| L'EX GAY LUCA DI TOLVE ALL'ASSOCIAZIONE "FAMIGLIA DOMANI": OMOSESSUALI NON SI NASCE, SI DIVENTA |
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... stupefacenti. Frequentatore assiduo dei locali gay, che durante la conferenza Di Tolve ha definito «ghetti» in cui ci si isola dalla realtà, animatore di quelle feste fatte di luci e colori volti a soffocare il vuoto interiore, Luca divenne ben presto molto ricco. In una città come Milano non era difficile incontrare fidanzati facoltosi, che permettevano ai loro amanti di condurre una vita agiata. Luca Di Tolve è stato anche vincitore di Mister Gay, concorso di bellezza per omosessuali e ha fatto parte della dirigenza dell’Arcigay. Poi, all’improvviso, la situazione cambiò. Nel momento in cui molti dei suoi amici o dei suoi compagni morirono di Aids, Luca iniziò a riflettere sulla sua condizione. La svolta arrivò quando si rese conto di essere egli stesso sieropositivo. I medici gli avevano dato tre mesi di vita. Di Tolve ha confessato che in quel momento ebbe un crollo. Benché avesse una spiritualità tutta sua, legata principalmente ai culti orientali, incominciò a pregare la Madonna con una corona del Rosario che trovò in casa. Poi andò subito a confessare i propri peccati ad un frate, il quale lo incoraggiò invitandolo a comportarsi da buon cristiano. Da allora, grazie a validi psicologi e a buoni sacerdoti, Luca ha intrapreso il duro cammino che lo ha portato al pieno recupero della sua identità maschile. Di grande aiuto, oltre all’adorazione eucaristica e alla frequenza assidua ai sacramenti, è stata la terapia dello psicologo americano Joseph Nicolosi, autore di molti libri sul tema dell’omosessualità. Come ha sottolineato Di Tolve, se è vero che lobby omosessualiste, per meri interessi economici e ideologici, hanno fatto pressione affinché l’Organizzazione mondiale della Sanità rimuovesse l’omosessualità dalle patologie, è altrettanto vero che la stessa organizzazione internazionale richiama gli psicologi al dovere di aiutare i gay che non accettano la propria condizione e decidono di ricorrere alla psicoterapia. Proprio per questo, Di Tolve, insieme a sua moglie Teresa, ha deciso di dar vita al Gruppo Lot, una onlus cattolica che, con la collaborazione di psicologi e sacerdoti, mira a soccorrere tutte le persone sofferenti che portano dentro di sé ferite e dipendenze a livello emotivo, relazionale e di identità sessuale. Le richieste di aiuto provengono da ragazzi e ragazze di tutta Italia. Pertanto, il Gruppo Lot, posto sotto il patrocinio della Madonna, si affida alla generosità di quanti vogliano sostenerlo, in modo che riesca a portare il suo messaggio di speranza e consolazione a quante più persone possibili. Una sfida al politicamente corretto e all’ideologia del gender oggi dominante. di Federico Catani
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Uscire dall’omosessualità è possibile. Questo il messaggio lanciato da Luca Di Tolve, ex gay militante ora felicemente sposato. Nella conferenza tenuta presso l’Associazione Famiglia Domani il 9 febbraio scorso, l’autore di Ero gay. A Medjugorje ho ritrovato me stesso (Piemme, 2011) ha raccontato al pubblico presente la sua storia. Figlio di genitori divorziati, Luca si è trovato fin da piccolo a vivere solo con la mamma, che divenne ben presto il suo unico modello e riferimento. L’assenza del padre e le attenzioni della madre lo portarono ad assumere atteggiamenti effeminati che poi sfociarono nell’omosessualità. Quando si rese conto del suo stato, Luca consultò alcuni psicologi, che però all’unanimità dissero che doveva rassegnarsi al suo orientamento sessuale, accogliendolo con serenità. Da quel momento iniziò per Luca, come egli stesso ha raccontato, una vita di trasgressioni e vizi, a base di sesso, alcol e sostanze ...


Commenti
E' un po' come dire che si può guarire dall'influenza, pur mantenendo la febbre, i brividi e la tosse. Si può guarire dalla cecità, pur continuando a non vedere. Si può guarire dal sordomutismo, pur continuando a non parlare e a non sentire nulla.
"Guarire" dall'omosessual ità, a rigor di logica, significherebbe non provare più, nemmeno in minima percentuale, attrazione per lo stesso sesso. Zero, neanche in modo sporadico. Vorrebbe dire innamorarsi solo di persone del sesso opposto, provare attrazione unicamente per persone di sesso opposto e figliare come conigli. Questo, in realtà non accade con le terapie riabilitative.
Perché? Perché l'omosessualità non é una malattia e non vi si può guarire. Al massimo, con i gruppi di preghiera, si può reprimere il proprio ego e negare i propri sentimenti, nascondendo tutto sotto il tappeto come si fa con la polvere che non si ha voglia di pulire per bene.
Ma questa non é guarigione, é lavaggio del cervello. E' repressione e negazione di sé e può condurre - credimi, Lux - a conseguenze aberranti come la depressione e il suicidio. Ecco perché uno psicologo serio non può avallare queste "terapie" ma deve, al contrario, aiutare il paziente ad accettarsi e rispettarsi per quello che é.
Altrimenti, potrebbe condurlo a risultati estremamente gravi, come il suicidio. Tutto questo per che cosa? Per le parole del Levitico o di Paolo di Tarso? O per far contento qualche benpensante come Giovanardi o Scilipoti?
La terapia di conversione, anche detta terapia riparativa o terapia di riorientamento sessuale, è un metodo inteso a cambiare l'orientamento sessuale di una persona dall'omosessual ità originaria all'eterosessua lità, oppure ad eliminare o quantomeno ridurre i suoi desideri e comportamenti omosessuali. Sono state tentate diverse tecniche, incluse modificazione del comportamento, terapia dell'aversione, psicoanalisi, preghiera e terapie religiose[1] quali l'esorcismo. La terapia di conversione è strettamente associata con il movimento degli ex-gay, il quale presenta una componente religiosa più spiccata[2]. I gruppi di ex-gay tendono principalmente ad evitare le attività sessuali tra persone dello stesso sesso, e solo secondariamente (o a volte per nulla) a cambiare l'orientamento sessuale che sta alla base di quei comportamenti[3 ].
La psicologia moderna - e ho parlato con degli psicologi su questo - evidenzia che OGNI PERSONA - tutti noi, quindi - ogni persona é attratta da individui del proprio sesso o del sesso opposto. E' una specie di scala o di termometro e vale per tutti.
Poi, in alcune di queste persone é quasi assoluta o predominante la tendenza verso il sesso opposto e, viceversa, in altri individui é predominante la tendenza verso il proprio sesso. Alcuni individui sono "equidistanti" e, quindi, tendono naturalmente verso il proprio sesso e verso il sesso opposto in egual misura e si parla di bi-sessualismo. Questo é il dato di fatto. Persone eterosessuali possono avere rapporti omosex senza per questo essere gay. E' quanto accade, ad esempio, in carcere dove i detenuti, per mancanza di donne, spesso hanno rapporti sessuali fra di loro anche se nessuno di loro é omosessuale. Questi sono studi scientifici e statistici.
In questo senso, non si può parlare di "eterosessualit à" (bianco) e di "omosessualità" (nero) ma, più correttamente si dovrebbe parlare di "orientamento sessuale" (grigio).
Una volta chiarito il discorso che non si tratta né di malattia né di depravazioni né di devianze ma di semplice animo umano, si può fare un discorso di tipo morale che, però, varia da persona a persona. Io non trovo giusto che una persona omosessuale debba reprimersi, nascondersi o vergognarsi di preferire il proprio sesso a quello opposto. Penso debba essere libero di vivere la propria vita nel modo che ritiene più opportuno.
Il padre di famiglia che va a trans, invece, é un altro discorso. Non é "malato". E' semplicemente una persona che asseconda i propri "istinti" vuoi per trasgressione, vuoi per curiosità, e non vedo differenze rispetto al padre di famiglia che va a prostitute o che si fa l'amante. Secondo te sono "malati" anche loro? E per quale motivo quelli che tradiscono la moglie con un trans sarebbero malati e quelli che la tradiscono con la prostituta o l'amante sarebbero, invece, sani?
La verità é che, in tutti i casi, si tratta, secondo me, non di una malattia ma di un comportamento immorale. Di cui dovrebbero vergognarsi. Non perché una persona va a trans o va a prostitute ma perché, nel momento in cui tu prometti amore e fiducia ad una persona (tua moglie, la tua compagna, la tua fidanzata, il tuo fidanzato...) non la tradisci. Fine del discorso. Quello che é sbagliato non é il rapporto sessuale in sé (con un trans, un gay, un'altra donna, una prostituta, un'amante...) ma il tradimento.
Se vuoi vivere trasgressioni o avventure lo fai senza impegnarti con altre persone, senza promettere amore ad altre persone e senza illudere la gente che ti vuole bene. Se t'innamori di un'altra donna, prima divorzi da tua moglie o lasci la tua ragazza, non le metti le corna. Se senti attrazione per un ragazzo, non ti sposi "per salvare la faccia" perché altrimenti, prima o poi, tua moglie la tradisci - anzi, l'hai già tradita perché non l'hai mai amata veramente.
Quindi, come vedi, Lux, non siamo nel campo di malattie o depravazioni ma nel campo dell'etica e dei sentimenti umani. La differenza non sta fra eterosessuali e omosessuali ma fra chi gioca con i sentimenti altrui e chi li rispetta.
Si tratta dei risvolti psicologici e interiori di una persona, altrimenti l'uomo sarebbe una macchina. L'orientamento sessuale non é altro che la tendenza di una persona verso altre persone del proprio sesso o di sesso opposto.
Voi distinguete tutto in due categorie: quelli a cui piacciono "le donne" e quelli a cui piacciono "gli uomini". Non funziona così. Ad un eterosessuale non piacciono "tutte le donne" indistintamente , ma soltanto quelle che rispondono ai propri canoni estetici e affettivi, quelle con cui c'é feeling, insomma. Ugualmente, ad un omosessuale non piacciono "tutti gli uomini" indistintamente.
Ma vi é anche di più. Io ho amici gay che hanno avuto rapporti sessuali completi con ragazze e loro stessi mi hanno raccontato che molte volte, nei locali gay, s'incontrano ragazzi eterosessuali, fidanzati o sposati, in cerca di una "avventura" o di una trasgressione e hanno rapporti omo.
La sessualità, dunque, é molto complessa. Tutte queste sfumature costituiscono "l'orientamento sessuale" di una persona. Ridurre tutto a bianco o nero é una semplificazione che non ha niente a che vedere con la realtà.
E, fra parentesi, caro Luciano, nemmeno i dogmi della tua religione cattolica (dallo Spirito Santo alla resurrezione di Gesù all'Immacolata Concezione alla Transustanziazi one fino alla Trinità) si possono analizzare scientificament e e con prove certe
L'aids si può guardare con il microscopio.
il dna idem.
i neutrini si analizzano con le apparecchiature del cern.
le cellule staminali si vedono col microscopio
l'orientamento sessuale chi l'ha inventato? e come si vede? come si può analizzare scientificament e con prove certe?
freud sosteneva l'opposto dell'oms.
lobbi gay e lobbi massoniche vanno contro la chiesa e, come si va i nemici si accoppiano sempre.
Sulla scorta di questi ragionamenti, non dovrebbe esistere neppure l'AIDS, la cui definizione risale a non prima del 1984.
Del pari, non dovrebbero esistere i neutrini, le cellule staminali e persino il DNA.
Forse a qualcuno può dispiacere, ma la scienza progredisce. E col progresso, spesso si dà nome a cose che esistevano anche prima che le conoscessimo.
"Lobby gay sostenute dalla massoneria"
La fantasia non ha limiti
La "grave colpa" non é certamente quella di essere gay o di non aver represso il proprio ego. Se si fosse, semplicemente, trovato un compagno evitando i giri di droga, alcool e prostituzione non avrebbe contratto l'HIV. E' più o meno la stessa cosa che accade ad un etero che abusa di sostanze alcooliche e stupefacenti e cambia donna tutte le sere. Le "gravi colpe" sono queste. Peraltro, non si tratta nemmeno di "colpe" perché non si fa del male ad altri se non a se stessi. Piuttosto, sono "scelte sbagliate e, spesso, letali."
In un articolo come questo sembra che il mondo gay sia all'insegna del vizio e della lussuria. Avete mai messo piede in una discoteca di un certo livello? Io sì e non é che li si trovano etero "casti e puri", eh? Piuttosto che parlare di "mondo gay" sarebbe, allora, più onesto intellettualmen te parlare di un certo ambiente fatto di discoteche, promiscuità e rave parties dove, a prescindere da ogni giudizio morale (che non sta a me dare perché io non punto il dito contro nessuno), si rischia di incorrere in comportamenti (droga, alcool, sesso promiscuo) che mettono in pericolo la propria salute. Il fatto di essere gay non c'entra un tubo e le parole di Tolve sono fuorvianti e strumentali.
Poi, come ha messo in evidenza Francesco, una persona che si reprime e che "combatte" se stesso a suon di preghiere e incontri di gruppo, a mio parere, non si può considerare "guarita". Se continuo ad avere la tosse, vuol dire che non ho ancora eliminato la bronchite.
Quindi, l'intera storia si può riassumere nel senso che Di Tolve, dopo essersi preso un bello spaghetto (comprensibile) per l'AIDS e dopo aver trovato una persona che gli vuole bene e a cui lui vuole bene (la moglie), ha deciso di dare (giustamente) un taglio ai propri eccessi. Per sua scelta, decide poi di non ascoltare la propria, naturale attrazione per persone dello stesso sesso. Se é felice così, lo sono anch'io per lui. Gli auguro di passare il resto della sua vita in serenità con la moglie ma non venga a parlare di "guarigione" o di "conversione all'eterosessua lità" (che nel suo caso non c'é stata).
Da ultimo, a parte l'analisi perfetta fatta da Francesco, voglio aggiungere che molti miei amici gay mi hanno fatto presente che tantissimi ragazzi eterosessuali, FIDANZATI O SPOSATI si concedono, una tantum, rapporti omosessuali, spesso solo per trasgressione o per curiosità. A parte il fatto che si tratta di un comportamento sleale e ipocrita verso la propria fidanzata/mogli e, mi chiedo, a questo punto, come fate voi cattolici "tradizionalist i" a distinguere ancora il mondo in due categorie, gli etero e gli omo?
E' un dato appurato dalle scienze psicologiche che la sessualità umana é un range dove ciascuno può essere attratto più o meno fortemente da persone del proprio sesso o di sesso opposto. Ecco perché ci sono omosessuali uomini che riescono ad avere rapporti con donne, a sposarle (salvo, poi, magari tradirle con un altro uomo) oppure eterosessuali convinti (talvolta anche omofobi) che non rinunciano, in gran segreto, a sporadici rapporti "per trasgressione" o "per curiosità" con persone dello stesso sesso. Ridurre tutto ad una questione di bianco o nero mi sembra proprio superficiale.
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