| QUALI SONO I MIRACOLI UFFICIALI AVVENUTI A LOURDES? |
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... possa essere attribuito a un intervento diretto di Dio per intercessione della Madonna. E solo se anche questo secondo processo dà esito positivo si arriva alla proclamazione del miracolo. A Lourdes, nel corso degli anni, sono stati esaminati oltre 7000 casi, ma solo in 66 di essi la Chiesa ha raggiunto la conclusione certa che in quella guarigione c’è stato l’intervento di Dio. Di quei 66 miracolati ufficiali, 5 sono italiani, tre dei quali ancora viventi. PRIMO MIRACOLO La prima miracolata italiana a Lourdes, che ottenne il riconoscimento ufficiale da parte della Chiesa, fu Maddalena Carini. Ebbe la guarigione nell’agosto del 1948. Io l’ho conosciuta nel 1968 e restammo sempre amici, fino alla sua morte che è avvenuta nel gennaio 1998. Il fatto prodigioso si verificò il 15 agosto 1948. Maddalena aveva allora 31 anni e da 15 era immobilizzata a letto. Era ammalata di peritonite tubercolare, angina pectoris, anemia perniciosa, trocanterite alla gamba destra. Era stata curata da medici e specialisti di ogni sorta e quando decise di andare a Lourdes era stata da poco dimessa dall'ospedale perché potesse morire a casa sua. Nessun medico voleva firmarle il permesso per quel viaggio. Quando ritornò completamente guarita, venne visitati dagli stessi medici che l’avevano curata per anni e che l’avevano mandata a casa perché potesse morire in famiglia. Fra le varie dichiarazioni rilasciate dai medici dopo che Maddalena fu guarita, c’è quella del professor Luigi Villa, che era allora direttore della Clinica Medica Generale dell'Università di Milano. "Io stesso", scrisse il celebre professore "sono stato partecipe della vicenda di Maddalena Carini e posso dare la più scrupolosa garanzia sulla veracità e obiettività del prodigioso fatto avvenuto". SECONDO MIRACOLO Il secondo miracolato italiano di Lourdes fu un agricoltore di Casale Monferrato, Evasio Canora. Nel 1949 aveva 36 anni, era sposato e padre di cinque figli. Improvvisamente accusò un malessere generale, astenia, inappetenza, febbre. Ricoverato in ospedale, i medici trovarono che era stato colpito dal morbo di Hodgkin (linfogranuloma maligno). Vari esami istologici, ripetuti in diversi ospedali, confermarono la diagnosi. Si trattava di una malattia fulminante, con nessuna possibilità di guarigione. Dopo un anno di tentativi di cura, venne dimesso perché potesse morire in famiglia. Chiese di andare a Lourdes. Fece il viaggio nel gennaio 1950, in condizioni disperate. Appena arrivato al santuario fu accompagnato in carrozzella alla piscina. Immerso nell'acqua, si sentì subito bene e tornò in albergo camminando senza alcun aiuto. Per il resto della sua permanenza a Lourdes fece il barelliere. Una guarigione strepitosa, la sua. Immediata, totale. Il miracolo venne confermato il 31 maggio 1955. Ma dopo due anni, il destino si accanì contro di lui ed Evasio perse la vita. Non per malattia: mentre lavorava nei campi, rimase schiacciato dal trattore. TERZO MIRACOLO La terza persona italiana miracolata a Lourdes si chiama Elisa Aloi. Ha 72 anni e vive a Messina con il marito Giuseppe. All'età di 17 anni fu colpita da tubercolosi osteo-articolare, con focolai diffusi in tutto il corpo che provocavano numerose fistole suppurative. Furono tentate cure, ricoveri vari. Infine venne ingessata e rimase in quelle condizioni, immobile a letto, per undici anni. Nel 1957 fece un primo viaggio a Lourdes ma non accadde niente. Volle tornare nel '58 e ottenne la grazia. "II bagno miracoloso avvenne la mattina del 9 giugno", racconta. "Dopo l'immersione, avvertii uno strano benessere. Quando mi riportarono alla pensione dove alloggiavo, chiamai il medico, che constatò un forte miglioramento. Le fistole, che coprivano tutto il mio corpo, si stavano chiudendo spontaneamente. Tornai a casa che stavo bene". Il miracolo venne riconosciuto nel maggio 1965. "Ma io ho ottenuto due miracoli a Lourdes", dice Elisa. "A causa della malattia subita, i medici mi avevano detto che non avrei potuto avere figli. Invece la Madonna ha voluto smentirli. Mi sposai ed ebbi quattro figli: due maschi e due femmine, sani, belli, che mi hanno dato grandi soddisfazioni". QUARTO MIRACOLO Vittorio Micheli è un ex alpino che ha ora 63 anni. Un uomo solido e robusto. Vive a Scurelle, nei pressi di Trento, in Valsugana, con la moglie Lidia. Nel 1961, durante il servizio militare, fu colpito da un tumore maligno che intaccò la testa del femore della gamba sinistra e poi si propagò lungo tutto l'arto. Una malattia inarrestabile. Inutili le cure, i ricoveri in ospedale, i prelievi, le visite specialistiche. Nel '62 fu trasferito nel centro tumori di Borgo Valsugana. Il tumore progrediva velocemente, "mangiando" l'osso, tanto che la gamba gli era rimasta attaccata al resto del corpo solamente grazie ai muscoli e alla pelle. "Mia madre mi convinse ad andare in pellegrinaggio a Lourdes", racconta l'ex alpino. "La ascoltai. Fui calato nelle acque della piscina, ma non provai niente. Nessuna particolare sensazione. Tornai a casa come ero partito. Ma dopo qualche giorno, mi sentii meglio. Mi era tornato l'appetito e potevo fare a meno delle medicine senza sentire i dolori lancinanti che da tempo mi tormentavano. Tornai in ospedale per una visita di controllo. 1 medici constatarono che il tumore era scomparso. Non solo, la testa del femore si stava ricomponendo". La guarigione dell'ex alpino è tra le più clamorose. Infatti, non ci fu solo la scomparsa immediata di una malattia tremenda, ma la ricostruzione della testa del femore. Questo significa che l'osso è "cresciuto", si è riformato, si sono ricostruiti tessuti nuovi. Un fatto assolutamente inammissibile dalla medicina. QUINTO MIRACOLO La quinta italiana guarita a Lourdes si chiama Delizia Cirolli. È una giovane e graziosa signora di 39 anni. Vive a Paternò, in provincia di Catania, con il marito e fa l'infermiera. All'inizio del 1976, quando era appena undicenne, fu colpita da un tumore osseo alla tibia destra. Un destino crudele l'attendeva, e una morte precoce. Nel tentativo di fermare il male, che procedeva con rapidità, i medici avevano consigliato l'amputazione della gamba. Il padre di Delizia, disperato, decise di portare la figlia a Lourdes. Non aveva i soldi per il viaggio, ma i suoi concittadini lo aiutarono. "Andammo a Lourdes nell'agosto del 1976", ricorda Delizia. "Non volevo bagnarmi nella piscina perché avevo paura dell'acqua. Mi convinse una suora. Tornai a casa senza alcun risultato. Anzi, le mie condizioni peggiorarono. Ma una mattina, nel dicembre 1976, mi venne voglia di alzarmi. Chiamai mia madre e dissi che volevo andare a trovare una cugina. In famiglia tutti mi guardarono spaventati. Erano mesi che non mi alzavo dal letto. Cominciai a stare bene. Ripresi a camminare. Non sentivo più i dolori alla gamba. Venni ricoverata per dei controlli e i medici constatarono che del tumore non c'era più traccia". II miracolo di Delizia Cirolli venne riconosciuto dalla Chiesa nel giugno del 1989. Dalla rivista "Lourdes magazine" Pubblicazione a cura di Carlo Di Pietro
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Come è noto, dal 1858, quando la Madonna apparve a Bernadette Soubirous, le guarigioni prodigiose avvenute alla grotta di Massabielle sono innumerevoli. Vengono chiamate “grazie” e la loro autenticità viene lasciata al giudizio soggettivo del guarito e di chi ha constatato l’evento. Ma alcuni casi, quando l’intervento soprannaturale è eclatante, vengono presi in considerazione dalla Chiesa che vuole esaminarli approfonditamente per avere la “certezza” assoluta che si tratti di un diretto soprannaturale. Viene allora instaurato un vero e proprio processo. Prima scientifico. Il caso cioè viene esaminato da una commissione di medici di fama internazionale, i quali hanno come obiettivo quello di trovare una spiegazione di come si sia verificata quella guarigione. Se la commissione arriva a concludere che quella specifica guarigione è proprio inspiegabile dalla Scienza medica, allora interviene una seconda commissione di teologi per vedere se il fatto ...


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