, storcendo il senso de' testi a lor capriccio [...] [...] Inoltre le tradizioni sono approvate da più concilj [...] [...] Così anche da' santi padri le tradizioni apostoliche sono state sempre venerate. S. Basilio [...] S. Epifanio [...] S. Agostino [...] S. Giovanni Grisostomo [...] E così gli altri santi padri, come s. Dionisio, s. Giustino, s. Atanasio, s. Gregorio Nazianzeno, s. Giovanni Damasceno, Tertulliano, s. Cipriano, s. Ilario, s. Ambrogio, s. Girolamo ed altri, dei quali il Bellarmino (T. 1. l. 4. c. 7. ) riferisce i luoghi e le parole [...] [...] Ma sopra tutto si conosce la necessità della tradizione da considerare che senza la tradizione non avrebbe potuto accertarsi la chiesa che vi sia la scrittura, quali siano i veri suoi libri, quale la sua legittima versione e quale il vero senso de' testi. Sicché tolta di mezzo la tradizione non possiamo aver più alcuna certezza delle scritture e del loro vero senso [...] [...] È falsissimo dunque quel che dicono gli eretici, non esservi obbligo di credere, o fare se non quello ch'è scritto particolarmente nella scrittura. È certo che quelli, a cui predicavano gli apostoli, prima di scriversi le verità della fede negli evangelj, eran tenuti a crederle; e come? Per la sola tradizione delle cose predicate dagli apostoli. Sicché la tradizione e la chiesa furono prima della scrittura. [...] [...] Dicono gli eretici non esser necessario che ogni cosa sia espressa nella scrittura, ma bastare che sia dedotta da quella per legittima conseguenza senza che siamo tenuti ad ammettere le tradizioni. Ma si risponde che la conseguenza dedotta dalla divina parola non è già parola divina, ma parola umana; mentr'è dedotta dall'intelletto umano, il quale è soggetto a fallire. Oltreché per trarre dalla scrittura una legittima e certa conseguenza, dovremmo esser certi del senso di quella; ma questa certezza non può aversi senza la dichiarazione della chiesa, per mezzo della quale Iddio ci parla più chiaramente, che per mezzo della scrittura; giacché egli con segni molto più evidenti ci ha renduti certi della verità della chiesa, che dell'esistenza delle scritture. Dice Sant'Alfonso Maria de' Liguori, Dottore della Chiesa (Verità della Fede, Parte III, Cap. VI, §2): [...] come si prova quale sia il vero senso delle scritture? Dice s. Girolamo che il vangelo, o sia la legge del vangelo non è nelle parole delle scritture, ma nel vero senso di quelle: Non putemus in verbis scripturarum esse evangelium, sed in sensu... Interpretatione enim perversa de evangelio Christi fit hominis evangelium, aut quod peius est, diaboli. Così le parole Pater maior me est (Ioan. 10. 28), come le intende un cattolico, sono parole di Dio; ma come le intende un ariano, sono parole d'un eretico. Queste altre parole: Qui crediderit, et baptizatus fuerit, salvus erit (Marc. 16. 16), intese da un luterano sono eresia, intese da un cattolico sono verità [...] [...] 18. Né gli eretici secondo i loro principj possono mai provare che abbiano il vero senso della scrittura. Non possono provarlo per mezzo della stessa scrittura, perché, siccome si è detto, la scrittura in molto luoghi è oscura, né in altri luoghi si spiega; e così come un testo può essere giudice dello stesso testo? Non possono neppure provarlo per lo spirito interno, perché questo spirito è di ciascun uomo privato, il quale può ingannarsi. Non dicono i novatori che la chiesa romana dopo il quinto secolo si è ingannata con tanti uomini dotti suoi seguaci, e così ha corrotta la fede? E come poi ciascun uomo privato non può ingannarsi? Ma a rispetto di questo spirito privato vediamo che ne dicono questi maestri di fede. Lutero nega tanti libri della scrittura: Giobbe, l'ecclesiaste ed altri riferiti di sopra: Calvino all'incontro gli ammette per veri e divini. Ambedue questi eresiarchi, come dicono i loro seguaci, sono stati messi illuminati da Dio, ambedue hanno avuta la luce interna dallo Spirito santo. A chi dei due dobbiamo noi credere? Di più le parole dell'eucaristia: Hoc est corpus meum, Lutero le intende realmente del corpo di Gesù Cristo; ma Zuinglio e Calvino le intendono figuratamente: Sicché quello che l'uno tiene per fede, gli altri condannano per idolatria. Mi dicano chi di loro dice la verità? Posto ciò si vede che i riformati non hanno, né possono aver regola certa di fede; poiché non hanno giudice infallibile che decida le controversie. E qual è questo giudice infallibile? È la chiesa. Vediamolo. 3) Conclusione: Alberto Maggi sembra non sapere o ricordare queste verità basilari del cristiano. Adotta il metodo del Sola Scriptura e si dimena in questo mare umano di personali interpretazioni a volte inaudite. Scelga allora a quale delle oltre 25.000 confessioni protestanti (nate nei secoli "grazie" a tale metodo) vuole appartenere, anziché mentire alla gente dicendo di essere cattolico mentre non ha la fede cattolica "integra e inviolata" (Simbolo Atanasiano), oppure ne fondi una ennesima nuova: la "Chiesa Maggiana", dato che persino i protestanti almeno alla Resurrezione corporale di Cristo e di Lazzaro ci credono. La Scrittura stessa proclama e chiama la Chiesa "colonna e sostegno della verità", perché senza la colonna della Chiesa la verità contenuta nella Scrittura precipita nel mare delle molteplici interpretazioni umane. Come abbiamo visto poche righe sopra, ben spiegato da Sant'Alfonso (Dottore della Chiesa), è evidente che Padre Maggi sputa nel piatto in cui mangia: il piatto è la Sacra Scrittura, la cuoca è la Chiesa con il suo Magistero e la sua autorità assistita dallo Spirito Santo. Senza la cuoca il Maggi non avrebbe neppure il piatto in cui mangia. Senza la Chiesa il Maggi non avrebbe nemmeno la Scrittura su cui afferma tante volte la necessità di basarsi. Neppure sapremo quali sono i libri divini e quali no. Neppure sapremo distinguere con certezza divina i libri ispirati integralmente da quelli apocrifi. Non avremmo la Sacra Scrittura, ma solo un insieme confuso e dubbioso di reperti storici raccolti da uomini, che come tali possono sbagliare. Maggi dice che bisogna credere alla Scrittura? Benissimo. Perché devo crederci? Perché me lo dice un uomo? No, lo afferma anche Maggi che bisogna basarsi sulla parola di Dio, non su quella degli uomini. Allora perché devo crederle? Perché lo dice la Chiesa, "colonna e fondamento della verità" (Lettera a Timoteo). "[...] voglio che tu sappia come comportarti nella casa di Dio, che è la Chiesa del Dio vivente, colonna e sostegno della verità" (1 Tm 3,15). Perciò, a quale interpretazione della Scrittura devo credere? A quella divina data sempre in 2000 anni dalla Chiesa a cui hanno creduto tutti i Santi e tutti i Cattolici? O a quella umana dell'uomo Alberto Maggi? (secondo il quale per 2.000 anni Dio avrebbe lasciato tutti nell'errore, in attesa che arrivasse lui, Padre Maggi, il rivelatore definitivo, grazie al fatto che ha studiato per 8 anni il Vangelo di Matteo) "In quello stesso istante Gesù esultò nello Spirito Santo e disse: Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre, perché così a te è piaciuto" (Luca 10,21). Dice San Pio X nel Discorso del 10 Maggio 1909: "Siate forti per custodire e difendere la vostra fede, quando tanti la combattono e la perdono; [...] e quindi vi raccomando soltanto di esser forti per conservarvi figli devoti della Chiesa di Gesù Cristo, quando tanti purtroppo, senza forse saperlo, si mostrano ribelli, perché il criterio primo e massimo della fede, la regola suprema e incrollabile della ortodossia è l’obbedienza al magistero sempre vivente e infallibile della Chiesa, costituita da Cristo columna et firmamentum veritatis, colonna e sostegno di verità". 4) Ammonimento finale: "Bisogna credere alla Parola di Dio, non a quella degli uomini"? Bene, il Maggi si risponde da solo. Perciò anche quanto all'interpretazione bisogna credere al senso che ne ha sempre dato la Chiesa Divina, non a quello che ne dà l'uomo Alberto Maggi, quando da essa dissente. Spero, con sincero amore, che Padre Maggi non si offenda per queste mie parole. Ripeto a gran voce che apprezzo i suoi studi ed i suoi sforzi, tuttavia non sono condivisibili in alcun modo e le sue interpretazioni della Scrittura, seppur dettate da anni di studi, quando dissentono dalle Verità rivelate, sono carta straccia. Carlo Di Pietro Link utili:
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Padre Alberto Maggi, il noto biblista - teologo e principale animatore del "Centro Studi Biblici G. Vannucci", persona che comunque io apprezzo per l'impegno che profonde nei suoi studi decennali sulla Scrittura, da tempo scucita le mie attenzioni perché, nonostante egli si definisce uno scienziato della materia, dispiace constatare la sua incontrovertibile e insindacabile ignoranza (volontaria o inconsapevole?) circa le basi dell'interpretazione della Scrittura. Così facendo, purtroppo, Padre Alberto Maggi, con metodi molto affabili, convincenti e seduttivi, fa proseliti (seguaci) trasmettendogli la sua inconsapevolezza di partenza. Ho dedicato tanti articoli alla vicenda, assolutamente non per mettermi in competizione con Padre Maggi che è creduto da alcuni un "luminare" del settore, in cui da tempo denuncio le sue fuorvianti e false interpretazioni dei Vangeli. Per citare qualche esempio (in calce all'articolo sono presenti tutti i link) ...


Commenti
Qui siamo peggio di Teilhard de Chardin.
Almeno come giustamente dice l'autore è bene dire che non si accetta la Chiesa di Roma e si vuol fondare una nuova confessione protestante, questa sarebbe una cosa logica.
C'è anche da dire che troppo studio fa male, specialmente se si è in disubbidienza.
http://it.wikipedia.org/wiki/Rudolf_Bultmann
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