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QUANDO E' OPPORTUNO CHE LA DONNA INDOSSI L'ABITO DA SPOSA DI COLORE BIANCO? LA CASTITA' COME VIRTU' MORALE, DONO DI DIO, GRAZIA E FRUTTO DELLO SPIRITO SANTO Stampa E-mail


Pontifex.RomaQualche anno fa pubblicai sul sito un mio articolo sull'importanza delle tradizioni popolari circa il matrimonio e, nello specifico, ricordai la necessità che è sempre fondamentale dare rilievo alla pietà popolare ed alle sane abitudini / tradizioni cristiane, che male non fanno, anzi fanno solo bene al corpo, alla psiche ed all'anima. L'articolo, dato il titolo molto provocatorio, fu letto da circa 10.000 utenti in 2 giorni, tuttavia fu oggetto anche di forti polemiche e di grandi insulti, a me rivolti, presenti tuttora su molti siti e forum di femministe / progressiste, nonché sfottò su siti di atei e blasfemi vari. Come spesso accade, purtroppo, la mediocrità dettata dalla superbia e dalla saccenza, porta le persone a giudicare ed a "sparare a zero" senza mo' di educazione e senza reale lettura dei contenuti degli articoli (capirne il senso), per il solo motivo di rendere la fonte poco credibile, con l'intento di farne "terra bruciata". Molti, dopo la pubblicazione ...

... dell'articolo, si prodigarono anche in giudizi molto temerari, giungendo persino a definirmi pazzo e stupido.

A costoro, oltre che dedicare le mie preghiere, vorrei ricordare la Parola del Signore:

- "Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna" (Matteo 5,22);

- "Mentr'egli parlava così in sua difesa, Festo a gran voce disse: «Sei pazzo, Paolo; la troppa scienza ti ha dato al cervello!»" (Atti 26,24);

- "E Paolo: «Non sono pazzo, disse, eccellentissimo Festo, ma sto dicendo parole vere e sagge" (Atti 26,25);

- "Lo dico di nuovo: nessuno mi consideri come un pazzo, o se no ritenetemi pure come un pazzo, perché possa anch'io vantarmi un poco" (2Corinzi 11,16).

Certo, io non sono un santo e mi rendo conto che il titolo provocatorio dell'articolo può aver suscitato certe considerazioni, ciò nondimeno preferisco riproporlo in chiave più didattica (informativa) e meno giornalistica (provocatoria), al fine di tentare di risvegliare nelle nuove generazioni l'importanza di alcune tradizioni e la necessità di aderire appieno al santo concetto di castità, che è virtù e grazia, dunque non può essere snobbata bensì va valorizzata.

Tralasciando l'incipit del vecchio articolo, vengo al dunque.

Tempo fa (nel 2009) ho partecipato al matrimonio di una mia amica e, come si fa durante pranzi o cene lunghi, ogni tanto ci si reca nel giardino del ristorante di turno per fumare una sigaretta. Così ho fatto anche io che, purtroppo, ogni tanto mi concedo una sigaretta (brutto vizio) e, trovandomi a sfumacchiare con dei compagni di pranzo (un po' alticci) si è cominciato a discutere delle solite cose ovvero: sei amico dello sposo o della sposa? Sei parente? Come li conosci? Ecc... Per farla breve, eravamo in 5 a fumare di cui 1 amico dello sposo, 1 amico della sposa (io) e 3 ex fidanzati della sposa; il tasso alcolico del gruppo ha fatto si che si degenerasse nella discussione e, i 3 ex, resisi conto della loro "comune esperienza" hanno cominciato a cantare volgarmente: " .. se prima ero da solo a t**** ed il nome della sposa, adesso siamo in 2 a t**** ed il nome della sposa ... ecc...." (t**** sta per fare sesso, accezione volgare).

Mi sono allontanato con amarezza e dispiacere. Sicuramente i soggetti in questione, oltre ad essere ubriachi fradici adottando un comportamento poco consono a festeggiamenti che dovrebbero essere SACRI, si sono dimostrati dei gran cafoni, ma anche la neo sposa se l'è cercata.

A mio avviso una donna che si rispetti non dovrebbe accumulare cataste di ex fidanzati (può capitare e ci si può pentire, ottenendo perdono ed assoluzione) o perlomeno, dovrebbe avere la maturità di non invitarli al proprio matrimonio, come minimo per una questione di rispetto nei confronti del neo marito che, pur essendo devoto e fedele (sperando che duri), potrebbe non essere esente (nella psiche) da gelosie e insofferenza, anche riferite ad esperienze pregresse (identico discorso vale per l'uomo, anzi, data la maggiore sensibilità delle donne, l'uomo dovrebbe adottare ancor maggiore sobrietà e discernimento nelle scelte).

 Veniamo al punto dell'articolo ovvero l'abito bianco della sposa partendo da una breve introduzione storica:

Le donne egizie portavano una gonna lunga, ricoperta da una sopraveste trasparente; sul capo un fazzoletto rigato, piegato dietro le orecchie.

Nella Grecia Classica la veste era molto semplice, il peplo per gli uomini e il chitone, una veste più lunga, per le donne. Sopra veniva drappeggiato l'imation o la clamide.

Le donne romane vestivano per lo più come le greche, con tunica e mantello. Il costume maschile richiedeva la tunica e la tipica toga.

Nel Medioevo, in Europa, il vestito aveva soprattutto lo scopo di preservare il corpo dal freddo, senza particolari attenzioni all'eleganza. Comparirono però a poco a poco alcuni capi che diventarono tradizionali: la lunga camisa di origine araba, le prime brache (indossate dagli uomini sotto la gonna o la cotta), i berretti delle più varie forme.

Nel tardo Medioevo e nel primo Rinascimento si stabilizzarono alcune forme tipiche: per gli uomini il farsetto, i calzoni di maglia attillati, i vari copricapi; per le donne un abito lungo, dalla scollatura rotonda, una sopraveste senza maniche, variamente ornata e di diversi colori.

Il primo abito bianco da sposa che si documenta è quello della principessa Filippa di Inghilterra nel 1406.

La moda rinascimentale era molto fastosa: tipiche tra gli uomini le brache larghe e la giubba con le maniche tagliate per far intravedere la fodera; per le donne una gonna larga, il corpetto sul busto a stecche, la camicia ricamata e la ricca zimarra.

In Italia, le severe disposizioni della Controriforma ispirarono costumi più severi e più semplici: tipico del '600 è il severo abito nero ravvivato solo dalla gorgiera, un enorme colletto bianco a pieghe.

Il secolo XVIII rappresentò il culmine dell'eleganza: paniers, redingote, gilet e culottes di seta o raso abbondantemente ornate.

Dopo la Rivoluzione Francese, Giuseppina Bonaparte lanciò la linea definita Impero con il bustino a vita alta da cui scende la gonna.

Da allora l'abito da sposa divenne sempre più importante, grazie anche alla Regina Vittoria che lanciò uno stile che prende il suo nome, Vittoriano: vita stretta con corpetto aderente e gonna ampia con strascico". [1]

Nel XIX nascono molte delle tradizioni relative all’abito da sposa ed al matrimonio, come l’abito lungo bianco simbolo di purezza, il dolce nuziale, il ricevimento, i guanti.

Diciamo, intanto, che l'abito bianco non c'entra direttamente col Sacramento; ma e' tradizione che la sposa indossi un abito bianco per significare la propria verginità. Il significato dell'abito bianco era ed è particolarmente importante: si voleva che fosse il più bello possibile; lo si trasmetteva di madre in figlia o comunque lo si custodiva gelosamente in posto d'onore, proprio perché rappresentava la caratteristica del matrimonio conforme alla morale cristiana.

Ormai, purtroppo, l'aspetto spettacolare e neo pagano predomina su quello spirituale ed è raro che quel bianco corrisponda a verginità. Al punto che, oggi, sta prendendo piede una consuetudine, che non saprei dire se buona o malvagia: quella di fare abiti da sposa non più bianchi, bensì bianco panna. In un certo senso è cosa buona, perché la sposa che lo indossa ammette di non meritare l'abito bianco e quindi praticamente di non voler mentire proprio davanti all'altare; ma il fatto che questo sia diventato consuetudine (e praticamente accettato dai parroci) potrebbe essere come dire che quello che interessa non e' il bel significato, bensì il fatto spettacolare. [2]

Dato che la tradizione è fondamentale e che il Matrimonio è davanti a Dio, non davanti agli uomini, ritengo importante la valorizzazione delle tradizioni ed il senso di rispetto per la pietà popolare cristiana; ovvero che solo la donna vergine, non per vanto, bensì come motivo di ispirazione alle giovani ragazze affinché seguano il buon esempio, abbia diritto ad indossare l'abito bianco, che è un privilegio.

Questa mia opinione non vuol essere offensiva per le donne non vergini che, comunque hanno sbagliato dinanzi a Dio praticando il sesso prematrimoniale (peccato mortale che, se non confessato, esclude dalla Grazia santificante), ma deve tendere ad esaltare la virtù della castità, così come previsto dal Catechismo Cattolico, al fine di invogliare le giovani nell'ispirarsi ed emulare soggetti positivi e non negativi.

Nella sfera affettiva e nel rapporto fra uomo e donna fidanzati, il Compendio al Catechismo della Chiesa cattolica, ci ricorda che:

390. Che cosa sono i frutti dello Spirito Santo?
I frutti dello Spirito Santo sono perfezioni plasmate in noi come primizie della gloria eterna. La tradizione della Chiesa ne enumera dodici: «Amore, gioia, pace, pazienza, longanimità, bontà, benevolenza, mitezza, fedeltà, modestia, continenza, castità» (Gal 5,22-23 volg.).

488. Che cosa è la castità?
La castità è la positiva integrazione della sessualità nella persona. La sessualità diventa veramente umana quando è integrata in modo giusto nella relazione da persona a persona. La castità è una virtù morale, un dono di Dio, una grazia, un frutto dello Spirito.

489. Che cosa comporta la virtù della castità?
Essa comporta l'acquisizione del dominio di sé, come espressione di libertà umana finalizzata al dono di sé. È necessaria, a tal fine, un'integrale e permanente educazione, che si attua in tappe di crescita graduale.

490. Quali sono i mezzi che aiutano a vivere la castità?
Sono numerosi i mezzi a disposizione: la grazia di Dio, l'aiuto dei sacramenti, la preghiera, la conoscenza di sé, la pratica di un'ascesi adatta alle varie situazioni, l'esercizio delle virtù morali, in particolare della virtù della temperanza, che mira a far guidare le passioni dalla ragione.

491. In quale modo tutti sono chiamati a vivere la castità?
Tutti, seguendo Cristo modello di castità, sono chiamati a condurre una vita casta secondo il proprio stato: gli uni vivendo nella verginità o nel celibato consacrato, un modo eminente di dedicarsi più facilmente a Dio con cuore indiviso; gli altri, se sposati, attuando la castità coniugale; se non sposati, vivendo la castità nella continenza.

492. Quali sono i principali peccati contro la castità?
Sono peccati gravemente contrari alla castità, ognuno secondo la natura del proprio oggetto: l'adulterio, la masturbazione, la fornicazione, la pornografia, la prostituzione, lo stupro, gli atti omosessuali. Questi peccati sono espressione del vizio della lussuria. Commessi su minori, tali atti sono un attentato ancora più grave contro la loro integrità fisica e morale.

493. Perché il sesto Comandamento, benché reciti «non commettere adulterio», vieta tutti i peccati contro la castità?
Benché nel testo biblico del Decalogo si legga «non commettere adulterio» (Es 20,14), la Tradizione della Chiesa segue complessivamente gli insegnamenti morali dell'Antico e del Nuovo Testamento, e considera il sesto Comandamento come inglobante tutti i peccati contro la castità.

494. Qual è il compito delle autorità civili nei confronti della castità?
Esse, in quanto tenute a promuovere il rispetto della dignità della persona, devono contribuire a creare un ambiente favorevole alla castità, anche impedendo, con leggi adeguate, la diffusione di talune delle suddette gravi offese alla castità, per proteggere soprattutto i minori e i più deboli.

337. Qual è il disegno di Dio sull'uomo e sulla donna?
Dio, che è amore e che ha creato l'uomo per amore, l'ha chiamato ad amare. Creando l'uomo e la donna, li ha chiamati nel Matrimonio a un'intima comunione di vita e di amore fra loro, «così che non sono più due, ma una carne sola» (Mt 19,6). Benedicendoli, Dio disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi» (Gn 1,28).

338. Per quali fini Dio ha istituito il Matrimonio?
L'unione matrimoniale dell'uomo e della donna, fondata e strutturata con leggi proprie dal Creatore, per sua natura è ordinata alla comunione e al bene dei coniugi e alla generazione ed educazione dei figli. L'unione matrimoniale, secondo l'originario disegno divino, è indissolubile, come afferma Gesù Cristo: «Quello che Dio ha congiunto, l'uomo non lo separi» (Mc 10,9).

339. In qual modo il peccato minaccia il Matrimonio?
A causa del primo peccato, che ha provocato anche la rottura della comunione tra l'uomo e la donna, donata dal Creatore, l'unione matrimoniale è molto spesso minacciata dalla discordia e dall'infedeltà. Tuttavia Dio, nella sua infinita misericordia, dona all'uomo e alla donna la sua grazia per realizzare l'unione delle loro vite secondo l'originario disegno divino.

347. Quali sono i peccati gravemente contrari al Sacramento del Matrimonio?
Essi sono: l'adulterio; la poligamia, in quanto contraddice la pari dignità tra l'uomo e la donna, l'unicità e l'esclusività dell'amore coniugale; il rifiuto della fecondità, che priva la vita coniugale del dono dei figli; e il divorzio, che contravviene all'indissolubilità.

Bene, adesso che avete letto l'articolo, preferire tornare un attimo al titolo "galeotto":

"La Chiesa vieti l'abito bianco alle spose non vergini, è un vilipendio alla virtù della castità. Si richieda il certificato ad un ginecologo Cattolico"

E' ovvio che l'attuale Chiesa non può vietare l'abito bianco alle spose non vergini (era una semplice provocazione), come è altrettanto ovvia la mia "pungolata" (perché tale va intesa in senso giornalistico) che è impensabile una richiesta di certificato di verginità, ma è basilare anche constatare che indossare l'abito bianco, essendo sprezzanti e riluttanti alle sane tradizioni popolari cristiane, può rappresentare un vilipendio alla virtù della castità ed un cattivo esempio da non seguire.

Carlo Di Pietro

Note:
[1] www.tisposo.it
[2] www.diodopointernet.it

Altre fonti:
CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA Compendio (2005 Ed. Vaticana)

NB: ringrazio Francesca (da Terlizzi) per avermi inviato copia del vecchio articolo.



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Commenti   

 
#6 Andrea Laforgia 2012-02-12 02:19
Cara mary, non mi aspetto che voi cattolici bigotti viviate nel mondo reale. Avete la convinzione di essere nel giusto. Io vi consiglierei di scendere dal piedistallo, ma so anche bene che quel piedistallo ve lo siete costruiti da soli con tanta fatica, è tutto ciò che avete e ci siete affezionati. Io, in ogni caso, per tua informazione, non ho detto che una donna deve ficcarsi nel letto di chiunque gli capiti sotto mano; sto semplicemente dicendo che non c'è proprio niente di sbagliato nell'avere relazioni prematrimoniali . La castità prima del matrimonio ha condannato moltissime persone all'infelicità. Non credo che il vostro dio voglia questo.
 
 
#5 Andrea Laforgia 2012-02-12 02:14
Ma vedi, caro Carlo, a me importa proprio pochissimo che quanto io ho detto sia menzionato o meno dal Catechismo della Chiesa cattolica, ovvero da un documento scritto da gente che non ha figli, non fa sesso, non ha famiglia, non si sposa, e cioè che si preclude una buona fetta di esperienze di vita. Quella vera.
 
 
#4 mary 2012-02-11 20:09
Forse caro A ndrea non ti sono chiare le mie parole. Premesso che sia giusta una chimica di base tra uomo e donna, in questo eccellente articolo non si discute di questo bensì sul ruolo fondamentale che l'abito bianco riveste. Rispetto questo tuo pensiero ma per quanto mi riguarda non rispecchia per niente il mio modo di pensare! Il piacere che dici tu non è detto che bisogna provarlo per forza con più uomini possibili,giust o per assecondare i propri istinti (e che siamo macchine ad assorbimento?). ..è cosa troppo semplice questa! Certamente per chi vuol sviluppare un egoismo interiore questa indicata da te è la strada giusta. Penso,invece, che la donna per un rispetto personale non debba andare necessariamente al mercato e scegliere in estrema facilità bensì dedicarsi ad un solo uomo,quell'uomo che oltre al piacere fisico (ovviamente importante) possa apprezzarla nelle sue qualità e vederne la donna della propria vita e quindi la madre dei propri figli.Mi rendo conto che le mie parole sono un grido poco gradito ma considerazioni come le tue,caro Andrea,sono il frutto di una società smisurata e senza giudizio.C'è sempre tempo per cambiare e poter apprezzare profondamente quell'amore coniugale più vivo che mai,che come un fiume in piena inonda di purezza il meraviglioso sacramento del matrimonio.
 
 
#3 admin 2012-02-11 03:29
Non trovo questo consiglio nel Catechismo della Chiesa cattolica. Mi dispiace, ma il buon cristiano non ascolta la "voce degli uomini", ma la "voce di Dio".

Leggere ogni tanto il Catechismo non provoca la rosolia, quindi ne consiglio una letturina quotidiana.
 
 
#2 Andrea Laforgia 2012-02-10 23:21
E' bene, invece, che una donna abbia esperienze, prima del matrimonio e conosca bene chi riesce a darle piacere fisico e chi no. La gioia del sesso è essenziale per vivere bene il matrimonio e si può raggiungere solo se c'è "chimica". E' bene che un uomo e una donna abbiano diverse esperienze sessuali e sappiano riconoscere quali sono i corpi adatti a loro.
 
 
#1 mary 2012-02-10 20:45
E' molto bello trovare finalmente qualcuno che la pensi così in questa società!!! Credo sia giusto ascoltare le proprie emozioni e sensazioni, il proprio corpo, e considerare la castità come la conquista di una crescita morale,da gratificare con la purezza ed innocenza dell’abito bianco che rimane sicuramente il capo più importante nella vita di una donna.
 

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