| QUANDO E' OPPORTUNO CHE LA DONNA INDOSSI L'ABITO DA SPOSA DI COLORE BIANCO? LA CASTITA' COME VIRTU' MORALE, DONO DI DIO, GRAZIA E FRUTTO DELLO SPIRITO SANTO |
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... dell'articolo, si prodigarono anche in giudizi molto temerari, giungendo persino a definirmi pazzo e stupido. A costoro, oltre che dedicare le mie preghiere, vorrei ricordare la Parola del Signore: - "Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna" (Matteo 5,22); - "Mentr'egli parlava così in sua difesa, Festo a gran voce disse: «Sei pazzo, Paolo; la troppa scienza ti ha dato al cervello!»" (Atti 26,24); - "E Paolo: «Non sono pazzo, disse, eccellentissimo Festo, ma sto dicendo parole vere e sagge" (Atti 26,25); - "Lo dico di nuovo: nessuno mi consideri come un pazzo, o se no ritenetemi pure come un pazzo, perché possa anch'io vantarmi un poco" (2Corinzi 11,16). Certo, io non sono un santo e mi rendo conto che il titolo provocatorio dell'articolo può aver suscitato certe considerazioni, ciò nondimeno preferisco riproporlo in chiave più didattica (informativa) e meno giornalistica (provocatoria), al fine di tentare di risvegliare nelle nuove generazioni l'importanza di alcune tradizioni e la necessità di aderire appieno al santo concetto di castità, che è virtù e grazia, dunque non può essere snobbata bensì va valorizzata. Tralasciando l'incipit del vecchio articolo, vengo al dunque. Tempo fa (nel 2009) ho partecipato al matrimonio di una mia amica e, come si fa durante pranzi o cene lunghi, ogni tanto ci si reca nel giardino del ristorante di turno per fumare una sigaretta. Così ho fatto anche io che, purtroppo, ogni tanto mi concedo una sigaretta (brutto vizio) e, trovandomi a sfumacchiare con dei compagni di pranzo (un po' alticci) si è cominciato a discutere delle solite cose ovvero: sei amico dello sposo o della sposa? Sei parente? Come li conosci? Ecc... Per farla breve, eravamo in 5 a fumare di cui 1 amico dello sposo, 1 amico della sposa (io) e 3 ex fidanzati della sposa; il tasso alcolico del gruppo ha fatto si che si degenerasse nella discussione e, i 3 ex, resisi conto della loro "comune esperienza" hanno cominciato a cantare volgarmente: " .. se prima ero da solo a t**** ed il nome della sposa, adesso siamo in 2 a t**** ed il nome della sposa ... ecc...." (t**** sta per fare sesso, accezione volgare). Mi sono allontanato con amarezza e dispiacere. Sicuramente i soggetti in questione, oltre ad essere ubriachi fradici adottando un comportamento poco consono a festeggiamenti che dovrebbero essere SACRI, si sono dimostrati dei gran cafoni, ma anche la neo sposa se l'è cercata. A mio avviso una donna che si rispetti non dovrebbe accumulare cataste di ex fidanzati (può capitare e ci si può pentire, ottenendo perdono ed assoluzione) o perlomeno, dovrebbe avere la maturità di non invitarli al proprio matrimonio, come minimo per una questione di rispetto nei confronti del neo marito che, pur essendo devoto e fedele (sperando che duri), potrebbe non essere esente (nella psiche) da gelosie e insofferenza, anche riferite ad esperienze pregresse (identico discorso vale per l'uomo, anzi, data la maggiore sensibilità delle donne, l'uomo dovrebbe adottare ancor maggiore sobrietà e discernimento nelle scelte). Veniamo al punto dell'articolo ovvero l'abito bianco della sposa partendo da una breve introduzione storica: Le donne egizie portavano una gonna lunga, ricoperta da una sopraveste trasparente; sul capo un fazzoletto rigato, piegato dietro le orecchie. Nella Grecia Classica la veste era molto semplice, il peplo per gli uomini e il chitone, una veste più lunga, per le donne. Sopra veniva drappeggiato l'imation o la clamide. Le donne romane vestivano per lo più come le greche, con tunica e mantello. Il costume maschile richiedeva la tunica e la tipica toga. Nel Medioevo, in Europa, il vestito aveva soprattutto lo scopo di preservare il corpo dal freddo, senza particolari attenzioni all'eleganza. Comparirono però a poco a poco alcuni capi che diventarono tradizionali: la lunga camisa di origine araba, le prime brache (indossate dagli uomini sotto la gonna o la cotta), i berretti delle più varie forme. Nel tardo Medioevo e nel primo Rinascimento si stabilizzarono alcune forme tipiche: per gli uomini il farsetto, i calzoni di maglia attillati, i vari copricapi; per le donne un abito lungo, dalla scollatura rotonda, una sopraveste senza maniche, variamente ornata e di diversi colori. Il primo abito bianco da sposa che si documenta è quello della principessa Filippa di Inghilterra nel 1406. La moda rinascimentale era molto fastosa: tipiche tra gli uomini le brache larghe e la giubba con le maniche tagliate per far intravedere la fodera; per le donne una gonna larga, il corpetto sul busto a stecche, la camicia ricamata e la ricca zimarra. In Italia, le severe disposizioni della Controriforma ispirarono costumi più severi e più semplici: tipico del '600 è il severo abito nero ravvivato solo dalla gorgiera, un enorme colletto bianco a pieghe. Il secolo XVIII rappresentò il culmine dell'eleganza: paniers, redingote, gilet e culottes di seta o raso abbondantemente ornate. Dopo la Rivoluzione Francese, Giuseppina Bonaparte lanciò la linea definita Impero con il bustino a vita alta da cui scende la gonna. Da allora l'abito da sposa divenne sempre più importante, grazie anche alla Regina Vittoria che lanciò uno stile che prende il suo nome, Vittoriano: vita stretta con corpetto aderente e gonna ampia con strascico". [1] Nel XIX nascono molte delle tradizioni relative all’abito da sposa ed al matrimonio, come l’abito lungo bianco simbolo di purezza, il dolce nuziale, il ricevimento, i guanti. Diciamo, intanto, che l'abito bianco non c'entra direttamente col Sacramento; ma e' tradizione che la sposa indossi un abito bianco per significare la propria verginità. Il significato dell'abito bianco era ed è particolarmente importante: si voleva che fosse il più bello possibile; lo si trasmetteva di madre in figlia o comunque lo si custodiva gelosamente in posto d'onore, proprio perché rappresentava la caratteristica del matrimonio conforme alla morale cristiana. Ormai, purtroppo, l'aspetto spettacolare e neo pagano predomina su quello spirituale ed è raro che quel bianco corrisponda a verginità. Al punto che, oggi, sta prendendo piede una consuetudine, che non saprei dire se buona o malvagia: quella di fare abiti da sposa non più bianchi, bensì bianco panna. In un certo senso è cosa buona, perché la sposa che lo indossa ammette di non meritare l'abito bianco e quindi praticamente di non voler mentire proprio davanti all'altare; ma il fatto che questo sia diventato consuetudine (e praticamente accettato dai parroci) potrebbe essere come dire che quello che interessa non e' il bel significato, bensì il fatto spettacolare. [2] Dato che la tradizione è fondamentale e che il Matrimonio è davanti a Dio, non davanti agli uomini, ritengo importante la valorizzazione delle tradizioni ed il senso di rispetto per la pietà popolare cristiana; ovvero che solo la donna vergine, non per vanto, bensì come motivo di ispirazione alle giovani ragazze affinché seguano il buon esempio, abbia diritto ad indossare l'abito bianco, che è un privilegio. Questa mia opinione non vuol essere offensiva per le donne non vergini che, comunque hanno sbagliato dinanzi a Dio praticando il sesso prematrimoniale (peccato mortale che, se non confessato, esclude dalla Grazia santificante), ma deve tendere ad esaltare la virtù della castità, così come previsto dal Catechismo Cattolico, al fine di invogliare le giovani nell'ispirarsi ed emulare soggetti positivi e non negativi. Nella sfera affettiva e nel rapporto fra uomo e donna fidanzati, il Compendio al Catechismo della Chiesa cattolica, ci ricorda che: 390. Che cosa sono i frutti dello Spirito Santo? 488. Che cosa è la castità? 489. Che cosa comporta la virtù della castità? 490. Quali sono i mezzi che aiutano a vivere la castità? 491. In quale modo tutti sono chiamati a vivere la castità? 492. Quali sono i principali peccati contro la castità? 493. Perché il sesto Comandamento, benché reciti «non commettere adulterio», vieta tutti i peccati contro la castità? 494. Qual è il compito delle autorità civili nei confronti della castità? 337. Qual è il disegno di Dio sull'uomo e sulla donna? 338. Per quali fini Dio ha istituito il Matrimonio? 339. In qual modo il peccato minaccia il Matrimonio? 347. Quali sono i peccati gravemente contrari al Sacramento del Matrimonio? Bene, adesso che avete letto l'articolo, preferire tornare un attimo al titolo "galeotto": "La Chiesa vieti l'abito bianco alle spose non vergini, è un vilipendio alla virtù della castità. Si richieda il certificato ad un ginecologo Cattolico" E' ovvio che l'attuale Chiesa non può vietare l'abito bianco alle spose non vergini (era una semplice provocazione), come è altrettanto ovvia la mia "pungolata" (perché tale va intesa in senso giornalistico) che è impensabile una richiesta di certificato di verginità, ma è basilare anche constatare che indossare l'abito bianco, essendo sprezzanti e riluttanti alle sane tradizioni popolari cristiane, può rappresentare un vilipendio alla virtù della castità ed un cattivo esempio da non seguire. Carlo Di Pietro Note: Altre fonti: NB: ringrazio Francesca (da Terlizzi) per avermi inviato copia del vecchio articolo.
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Qualche anno fa pubblicai sul sito un mio articolo sull'importanza delle tradizioni popolari circa il matrimonio e, nello specifico, ricordai la necessità che è sempre fondamentale dare rilievo alla pietà popolare ed alle sane abitudini / tradizioni cristiane, che male non fanno, anzi fanno solo bene al corpo, alla psiche ed all'anima. L'articolo, dato il titolo molto provocatorio, fu letto da circa 10.000 utenti in 2 giorni, tuttavia fu oggetto anche di forti polemiche e di grandi insulti, a me rivolti, presenti tuttora su molti siti e forum di femministe / progressiste, nonché sfottò su siti di atei e blasfemi vari. Come spesso accade, purtroppo, la mediocrità dettata dalla superbia e dalla saccenza, porta le persone a giudicare ed a "sparare a zero" senza mo' di educazione e senza reale lettura dei contenuti degli articoli (capirne il senso), per il solo motivo di rendere la fonte poco credibile, con l'intento di farne "terra bruciata". Molti, dopo la pubblicazione ...


Commenti
Leggere ogni tanto il Catechismo non provoca la rosolia, quindi ne consiglio una letturina quotidiana.
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